La nevicata del 1985 fu qualcosa di epocale e chi c'era difficilmente l'ha dimenticata. Chi c'era ad Alessandria, certo. Ma anche in Piemonte e pure in Liguria, dove vedere le spiagge imbiancate è pur sempre una rarità. Oddio, ormai è raro vedere pure la neve in pianura dove, tutt'al più, è il bianco della brina a caratterizzare mattinate come quella odierna, col termometro sceso ampiamente sotto lo zero.
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Approfondimenti:
Egregio direttore, l'anno nuovo è iniziato all'insegna di un clima non particolarmente rigido, ma le previsioni atmosferiche annunciano per i prossimi giorni, temperature in picchiata, neve e gelo soprattutto al sud. Negli ultimi anni, infatti, gli inverni sono stati piuttosto clementi a causa dei cambiamenti climatici e dei rialzi termici. Ma se qualcuno dovesse lamentarsi per il freddo, forse non ricorda l'inverno di 40 anni fa', esattamente il periodo tra il 13 e 16 gennaio del 1985, in cui a Parma, si toccarono punte anche di -15 /-20…
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Gennaio 1985, quasi un metro di neve a Lugano e a Locarno: cosa vi ricordate di quei gelidi giorni di quaranta anni fa e di quella eccezionale ed estesa nevicata che ricoprì il Ticino e il Moesano e che è rimasta nella storia e nella memoria di molti di noi? Sareste contenti di rivivere giornate con una coltre nevosa così abbondante e di rivedere in pianura delle nevicate simili? Vi mancano gli inverni e la neve di una volta…? Dite la vostra telefonandoci allo…
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Il 15 gennaio 1985, una coltre bianca avvolse la Penisola, lasciando un segno indelebile nella memoria collettiva. La cosiddetta 'nevicata del secolo' paralizzò il Paese, mettendo a dura prova... Leggi tutta la notizia
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La nevicata del secolo è cristallizzata nei ricordi di chi c’era quel gennaio del 1985. Quando iniziò a nevicare era il 13 gennaio di quarant’anni fa. E non smise fino al 17. Per più di 72 ore filate, giorno e notte, continuò a nevicare. E tutto il nord si ritrovò sommerso da una coltre di neve, per la gioia dei bambini che poterono stare a casa da scuola e sbizzarrirsi tra palle di neve e slittini in centro…
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Domenica 13 gennaio 1985. Dopo due settimane di gelo a -15 gradi sotto zero, inizia a nevicare. Prima pochi fiocchi, che in poche ore si trasformano nella “nevicata del secolo”. Vigevano resta paralizzata, così come tutto il Nord Italia, dal Piemonte al Veneto. Strade impercorribili, marciapiedi sommersi di neve, qualche tetto sfondato, ossa rotte per le scivolate, scuole e anche diverse fabbriche chiuse.
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Quarant’anni fa la grande nevicata. Dopo una settimana di temperature glaciali, che non si registravano dal 1954, a Pavia sono caduti dal cielo, in tre giorni, quasi 90 centimetri di neve. Quasi il doppio in Oltrepo. «Pavia freddissima, mai così da 29 anni» titolava la prima pagina del nostro giornale. Il termometro dell’agricoltore Ramaioli, nella sua cascina di Cura Carpignano, segnava -14 gradi.
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Nemmeno va trascurata la spesa che il Comune e l’AMIU dovettero affrontare per questa emergenza imprevedibile: mentre ogni anno veniva stanziata una somma di mezzo miliardo di lire da destinare alle conseguenze delle nevicate, nel 1985 fu spesa l’enorme somma di lire 3,5 miliardi.
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Chi c’era la racconta come "la nevicata del secolo" e nel narrarlo aggiunge particolari di vita quotidiana che trasformano la vicenda in un avvenimento quasi da fantascienza, ma credibile per i toni usati e per l’ambientazione evocata. Stiamo parlando della nevicata del gennaio 1985, divenuta famosa in quanto coinvolse quasi tutta l’Italia.
