Scambio di accuse tra i medici del San Maurizio di Bolzano e quelli del Monaldi di Napoli, in merito alle operazioni d'espianto del cuore del piccolo Domenico. Per i primi - stando alle loro dichiarazioni - l'equipe napoletana sarebbe arrivata "stanca, infreddolita e senza la dotazione tecnica necessaria, ma solo con una box frigo da spiaggia" si legge nella loro relazione. "Un'immagine ingenerosa" - replicano in una nota i legali di una cardiochiruga del monaldi presente a Bolzano - soprattutto se…
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Approfondimenti:
Mentre vanno avanti le indagini sul caso del piccolo Domenico, il bimbo col cuore bruciato morto il 21 febbraio dopo un lungo calvario, cresce la tensione all’ospedale Monaldi di Napoli. Dopo la sospensione dal servizio di due medici, dalle carte in mano alla procura emerge un clima pesante nel reparto di Cardiochirurgia pediatrica, con il chirurgo Guido Oppido, che operò il bimbo, definito “non cooperativo”.
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Il team di Guido Oppido, il primario di cardiochirurgia pediatrica dell’Ospedale Monaldi sospeso dalle attività assistenziali e sottoposto ad indagini della Procura di Napoli per la tragica vicenda del piccolo Domenico, negli ultimi anni ha eseguito pochissimi trapianti di cuore. Dal 2015, quando per la prima volta è arrivato nelle corsie del Monaldi in comando da Bologna, la media è di una sola procedura all’anno.
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Il legale della famiglia del piccolo Domenico, morto dopo un trapianto di un cuore danneggiato all'ospedale Monaldi di Napoli, Francesco Petrucci, ha reso noto che intende chiedere venga cambiato uno dei periti nominati ieri dal gip in vista dell'incidente probatorio del prossimo 3 marzo. Petruzzi avanzerà "istanza di ricusazione del cardiochirurgo Maurizio Rinaldi" perche' si e' gia' espresso sul caso in due articoli pubblicati da quotidiani nazionali e perche' e' coautore di una ricerca con…
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C’è un attimo in cui anche Antonio Conte si arrende. Antonio Corbo, su la Repubblica Napoli, racconta il volto smarrito dell’allenatore azzurro nella sua giornata più complicata: impotente, quasi rassegnato, lui che vive la partita come se avesse un telecomando tra le mani, deciso a guidare ogni movimento con la sua ossessione per la vittoria. Nel commento firmato da Antonio Corbo su la Repubblica Napoli, il Napoli appare come una squadra svuotata, lenta, incapace di reagire.
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