Paolo Ardoino, la valutazione da 4 – constrained (limitato) a 5 – weak (debole) è stata letta come indicativa di un settore nascente, quello delle criptovalute e delle stablecoin, ma opaco. La Banca centrale europea ha lanciato più volte allarmi sull’adozione su larga scala delle stablecoin, sostenendo che potrebbero mettere a rischio la stabilità finanziaria globale. È davvero così? Tether, con una capitalizzazione di circa 186 miliardi di dollari, può diventare un «buco nero»…
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Nel variegato mondo delle criptovalute, esiste una categoria di token digitali pensata per ridurre la volatilità e offrire agli investitori un asset relativamente stabile. Sono le “stablecoin” e Tether ne è la rappresentante più diffusa sul mercato. In questo articolo, vi spieghiamo come funzionano per rispondere ai diversi interrogativi che ancora oggi esistono tra i non addetti ai lavori. Si tratta di un mercato che vale oggi più di 309 miliardi di dollari, in crescita del 50% quest’anno e che incide per oltre il 10%…
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Tether, la società che ha offerto 1,1 miliardi di euro per comprarsi la quota di Exor nella Juventus, ha sede legale in El Salvador. La holding della famiglia Agnelli-Elkann ha respinto l’offerta sottolineando che «non ha alcuna intenzione di cedere alcuna quota in Juventus a terzi, inclusa, ma non solo, la società salvadoregna Tether». Liste nere e grigie Questo calcare la mano sull’aggettivo «salvadoregna» fa pensare, come minimo, a un paradiso fiscale
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In Italia il nome di Tether è noto anche a chi di criptovalute non ne vuole sentir parlare. Perché la società, che emette la stablecoin più diffusa al mondo, è anche il più ingombrante socio di minoranza della Juventus con l’11,5% delle azioni, un nome (quello di Francesco Garino) in consiglio di amministrazione e una certa vis polemica del Ceo Paolo Ardoino nei confronti della storica proprietaria Exor, la holding della famiglia Agnelli-Elkann.
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