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Anni fa la storica nevicata che paralizzò tutta la provincia PROVINCIA DI ALESSANDRIA – Esattamente 40 anni fa la provincia di Alessandria e in realtà buona parte d’Italia, visse un periodo di autentico gelo con una nevicata memorabile. Le temperature minime nell’alessandrino, tra il 13 e il 16 gennaio, scesero addirittura oltre i -17 gradi con diverse tubature e caldaie che subirono guasti importanti.
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Fu un momento magico per i bambini: giocare a palle di neve, fare i pupazzi, non andare a scuola e vedere anche mamma e papà in casa a spalare il vialetto. La nevicata del secolo è cristallizzata nei ricordi di chi c’era quel gennaio del 1985. Quando iniziò a nevicare era il 13 gennaio di quarant’anni fa. E non smise fino al 17. Per più di 72 ore filate, giorno e notte, continuò a nevicare. E tutto il nord si…
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Impossibile dimenticarsi quella mattina «Ho aperto la finestra a casa e mi sono trovato davanti una montagna di neve». Pierantonio Chiari è uno dei negozianti storici di Bergamo, titolare della bottega di formaggi «Chiari» in via Locatelli, memoria storica di un pezzo della città. «Quel giorno sono arrivato per la prima volta in ritardo al lavoro, per portare i figli a scuola fu un’impresa - racconta -.
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Morgan, con i suoi Bluvertigo, le ha dedicato addirittura un album: “Zero – ovvero la famosa nevicata dell’85”, ma chi c’era non ha bisogno di ascoltare le note del gruppo rock brianzolo per ricordarsela. D’altronde chi se li dimentica gli sciatori in piazza Libertà? Quando iniziò a nevicare era il 13 gennaio di quarant’anni fa. E non smise fino al 17. Per più di 72 ore filate, giorno e notte, continuò a nevicare.
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Eventi meteorologici come quello del gennaio 1985 sono estremamente rari e dunque quando si verificano, lasciano il segno Nel secolo scorso furono tre gli inverni particolarmente rigidi e nevosi, quello del 1929, quello del 1956 e quello del 1985 ma per intensità delle nevicate e accumuli record fino in pianura l'85 li batte tutti
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È storia, non leggenda, e ce la ricordiamo ancora tutti. Perlomeno chi, quarant’anni fa, aveva l’età per poterla vivere e aver oggi memoria della più duratura e copiosa nevicata del XX secolo che letteralmente coprì la Pianura Padana trasformandola per qualche giorno nel Polo Nord. I fiocchi iniziarono a cadere domenica 13 gennaio 1985 e smisero soltanto mercoledì 16 - quattro giorni e tre notti di seguito - raggiungendo circa un metro di accumulo a seconda delle località.
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TRENTO. Chi si ricorda la grande nevicata dell’85? Alcuni, certamente, l’hanno vissuta in prima persona, mentre altri sono cresciuti sentendone parlare: quella volta in cui Trento si era trasformata in un paesaggio bianco e silenzioso. Si sono utilizzati molti termini per descrivere quell’evento straordinario, ognuno certamente validato dall’esperienza di chi ha vissuto la vicenda in prima persona, ma a distanza di quasi quarant’anni il ricordo vive ancora…
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Se la nevicata del 1985 ha paralizzato la città, non meglio è andata in campagna, dove le temperature ancora più rigide hanno creato paesaggi simili alla Siberia. Dal Basso all’Alto Mantovano lo scenario non cambiava, tutto bianco, e se non fosse stato per i non pochi disagi, l’atmosfera sarebbe stata bellissima. BASSO MANTOVANO LE PIANTE IN CAMPAGNA SCOPPIAVANO “Nel 1985 avevo 14-15 anni e aiutavo mio padre in azienda – spiega Lorenzo Calciolari, agricoltore di Quistello – della…
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Città SARONNO – Era il 13 gennaio 1985 quando Saronno si svegliò sotto una coltre bianca che sembrava uscita da un racconto d’inverno. Quasi un metro di neve cadde quel giorno, trasformando la città in un paesaggio fiabesco e bloccando ogni attività per un paio di giorni. Le strade si fecero silenziose, i parchi scomparvero sotto il manto soffice e il ritmo della vita quotidiana si fermò, lasciando spazio alla meraviglia.
