PUBBLICITÀ Il clan Cipolletta avrebbe avuto bisogno di armi per combattere la guerra contro i nemici del gruppo Ferretti-Mascitelli. Le due organizzazioni criminali volevano mettere le mani sullo spaccio di droga a Pomigliano e nelle zone limitrofe. Così il boss Olindo ‘Vincenzo’ Cipolletta avrebbe chiamato il fratello Beniamino, detto Mino, detenuto nel carcere di Carinola, dopo aver subito il sequestro di diverse armi nel febbraio del 2024.
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C'è anche Sabino Edificante, noto sui social come "'o Malese", attualmente detenuto nel carcere di Carinola, tra i destinatari dell'ordinanza cautelare eseguita stamattina dai carabinieri contro i due gruppi che si contendevano il controllo di Pomigliano d'Arco, in provincia di Napoli; complessivamente gli indagati raggiunti da misura sono 27; per 23 è stato disposto il carcere (tra cui i 4 minorenni), gli arresti domiciliari per gli altri 4.
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Un tatuaggio sulla pelle, così il clan di Pomigliano marchiava i baby soldati metropolisweb La dedizione al clan Cipolletta ce l’aveva tatuata sul polso il minorenne, figlio di un affiliato morto mentre cercava di dare fuoco a una vettura rubata, arrestato oggi dai carabinieri di Castello di Cisterna nell’ambito del blitz coordinato dalla Dda e dalla Procura dei Minorenni che, a Pomigliano d’Arco, ha portato 23 in carcere e 4 ai domiciliari.
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Tra i 27 destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Napoli contro due frange di criminalità organizzata a Pomigliano d'Arco, ci sono 4 minorenni ritenuti legati al clan Cipolletta e un ragazzo appena 18enne. Sono poi 7 gli indagati che erano già detenuti perché ddestintari di misure restrittive precedenti. Le indagini sono durate due anni. Uno dei minorenni, 17 anni, affiliato al clan Cipolletta, si è tatuato al polso il nome della famiglia criminale.
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