Per Kiana Rahmani «il corpo di mia madre è esausto». Per gli anni in carcere, per le torture che ne hanno segnato la memoria, per la guerra in corso, per gli scioperi della fame che hanno scandito la sua vita di attivista. Kiana vive a Parigi ed è figlia di Narges Mohammadi, che non abbraccia da undici anni. La madre, ingegnera Nobel per la Pace, è stata portata d’urgenza in ospedale a Zanjan, la città in cui si trova il penitenziario dove è reclusa, dopo un…
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