La Polizia postale di Genova è stata incaricata dalla Procura di Roma di indagare su una società di marketing con sede nel capoluogo ligure, riconducibile a Vittorio Vitiello, gestore del sito phica.eu. Lo riporta stamani Il Secolo XIX. La società sotto la lente Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, Vitiello – originario di Pompei e residente a Scandicci – ha fondato nel 2023 la Lupotto srls, registrandola presso la…
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La violenza di genere assume oggi forme sempre più sofisticate, sfruttando le potenzialità dell’intelligenza artificiale per perpetrare abusi digitali. La ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella, ha annunciato importanti novità normative durante la cerimonia di premiazione dei cortometraggi vincitori del concorso “Da uno sguardo”…
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Min lettura Lo sappiamo. C’era questo gruppo su Facebook, Mia Moglie. Circa trentaduemila uomini iscritti, postavano fotografie delle loro mogli, fidanzate, amiche, parenti senza consenso esplicito, anzi, in alcuni casi con la specifica del contrario: lei non sa, lei è ignara. Non erano fotografie d’autore, non erano nudi patinati da rivista quelli pubblicati sul gruppo, ma seni fotografati di straforo col telefonino e spaccati di ordinario casalingo.
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Una maxi inchiesta sui siti sessisti, non solo Phica.eu ma anche il gruppo Facebook Mia Moglie. La Procura di Roma comincia a mettere mano a denunce e segnalazioni di donne che hanno trovato on line immagini pubblicate a loro insaputa e accompagnate da commenti volgari. E va verso l’unificazione dei due fascicoli. Vicende simili, che si differenziano solo perché su Mia Moglie erano mariti e compagni a postare immagini e video intimi delle ignare consorti, dandole di fatto in pasto alla…
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Le donne vittime del gruppo Facebook 'Mia moglie', "quelle che siamo riusciti a contattare al momento, non vogliono denunciare, né prendere parte all'azione collettiva, perché non vogliono perdere la famiglia, rimanere da sole, perdere un padre per i loro figli, così dicono, e io resto sconcertata perché il silenzio è complice della violenza, che in questo modo vince". Lo ha spiegato l'avvocato Annamaria Bernardini de Pace, che sta promuovendo da giorni…
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Le fognature virtuali, straboccanti di immagini porno rubate e di commenti irripetibili, portano la procura di Roma a intrecciare le tubature telematiche che strutturano i filoni investigativi in evidenza. Le inchieste sono due, una sul gruppo “Mia Moglie” ospitato da Facebook e una sul sito “Phica” gestito da un “signore” di Firenze già sentito dalla Polizia nel 2019 per le medesime questioni e fino a qualche giorno fa indisturbato “amministratore” del più laido condominio…
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Minuti per la lettura Il caso Phica non è uno scandalo isolato: è uno specchio di ciò che siamo disposti a tollerare. Non è esagerazione, è violenza. Per anni un sito, “Phica”, ha raccolto e diffuso immagini di donne senza consenso. Donne comuni e donne pubbliche. Ragazze, madri, studentesse, ministre, giornaliste. Fotografie prese dai social o scattate di nascosto, manipolate, accostate a commenti osceni.
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Alla Procura di Roma si accende il faro sui siti sessisti che hanno diffuso immagini private di donne senza alcun consenso. Nelle scorse ore si è tenuto uno scambio di informazioni tra il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e gli agenti della Polizia Postale, con l’obiettivo di delineare i contorni di una vicenda che ha già sollevato un’ondata di indignazione. Le fotografie, pubblicate sul sito Phica.
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La chiusura dei gruppi social “Phica” e “Mia Moglie” ha riportato al centro del dibattito pubblico il tema della violenza digitale e della diffusione non consensuale di immagini intime. La vicenda emblematica, che vede coinvolte migliaia di uomini, impone una riflessione urgente su aspetti culturali, prima ancora che giuridici. La violenza digitale non è infatti meno grave di quella fisica, minando…
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Mentre in procura a Roma, ieri, la polizia postale ha a lungo parlato con il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, che attende una prima informativa dagli agenti nelle prossime ore, a Firenze è stato ascoltato il presunto amministratore del sito sessista Phica.eu, al centro dello scandalo delle foto rubate e poi pubblicate in rete con commenti volgari e insulti.
