La liberazione delle quattro persone nelle mani di Hamas ha lasciato una lunga scia di polemiche. Ankara e Teheran denunciano il "barbaro massacro di 210 palestinesi" nell'operazione sul campo profughi di Nuseirat, al centro della Striscia, che ha preceduto il salvataggio. E anche nello Stato ebraico sono scattate manifestazioni per chiedere a Netanyahu accordi per portare a casa altri ostaggi ascolta articolo Il blitz israeliano di ieri, 8 giugno, che ha…
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Noa Argamani, 26 anni compiuti nelle mani di Hamas, era diventata il simbolo degli ostaggi di Gaza. Tanti erano stati rapiti come lei dai terroristi al festival rave nel deserto del Negev il 7 ottobre, ma solo del suo sequestro erano finiti sul web due brevi, terribili video. Nel primo era sul sedile posteriore di una moto, guidata da un ragazzo che indossava una camicia chiara a maniche corte, un giovane come se ne potrebbero trovare tanti in qualunque città.
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TEL AVIV «Sono liberi». Un urlo di gioia squarcia l’afa sul porto di Jaffa. La notizia che quattro ostaggi, una donna e tre uomini, sono stati strappati dalle mani di Hamas rimbalza in pochi secondi. Subito le televisioni israeliane interrompono la programmazione preregistrata dello shabbat. Un’operazione preparata per settimane, condotta in pieno giorno per sfruttare l’effetto sorpresa, finita con il ritorno a casa di Noa Argamani, 26 anni, Andrey Kozlov…
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