Lo studio di Harvard sui cibi ultraprocessati che aumentano la possibilità di ammalarsi di tumore al colon-retto a insorgenza precoce Un maggior consumo di cibi ultraprocessati è legato anche a un rischio più alto del 45% di sviluppare adenomi, possibili precursori del cancro del colon-retto a insorgenza precoce. Lo dice uno studio dell'Università di Harvard e del Mass General Brigham, condotto nell'ambito del team Cancer Grand Challenges.
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Mangiare cibi ultra-processati può accorciare la vita di chi lotta contro il cancro. "Tra le persone che hanno già ricevuto una diagnosi di tumore e consumano quantità elevate di alimenti ultra-processati vi è un aumento della mortalità" si legge in uno studio, condotto dall'Unità di Epidemiologia e Prevenzione dell'Irccs Neuromed di Pozzilli in provincia di Isernia con il sostegno della Fondazione Airc per la Ricerca sul cancro.
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Tra le persone che hanno già ricevuto una diagnosi di tumore e consumano quantità elevate di alimenti ultra-processati vi è un aumento della mortalità, sia specifica per malattia oncologica (+59%) che per tutte le cause (+48%), rispetto a chi invece, pur nella stessa condizione di salute, segue un'alimentazione più salutare. È quanto è emerso da uno studio realizzato dall'Unità di Epidemiologia e Prevenzione dell'Irccs Neuromed di…
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POZZILLI – Un consumo elevato di alimenti ultra‑processati può aumentare significativamente il rischio di mortalità tra le persone che hanno già ricevuto una diagnosi di tumore. È quanto emerge da un nuovo studio dell’Unità di Epidemiologia e Prevenzione dell’IRCCS Neuromed di Pozzilli, pubblicato sulla rivista Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention dell’American Association for Cancer…
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Negli ultimi decenni gli alimenti ultra-processati sono diventati una presenza costante sulle tavole di milioni di persone, in particolare negli Stati Uniti e, più in generale, nei Paesi occidentali. Con questa definizione si indicano prodotti industriali che subiscono numerose trasformazioni prima di essere venduti: raffinazione degli ingredienti, aggiunta di grassi, zuccheri, amidi, sale e una lunga lista di additivi come coloranti, aromi ed emulsionanti
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Il crescente consumo di alimenti ultra-processati rappresenta oggi una delle sfide più urgenti per la salute pubblica globale. Questi prodotti industriali, che costituiscono ormai quasi il 60% della dieta media degli adulti statunitensi e il 70% di quella infantile, sono caratterizzati da profonde modificazioni rispetto alla materia prima originale e dall'aggiunta di sostanze chimiche come emulsionanti, conservanti e additivi mai incontrati dal metabolismo umano nel corso della sua evoluzione.
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Il loro studio prende in esame un approccio diverso e interessante su un tema ormai noto: mangiare cibi ultra-processati fa male, anzi, malissimo. Non solo. Gli studiosi universitari affermano che tali prodotti avrebbero molto più in comune con le sigarette che con la frutta o la verdura. Dunque, richiederebbero una regolamentazione molto più severa, esattamente come avviene per il fumo. Qualcuno, pian piano, sta adottando…
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Un’analisi che ha coinvolto 27,8 milioni di americani beneficiari del Medicare, il programma pubblico di assicurazione sanitaria degli Stati Uniti, ha messo in connessione lo sviluppo del morbo di Alzheimer con l’esposizione prolungata al particolato fine PM2.5. “The role of comorbidities in the associations between air pollution and Alzheimer’s disease: A national cohort study in the American…
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