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Il clamore mediatico è stato grande. Ora bisogna vedere dove si arriverà. Una pioggia di segnalazioni in poche ore da parte di donne che hanno trovato i propri scatti in rete, pubblicati su siti sessisti senza il loro consenso. A raccoglierle l'avvocata Annamaria Bernardini de Pace che nei giorni scorsi ha lanciato una class action dopo l'esplosione dello scandalo delle foto 'rubate' (anche a…
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Non c’è solo il voyeurismo, il sessismo, il machismo di 700mila e più uomini affamati di immagini di donne, più o meno ignare, pubbliche e private, nel pozzo di album trafugati e di commenti osceni del sito “Phica”, chiuso dai gestori lo scorso giovedì. Dietro c’è, soprattutto, un grande business. Che potrebbe per di più essere solo il primo acino di una rete a grappolo di siti e forum assai redd…
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Ad alcuni utenti del forum era stato chiesto di pagare un contributo per essere eliminati dagli iscritti. I giudici potrebbero così indagare anche per il reato di estorsione, oltre che revenge porn, diffamazione aggravata, violazione della privacy e diffusione di immagini a contenuto sessuale ascolta articolo Verrà sentito dall’autorità giudiziaria il gestore del sito Phica.eu, ormai chiuso dopo le molte denunce delle donne che hanno scoperto le loro foto…
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L'apertura di un fascicolo, l'iscrizione degli indagati e l'eventuale interrogatorio del gestore del sito, ormai chiuso, Phica.eu. La prossima settimana i pm di piazzale Clodio analizzeranno l'informativa della Polizia postale sui casi di foto rubate che ritraggono donne finite su forum e chat e oggetto di commenti volgari e offensivi. Il gestore del sito sessista sarebbe italiano e nonostante il server sia estero non ostacolerebbe l'azione penale nei suoi…
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L’ALA – “Anche io sono finita mio malgrado e senza consenso, insieme a tante altre donne dentro quella cloaca maxima di phica.eu. Un ignobile sito dove foto di donne ignare vengono pubblicate, manipolate e manomesse, con incitazione allo stupro, dileggio, insulti e ogni altra nefandezza. Occorre denunciare con fermezza perché siano puniti gli autori di tutto ciò, ma serve insieme una rivoluzione culturale”.
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L'apertura di un fascicolo, l'iscrizione degli indagati e l'eventuale interrogatorio del gestore del sito, ormai chiuso, Phica.eu. La prossima settimana i pm di piazzale Clodio analizzeranno l'informativa della Polizia postale sui casi di foto rubate che ritraggono donne finite su forum e chat e oggetto di commenti volgari e offensivi. Il gestore del sito sessista sarebbe italiano e nonostante il server sia estero non ostacolerebbe l'azione penale nei suoi confronti.
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La prossima settimana i pm di Roma analizzeranno l'informativa della polizia postale sui casi di foto che ritraggono donne finite su forum e chat e oggetto di commenti volgari e offensivi. Dopodiché verranno valutati l'apertura di un fascicolo, l'iscrizione degli indagati e l'eventuale interrogatorio del gestore del sito, ormai chiuso, Phica.eu. Il gestore sarebbe infatti italiano, e nonostante il server sia all'estero ciò non ostacolerebbe un'eventuale azione penale nei suoi confronti.
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«Le donne rimaste vittime del vergognoso mercimonio di immagini diffuse sul web non sono sole. Ripeterlo non è retorica, ma un atto indispensabile per accrescere la consapevolezza: difendersi è possibile e non esistono zone grigie né zone franche, neppure nella dimensione digitale». È quanto afferma in una nota Antonio Lomonaco, garante regionale per la tutela delle vittime di reato, il cui…
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«Se anche tu ti sei trovata in una situazione simile e disgustosa come la mia e di tante altre donne non esitare a denunciare. Non sei sola e non devi sentirti sola». È lo sfogo di Monica Bertini, giornalista Mediaset, sui social. Commenta quanto è stato scoperto sulle piattaforme online: dal caso di «Mia moglie», gruppo Facebook nel quale migliaia di utenti postavano e commentavano foto delle proprie consorti (ignare di…
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La piattaforma Phica è uno strumento della guerra ibrida russa all’Italia? La domanda non è più se la Russia conduca una guerra ibrida in Italia, ma fino a che punto strumenti come Phica possano incidere sulla nostra vita politica. L'analisi di Francesco D'Arrigo e Tommaso Alessandro De Filippo. Negli ultimi giorni ha destato scalpore la mole di contenuti privati ed intimi di cittadini italiani, tra cui esponenti politici femminili di rilievo, postati sulla piattaforma Phica.
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Sono sempre esistiti, ma se ne parlava poco. Ora che è scoppiato il bubbone, con la chiusura del gruppo Facebook Mia Moglie del sito Phica.eu, è guerra aperta ai portali di pornografia involontaria. Con le Procure pronte a mettere mano alle denunce che in questi giorni stanno arrivando alla polizia Postale da ogni parte d'Italia e la politica che sta preparando una stretta su server e provider con possibili limitazioni su chi fornisce i servizi digitali.
