Ucraina, Cremlino: "Incontro Putin-Zelensky possibile dopo accordi" 17 maggio 2025 Un incontro tra il presidente russo Putin e quello ucraino Zelensky è "possibile" a condizione che Mosca e Kiev raggiungano prima "accordi" tra le due parti. E la prosecuzione dei colloqui con l'Ucraina sarà possibile solo una volta completato lo scambio di prigionieri annunciato dalle due parti ieri a Istanbul. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Peskov, all'indomani dei primi…
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Attacco di un drone russo nel centro della città di Kostyantynivka, in prima linea, nella regione di Donetsk, nell’Ucraina orientale, il 16 maggio 2025, durante l’invasione russa. EPA/SERVIZIO STAMPA DELLA 93A BRIGATA MECCANIZZATA DELL’UCRAINA (EPA)
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Erdogan mette a sedere russi e ucraini dopo anni: accordo lontano, ma il tavolo regge. Malgrado Von der Leyen e Kallas urlino contro Putin. Poi Macron, Merz, Starmer e Tusk vedono Zelensky e cercano di aizzare Trump.Russi «soddisfatti». Kiev: «Alcune proposte inaccettabili, però risultati importanti...
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E’ illusorio e disonesto pretendere di costruire la pace attraverso la forza. La pace non ha bisogno di forza, né di forzature della realtà, né di garanzie di sicurezza armate. La pace si costruisce avendo come obiettivo la pace, cioè il superamento dell’ostilità in una riconquistata dimensione di fraternità fra i popoli. Negoziato è la parola magica che si staglia sullo sfondo della guerra Russo-ucraina.
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Ucraina, la parola ai mediatori di Marco Lo Conte 16 maggio 2025 Una ridda di dichiarazioni nelle ultime ore sta ora facendo salire ora facendo scendere le quotazioni di un possibile cessate il fuoco per l’Ucraina. Una guerra anche di nervi che la diplomazia prova a dipanare, nel tentativo di arrivare a un accordo che faccia tacere le armi e porti a un accordo tra Kiev e Mosca. Ma al di là di questo tatticismo, quali sono le strategie che ciascuna fazione ha a cuore? Quali sono le carte scoperte e quale ruolo possono avere i mediatori? Ne parliamo…
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ROMA (ITALPRESS) – Siamo a una svolta per la guerra in Ucraina? Nella nuova puntata della rubrica dell’Italpress Realpolitik l’ambasciatore Giampiero Massolo parla della nuova fase che il conflitto potrebbe vivere nelle prossime settimane. “Non bisogna però confondere gli incontri diretti, a qualsiasi livello, seppure siano un fatto nuovo, con l’avvio di un vero e proprio negoziato di pace”, afferma Massolo.
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Pace in Ucraina, siamo a una svolta? 16 maggio 2025 ROMA (ITALPRESS) - Siamo a una svolta per la guerra in Ucraina? Nella nuova puntata della rubrica dell'Italpress Realpolitik l'ambasciatore Giampiero Massolo parla della nuova fase che il conflitto potrebbe vivere nelle prossime settimane. "Non bisogna però confondere gli incontri diretti, a qualsiasi livello, seppure siano un fatto nuovo, con l'avvio di un vero e proprio negoziato di pace", afferma Massolo.
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Nelle strade e nelle università ci si interroga sulle prospettive. Prevale l’opinione che Putin voglia solo prendere tempo e punti a conquistare tutta l’Ucraina, ma qualcuno invita anche a cogliere nei primi colloqui diretti un punto di partenza
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Volodymyr Zelensky: delegazione a Istanbul per trattare la tregua, "io non ho niente da fare lì" Il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, dopo avere incontrato l'omologo turco Tayyip Erdogan nella capitale Ankara, ha tenuto una conferenza stampa sui colloqui con la Russia attesi a Istanbul nel pomeriggio di oggi. “Ora io non ho niente da fare a Istanbul”, ha…
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Negoziato è la parola magica che si staglia sullo sfondo della guerra russo-ucraina. Negoziato è la parola proibita, ripudiata, nascosta. Negoziato è la parola respinta orgogliosamente dalla Nato – come ci ha rivelato Stoltenberg il 7 settembre 2023 – per evitare di fermare il corso degli eventi che ha portato allo scoppio della guerra il 24 febbraio 2022. Negoziato è la parola che è stata rigorosamente bandita da tutti i documenti della Nato e dell’Unione europea intervenuti dall’inizio della guerra a oggi.
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Mentre scriviamo ancora non sappiamo cosa accadrà domani, giovedì 15, se Putin e Zelensky si incontreranno o meno a Istanbul e se parteciperà da “mediatore” Trump. Sappiamo solo con certezza che la prima vittima di ogni guerra è la verità. Basta vedere come gran parte dei media sta informando su come è nato l’evento. “Tregua, Trump convoca Putin“, “…Se Putin dovesse accettare l’invito del leader ucraino ad incontrarsi…”, “…Rimane il tema del cessate il fuoco, condizione ineludibile da Zelensky e dei leader…
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A che gioco gioca Putin? L’Europa c’è e batte un altro colpo per fermare la guerra di Putin. Ma stavolta la storia si ripete con maggiore determinazione politica e più forte convinzione morale sull’appoggio “incrollabile” all’Ucraina, la nazione aggredita. La prima volta che anche simbolicamente lo Zar aggressore e il mondo allibito compresero da che parte sarebbe stata l’Unione europea, fu fotografata sull’ormai celebre “treno per Kiev”: Olaf Scholz, Emmanuel Macron e Mario Draghi, rappresentando la Germania, la Francia e l’Italia, ovvero i tre principali…
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