Con molte probabilità, anche nel 2026 il tema principale a Wall Street sarà l’intelligenza artificiale. Il rally delle azioni americane è stato guidato soprattutto dal boom della nuova tecnologia, che ha saputo mettere in secondo piano diversi venti contrari che avrebbero potuto far retrocedere le quotazioni. Tuttavia, negli ultimi tempi si è fatta largo una preoccupazione ricorrente tra gli investitori, legata agli enormi investimenti per costruire data center e infrastrutture AI, nonché per migliorare l’addestramento…
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Approfondimenti:
La bolla AI e l'Europa, social vietati ai minori, l'ultimo indulto, il mondo che non abbiamo salvato
Bentrovati. Un'altra AI è possibile Ci sono buoni motivi per temere uno scoppio della «bolla» finanziaria dell'intelligenza artificiale. Eppure, per una notoria fustigatrice di Big Tech di cui ci parla Luca, quello scoppio potrebbe essere un'occasione da cogliere per l'Europa, finora rimasta indietro. Social vietati ai minori L’Australia - spiega Federico Fubini in un articolo tratto dalla sua newsletter Whatever It Takes - è il primo Paese ad…
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Boom dei CDS come assicurazione contro un possibile bust tecnologico Dalle certezze alla necessità di copertura Oracle e Meta sotto i riflettori Dalla crescita all’analisi del rischio JPMorgan Un segnale di maturità del ciclo Gli investitori stanno intensificando l’uso di strumenti di copertura per proteggersi dal rischio che il boom dell’intelligenza artificiale si trasformi in una crisi del debito.
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Ci sono due fatti che vanno analizzati attentamente e che antepongono l’architettura finanziaria alla strategia operativa, e rischiano di trasformare in modo sottile ma progressivo, lo scopo stesso dell’azienda. Il primo fatto ha avuto molta notorietà mediatica e tra i primi a parlarne è stato Bloomberg lo scorso 7 ottobre. Ma Paolo Benanti, con la consueta lucidità e profondità lo ha ben sintetizzato in una riflessione sul Sole 24 Ore: “un intreccio sempre più denso e complesso di transazioni finanziarie sta sollevando interrogativi etici…
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A fine ottobre NVIDIA – azienda leader nella produzione di microchip per l’intelligenza artificiale (IA) – ha annunciato di aver raggiunto una capitalizzazione di mercato di 5mila miliardi di dollari, diventando la prima società quotata in borsa a superare tale soglia. La rapida ascesa dell’azienda guidata da Jen-Hsun Huang rappresenta solo la punta dell’iceberg di un fenomeno più ampio che ha portato un massiccio afflusso di capitali nel mercato: il cosiddetto “boom dell’IA”.
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Negli ultimi anni l"entusiasmo degli investitori per l"intelligenza artificiale è cresciuto notevolmente, dominato da una manciata di giganti tecnologici a mega capitalizzazione, i cosiddetti Magnifici 7. Tuttavia, concentrarsi esclusivamente su questi nomi famosi rischia di far perdere di vista un quadro più ampio e dinamico: il ruolo trasformativo delle piccole e medie imprese nel plasmare la rivoluzione dell"AI.
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Il mondo della finanza e della tecnologia si interroga sempre più frequentemente su un possibile scenario catastrofico: l'intelligenza artificiale potrebbe rappresentare la prossima grande bolla speculativa destinata a esplodere. Un interrogativo che ha cominciato a farsi strada con insistenza nell'estate del 2024 e che oggi coinvolge esperti, investitori e analisti di tutto il mondo. La questione non è se la tecnologia funzioni o meno, ma se il valore economico che le viene attribuito…
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Il gran ballo di Amazon, Alphabet, Meta e Oracle con i bond per l’intelligenza artificiale. Report Wsj Il diluvio di bond per l’IA aumenta la pressione sui mercati. L'articolo del Wall Street Journal tratto dalla rassegna di Liturri. (The Wall Street Journal, Sam Goldfarb, 24 novembre 2025) Da settembre Amazon, Alphabet, Meta e Oracle hanno emesso quasi 90 miliardi di dollari di bond investment-grade per finanziare l’IA: più di quanto fatto…
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