Col condono "provano a inserire l'ennesimo condono strizzando l'occhio a chi non rispetta le regole e dando un colpo negli stinchi a chi le rispetta. Perché non fare un piano per la casa o un fondo per le famiglie?". Così la segretaria del Pd Elly Schlein su La 7. E sull'educazione sessuale nelle scuole ha detto: "Bisogna agire sulle differenze prima che diventino diseguaglianze. Non vuol dire annullarle ma riconoscerle e valorizzarle, assicurando uguali diritti e opportunità.
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Col condono "provano a inserire l'ennesimo condono strizzando l'occhio a chi non rispetta le regole e dando un colpo negli stinchi a chi le rispetta. Perché non fare un piano per la casa o un fondo per le famiglie?". Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein a In altre parole, su La 7. .
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Diverse le reazioni delle opposizioni alla proposta di condono edilizio in manovra da parte di due senatori di FdI riaprendo i termini del 2003. "Un mega condono la settimana del voto! -attacca Matteo Renzi (Iv) riferendosi alle elezioni regionali- Questo non è riformismo, è il governo del voto di scambio". Anche Francesco Boccia del Pd, ha spiegato "Sembra una promessa elettorale: votateci e riapriremo la sanatoria edilizia".
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"L'emendamento di Fdi alla manovra, che riapre di fatto il condono edilizio, è un atto gravissimo. Un provvedimento pensato non per risolvere l'emergenza abitativa, ma per raccogliere consenso in Campania alla vigilia del voto. Una dinamica che ha tutte le caratteristiche di un voto di scambio politico". Così Piero De Luca, segretario regionale del Pd Campania. "Invece del piano casa da 15 miliardi promesso da Meloni, miracolosamente scomparso arriva l'ennesimo condono acchiappa-voti.
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«I cittadini vanno rispettati. Meritano chiarezza. Non slogan riciclati dal passato o annunci, copiati da commedie cinematografiche. Vado con ordine. Nelle ultime 24 ore la destra ha messo in piedi due sceneggiate. La prima sulle pensioni. Un governo che non ha fatto nulla sulle pensioni in questi tre anni – rimangiandosi già tutte le promesse elettorali – decide di far annunciare al proprio candidato presidente in Campania che darà un bonus alle pensioni minime in…
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La presentazione dell’emendamento che riapre i termini della sanatoria del 2003 rappresenta un atto di giustizia atteso da migliaia di famiglie campane costrette a realizzare case per necessità abitativa, non per abusivismo selvaggio. Ringrazio i parlamentari campani di centrodestra che si sono battuti per correggere una stortura che, per oltre vent’anni, ha prodotto disparità evidenti tra i cittadini della Campania e quelli del resto del Paese.
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Il tema della sanatoria edilizia infiamma la campagna elettorale per le regionali in Campania, dopo l'annuncio di un emendamento alla manovra presentato da Fratelli d'Italia. Antonio Iannone, senatore e commissario regionale del partito, con un post sui social rende noto che "grazie a Fratelli d'Italia e ai parlamentari campani
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Un “atto di giustizia atteso da migliaia di famiglie campane”. È così che Edmondo Cirielli, candidato presidente del centrodestra alla Regione Campania, rivendica l’emendamento alla manovra in discussione al Senato che riapre i termini della sanatoria del 2003. Una mossa arrivata a una settimana dalle elezioni, che ora lancia la campagna elettorale di Cirielli. L’aspirante…
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“Per alcune case si può pensare a un condono, per altre, quelle che sono pericolanti e dove c'è un pericolo per i cittadini, no. Quindi la questione va affrontata caso per caso, bisogna vedere quali possono essere sanate e quali no”. Il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, risponde così a margine di una iniziativa elettorale a Napoli a chi gli chiede della proposta di riapertura del condono del 2003 contenuta in un emendamento di FdI alla manovra.
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«Nessun nuovo condono. Sì tratta di una sanatoria, che consiste nella riapertura dei termini di una vecchia normativa per sanare vecchie pendenze di persone che anche se hanno pagato per accedere al condono ne sono rimaste escluse»: è questa la precisazione fornita dall'ufficio stampa di FdI al Senato riguardo all'emendamento presentato alla manovra che riapre i termini della sanatoria del 2003. Il partito chiarisce che spetterà poi…
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E in Manovra spuntò un condono edilizio, fra le migliaia di emendamenti presentati. Quest'anno sono quasi 6.000 le proposte di modifica e 1.600 emendamenti sono stati firmati dalla maggioranza. In Manovra emendamento sul condono edilizio Il centro-destra punta alla riapertura del condono edilizio del 2003, con la proposta di due senatori di Fratelli d’Italia: il veneto Matteo Gelmetti e il campano Domenico Matera.
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La voglia di condono non tramonta mai e colpisce anche la legge di bilancio per il 2026. Questa volta la scelta di perdonare chi le regole non le rispetta è caduta sulla sanatoria edilizia. E a portarla avanti con un emendamento alla manovra depositato in commissione Bilancio al Senato sono i senatori del partito della premier che chiedono di riaprire il condono edilizio del lontano 2003, quando a Palazzo Chigi c’era Silvio Berlusconi
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Manovra, presentati 5.700 emendamenti: torna il condono edilizio 15 novembre 2025 La Manovra arriva in Parlamento con circa 5700 emendamenti, 1600 della maggioranza, che puntano a riscrivere parti centrali del testo, dal condono edilizio al taglio dell’Imu, fino alle nuove tasse. La maggioranza divisa fra prelievi su banche, cedolare secca, affitti e sanatorie, mentre l’opposizione rilancia il tema della patrimoniale.
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Arriva da uno degli oltre 5.500 emendamenti alla Manovra il nuovo fronte di scontro politico. Fratelli d'Italia ha depositato una proposta di modifica per riaprire il condono edilizio introdotto nel 2003. Sebbene teoricamente applicabile su scala nazionale, la misura viene interpretata dalle opposizioni come un intervento mirato alla Campania, che all'epoca non recepì la normativa. La scelta alimenta un confronto politico teso, con il centrosinistra che accusa la maggioranza di voler…
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Parlamentari al lavoro per alzare a 75 milioni di euro la capienza del fondo da cui i Comuni posso attingere liquidità per finanziare la demolizione di case abusive e immobili abusivi. Un gancio ai sindaci che altrimenti rischiano di rimanere a secco nella lotta contro l’illegalità urbanistica o di dovere ricorrere ad altre risorse.
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