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– Ieri in città soffiava un vento forte, rotondo, piuttosto freddo. I fiorentini si sono incappucciati per la passeggiata pomeridiana. Eppure, termometro alla mano, non siamo scesi sotto i 5 gradi. Esattamente quarant’anni prima – il 12 gennaio del 1985 – la stazione meteorologica di Firenze Peretola fece registrare una temperatura che ormai solo chi ha già qualche capello bianco in testa (si salva, forse, chi allora è proprio bambino...
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Nel gennaio del 1985 l'Italia fu stretta da un'ondata di gelo. La neve bloccò prima Roma e poi Milano. I danni furono molti. Eppure oggi, racconta lo storico Pasquale Palmieri, la si ricorda con nostalgia
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La grande nevicata del 1985 . Il video con le immagini d'epoca di Bergamo Tv curato da Paola Abrate . Tra i disagi e tutta la provincia bloccata, anche l’atmosfera poetica che ha reso unico il ricordo di quei giorni.
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Sommersi dalla neve, i tetti degli edifici faticavano a reggere il peso. Ne crollarono oltre 200 in tutta la provincia, con danni per miliardi di vecchie lire. Tra le coperture danneggiate, quella del palazzetto dello sport di Alzano, che si schiantò pochi minuti prima dell’arrivo di una squadra per l’allenamento. Il 16 gennaio arrivò anche la pioggia e la situazione peggiorò ulteriormente. Il 17 smise di…
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Tempo medio di lettura: 4 minuti (di Bruno Melazzini – www.varesenoi.it) Questa storia inizia una notte di quarant’anni fa. È sera inoltrata e sta per volgere al termine una domenica gelida, pigramente trascorsa sotto un cielo grigio e temperature polari. A Varese, dopo un dicembre piuttosto mite, l’anno nuovo si è aperto con l’aria ghiacciata soffiata dal Polo e il freddo fa battere i denti ormai da giorni, almeno da una settimana.
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Era il 13 gennaio 1985 quando Monza e gran parte della Lombardia furono sommerse dalla neve. Oggi, 13 gennaio 2025, si celebra il quarantesimo anniversario di quella che i monzesi ricordano con affetto e stupore come la “Fiucada dell’85”, una delle più grandi nevicate del secolo scorso. Una nevicata indimenticabile Quella domenica di gennaio iniziò con pochi fiocchi leggeri, ma in poche ore Monza si ritrovò sotto una coltre di neve che avrebbe paralizzato la città per giorni.
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All’improvviso il grande freddo. Pochi giorni prima, alla fine del dicembre 1984, nessuno avrebbe immaginato l’arrivo di una tempesta simile. Anzi, molti italiani, complici le temperature miti rispetto alla stagione, avevano addirittura azzardato, allegri e storditi dai festeggiamenti natalizi, che l’inverno ormai fosse scomparso. Mai previsione fu più errata: all’inizio del 1985, sull’Italia si …
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In questi giorni, nel gennaio del 1985, il centro di Milano fu ricoperto da quasi 70 centimetri di neve. In periferia si arrivò addirittura a 90. La magia della «nevicata del secolo» viene ricordata con grande nostalgia. Elisabetta Rosaspina, sul Corriere di ieri, ha però riassunto anche i tantissimi disagi di quei giorni. Dall’incanto alla paralisi in poche ore. E per tanti giorni. Non c’erano i social, i cittadini sfogarono tutto il…
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«Un igloo in giardino… Per me la grande nevicata dell’85 fu il divertimento folle di costruire una casetta come quelle degli eschimesi assieme alla mia fidanzata Silvia e ai bambini di Puos d’Alpago. E venne così bene che poi ci dormii dentro una notte intera», racconta l’informatico Giovanni Sonego, 62 anni, nel frattempo trasferitosi dalle Prealpi bellunesi a Modena assieme a Silvia, divenuta poi sua moglie.
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