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Il rimpallo da un server all’altro, in diversi paesi europei, attraverso i quali sarebbe stato eseguito il backup delle immagini e la certezza di un fatturato milionario per la società che gestiva i siti “Phica.net”, che ha chiuso giovedì e che era stato creato nel 2005. Uno dell’Est Europa. Le indagini della polizia postale vanno avanti e presto potrebbero scattare perquisizioni e sequestri. In primo luogo per l’italiano che ha dato vita al “forum”…
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In principio fu il caso di "Mia moglie", gruppo Facebook in cui migliaia di utenti postavano e commentavano foto delle inconsapevoli consorti in atteggiamenti intimi, poi è scoppiato il caso di un'altra piattaforma - chiusa ora dalla polizia postale - piena di immagini altrettanto osè, vere o manipolate, di donne ignare di essere oggetto di osservazioni e scambi aberranti. Il peggio del web, un sito in cui si sono ritrovate anche alcune personalità del piccolo…
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Minuti per la lettura Chiuso il sito Phica.net per lo scambio di foto private di donne, senza consenso; al suo interno anche la sezione Corigliano Rossano CORIGLIANO ROSSANO – Si chiamava così, senza giri di parole: “Le porche di Corigliano Rossano”. Era una sottosezione di Phica.net di cui in questi giorni si fa un gran parlare. Un sito che si presentava come “piattaforma per adulti”, ma che nella realtà raccoglieva forum locali in cui il concetto di “adulto” si riduceva a un…
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La caccia ai siti sessisti ormai è nelle mani delle Procure, che ora indagano su chi, per ottenere clic, ospita sui propri siti immagini “rubate” di donne, celebri e comuni, e su chi le commenta in modo osceno se non proprio minaccioso. La Procura di Roma è in attesa di una prima informativa da parte della Polizia Postale, che ha già avviato le sue ricerche per risalire a chi gestisce le piattaforme, ma anche per identificare chi postava le foto e gli…
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Una prima informativa è stata inviata dalla polizia postale alla Procura di Roma in relazione alle immagini di donne, anche attrici e politiche, pubblicate online senza il loro consenso. I pm capitolini, una volta ricevuto l’incartamento, apriranno un fascicolo di indagine. Non è escluso che informative vengano inviate anche ad altre procure italiane, anche alla luce del numero di denunce che stanno arrivando alla polizia postale per foto rubate e commenti sessisti apparsi…
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Ci sono luoghi. Li chiamano forum. Li chiamano community. In realtà sono fogne. Fogne digitali dove il corpo delle donne viene gettato, sezionato, ridicolizzato. Lì non importa chi sei: celebrità, sconosciuta, influencer. Basta una foto. Un frammento della tua vita. E diventi carne da macello. Una storia tra le tante: il caso di Ritastella Liberale È successo a centinaia di donne. Succede ogni giorno.
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Non è stato un servizio come gli altri: durante l’edizione serale del Tg1 del 28 agosto, quattro giornaliste hanno deciso di parlare in prima persona, denunciando il sito Phica.eu e la violenza sessista che lo circondava. Laura Chimenti, Maria Soave, Valentina Bisti e Giorgia Cardinaletti hanno raccontato la loro esperienza di vittime, dopo aver scoperto le loro immagini diffuse online senza consenso, spesso accompagnate da commenti sessisti e degradanti.
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Quali reati commette chi pubblica commenti oltraggiosi su profili social come «Mia moglie»? Cosa rischia l’amministratore del portale? Negli ultimi anni il fenomeno dei commenti offensivi e sessisti sotto le foto di donne pubblicate su forum e piattaforme online è diventato sempre più diffuso. Alcuni portali con sede all’estero si presentano come spazi senza regole, dove gli utenti possono scrivere liberamente, nascondendosi dietro nickname e anonimato.
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Foto di donne rubate, pubblicate senza il consenso, commentate da sconosciuti con frasi da far accapponare la pelle. Due casi gemelli che sembrano simili — lo sono nella sostanza, la violenza digitale nei confronti di donne reali — ma che presentano differenze significative nella gestione, risoluzione e nelle conseguenze. Da un lato quello del gruppo Facebook «Mia Moglie», dove sono state pubblicate le foto di mogli e compagne (ma non solo) ignare, esposte alla "fame"…
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“Disgusto e rabbia, ora nessuno sconto”: anche le ‘sorelle d’Italia’ vittime del sito sessista "Denunciate": dalla premier Giorgia Meloni e dalla leader di Fdi Arianna solidarietà alle vittime degli abusi sul web e l'invito a reagire ROMA – Anche le “sorelle d’Italia” sono vittime del regime del sessismo on-line: la crociata contro la “società del click che rovina le vite delle persone” non può che partire da loro.
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Siti sessisti, si muove il governo. Prime proposte in Parlamento: stretta su uso di foto e anonimato
Sanzioni più dure e certe contro chi pubblica e diffonde immagini senza il consenso delle persone ritratte. Una carta di identità digitale obbligatoria per muoversi sul web. Il ban contro gli amministratori dei siti in cui si agitano minacce, violenze, commenti sessisti, misogini, volgari contro le donne. Procedure immediate per oscurarli dopo le segnalazioni. La reazione dopo l’indignazione per …
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«È arrivato il momento di fare chiarezza», così ieri esordiva la nota dello staff di phica.eu, il forum sessista che raccoglieva foto di donne senza il loro consenso. Dopo la bufera delle ultime ore, chi gestiva i contenuti del portale, ha deciso di chiudere i battenti spiegando come, nel web, «ci sono sempre persone che usano in modo scorretto le piattaforme, danneggiando lo spirito e il senso originario».
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