Aurora aveva dei lividi sulle mani, compatibili con i pugni che le avrebbe sferrato il fidanzatino per farle mollare la presa, mentre disperata cercava di rimanere aggrappata alla ringhiera e, quindi, alla vita. È quanto emerge dai primi accertamenti medico-legali sul corpo della tredicenne che venerdì scorso è morta dopo essere precipitata, per circa otto metri di altezza, da un terrazzino del palazzo dove viveva con la madre e la…
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