Il Codacons, analizzando i dati del Mimit, segnala rincari diffusi su tutta la rete carburanti, con i picchi più alti nelle aree di servizio autostradali. Cresce la preoccupazione in vista degli spostamenti di Pasqua ascolta articolo Il pieno sulle autostrade italiane torna a farsi sentire. A incidere sono i nuovi aumenti dei carburanti. In diversi impianti della rete autostradale il gasolio ha già superato la soglia dei 2,5 euro al litro mentre la…
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Iran, Fmi: guerra influirà su prezzi, energia, crescita e inflazione 5 marzo 2026 . Inoltre, Georgieva ha avvertito: "Se il conflitto dovesse durare più a lungo, avrebbe un evidente potenziale di incidere sui prezzi globali dell'energia, sul sentimento dei mercati, sulla crescita e sull'inflazione, e imporrebbe nuove domande ai leader di tutto il mondo".
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Droni, missili e bombe iraniani stanno cadendo su varie parti del Medio Oriente che negli ultimi anni sono cresciute significativamente come destinazioni dell’export italiano. Sono mercati oggi compromessi? Ed eventualmente in che misura? Le nostre aziende dovranno cambiare le loro strategie? Andiamoci piano. Indubbiamente la vita normale a Dubai, Abu Dhabi, Riyad, Doha, Tel Aviv è stata scombussolata in questi giorni: uno choc per il turismo, le consuete attività economiche e finanziarie, gli investitori.
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Il nodo è lo Stretto di Hormuz, controllato dall’Iran: se le forniture di petrolio e gas che transitano dal Golfo Persico venissero interrotte, l’Europa subirebbe ulteriori rincari dell’energia, con effetti rapidi su carburanti, trasporti e costi industriali. La Cina è di fatto l’unica acquirente del petrolio iraniano e ha interesse a che questo passaggio rimanga aperto e navigabile il più a lungo possibile.
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Sul fronte nazionale, il direttore generale dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, Fabio Vitale, ha richiamato il concetto di “resilienza alimentare” sottolineando come, pur in assenza di adeguate scorte di commodity e fertilizzanti, l’agricoltura italiana possa contare su fondamenta finanziarie solide e su una macchina amministrativa più efficiente. Nel 2025 sono stati erogati 5,6 miliardi di euro agli agricoltori, con 573 milioni distribuiti nell’ultimo…
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Lo stretto di Hormuz, oggi epicentro del conflitto che vede contrapposti Israele e Stati Uniti all’Iran, non rappresenta solo il rubinetto energetico del pianeta, ma uno dei canali del mercato alimentare globale. Da questo braccio di mare passa almeno un terzo della produzione mondiale di nutrienti per il suolo, una quota che rende l’agricoltura europea vulnerabile alla nuova crisi. Il blocco di questi prodotti può incidere sulla resa dei raccolti e dunque anche sui prezzi.
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Il conflitto in Iran ha affetti anche sugli scambi commerciali di prodotti agricoli, in particolare del fresco. La chiusura dello stretto di Hormuz sta infatti creando tensioni su più fronti: non solo l’aumento dei costi dell’energia e del petrolio, ma anche lo stop alle consegne in programmazione preoccupa gli imprenditori agricoli che esportano in quelle zone. “Ci sono grossi problemi per la frutta, - spiega il presidente della FNP (Federazione nazionale di Prodotto) Frutticoltura di Confagricoltura, Michele Ponso - in…
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Dire che la domanda è da un milione di dollari è riduttivo. Anzi, irrisorio: il suo valore reale è di svariate migliaia di trilioni di dollari. Ma la risposta, su cui banche centrali, governi, fondi sovrani, le più grandi banche d'investimento del mondo, gestori patrimoniali, hedge funds, fondi pensione fino ai piccoli investitori al dettaglio si interrogano senza pace da quando è iniziata la guerra in Iran, per ora non ce l'ha nessuno.
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A seguito degli attacchi statunitensi e israeliani, questa settimana l'Iran ha deciso di bloccare lo Stretto di Hormuz, l'ultimo punto geopolitico che collega il Golfo Persico all'oceano aperto. Analizziamone l'impatto economico. PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ Ogni giorno venti milioni di barili di petrolio passano attraverso questo stretto, rappresentando circa il 20 per cento dell'approvvigionamento globale.
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