Reggio Emilia Non è una crisi improvvisa, ma una pressione che si accumula da anni e che oggi presenta il conto. L’autotrasporto italiano vive una fase di forte sofferenza, e il comparto reggiano non fa eccezione: in dieci anni, tra il 2015 e il 2025, secondo una indagine della Cgia di Mestre, nel territorio di Reggio Emilia 333 aziende di autotrasporto hanno chiuso definitivamente e se dieci anni fa le ditte di autotrasporti attive in provincia erano 1.140, oggi sono poco più di 800.
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GROSSETO In dieci anni la provincia di Grosseto ha perso più di un’impresa di autotrasporto su quattro. Nel 2015 le aziende attive erano 212, nel 2025 sono scese a 157: 55 in meno, pari a un calo del 25,9 per cento. È quanto emerge dallo studio dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, che ha analizzato l’andamento del settore provincia per provincia. Il dato grossetano si inserisce in una tendenza regionale negativa: la Toscana segna un -28,1 per cento nello stesso periodo.
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L’autotrasporto è uno dei pilastri fondamentali dell’economia italiana e riveste un’importanza chiave per il Paese. Alberto Camporesi, vicesegretario di Confartigianato Forlì e responsabile del comparto trasporti, si dice preoccupato per la tenuta del settore a seguito dei recenti aumenti dei pedaggi autostradali e del gasolio per autotrazione, che hanno portato a un sensibile incremento dei costi fissi.
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Un’impresa su tre ha chiuso i battenti. Nell’Astigiano ci sono 100 autotrasportatori in meno rispetto a dieci anni fa. I dati della Camera di Commercio certificano la crisi della logistica locale, proprio quel settore che, secondo operatori economici e amministratori politici, dovrebbe rappresentare il motore di una futura ripresa provinciale. Nel 2015 in provincia operavano 316 aziende di autotr…
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L’inizio del 2026 coincide con un nuovo aumento dei costi per l’autotrasporto, determinato dai rincari dei pedaggi autostradali (+1,5%) e del gasolio per autotrazione (+3,6%). Secondo l’Ufficio Studi Cgia, se i prezzi resteranno stabili, i costi fissi potrebbero crescere di diverse migliaia di euro l’anno, colpendo soprattutto le imprese di minori dimensioni. Tra il 2015 e il 2025 il numero delle imprese attive è diminuito di 19.241 unità (-22,2%).
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Nel Lodigiano in dieci anni, dal 2015 al 2025, il settore dell’autotrasporto ha perso 83 imprese: erano 288, ora sono 205 (-28,8%). Il dato è contenuto nel rapporto della Cgia di Mestre “ Autotrasporto in difficoltà: costi alle stelle, Tir in affanno ” nel quale si evidenzia come l’aumento dei costi del gasolio per autotrazione e dei pedaggi autostradali, le normative sempre più complesse che regolano il settore, la concorrenza dei vettori dell’Est europeo, la carenza di nuovo personale…
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ROMA (ITALPRESS) – Il settore dell’autotrasporto è sotto pressione, stretto fra rincari e fragilità strutturali. Secondo l’Ufficio studi della CGIA, l’inizio dell’anno si è rivelato pesante per le imprese: l’aumento dei pedaggi autostradali e quello del gasolio hanno fatto salire i costi fissi, con un impatto più duro sulle realtà più piccole, che spesso non riescono a compensare i rincari con rimborsi o crediti d’imposta.
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Genova. "Negli ultimi giorni numerosi quotidiani liguri e nazionali hanno dedicato ampio spazio alla crisi dell'autotrasporto, evidenziando come negli ultimi dieci anni molte imprese del settore abbiano cessato definitivamente l'attività. Nei vari articoli si susseguono dichiarazioni delle associazioni datoriali che individuano le cause del problema nel caro gasolio, nell'aumento dei pedaggi autostradali, nei maggiori…
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In dieci anni a Verona hanno chiuso i battenti 218 attività (-12,2%) a causa dei costi che continuano ad aumentare Meno di 2 centesimi al giorno per sbloccare tutti i contenuti del sito web per 3 mesi. Dopo Cgia di Mestre anche Confartigianato Imprese Veneto segnala le difficoltà in cui si imbatte il settore dell’autotrasporto, che a Verona conta 1.573 aziende, il numero più elevato in Veneto, in costante calo.
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I dati elaborati dalla Cgia di Mestre accendono i riflettori sulla crisi che attraversa il settore. A Firenze, Prato e Siena le maggiori difficoltà TOSCANA — Autotrasporto in crisi nera diffusamente un po' in tutta Italia. La Toscana non fa eccezione: nell'arco di 10 anni, dal 2015 al 2025, hanno chiuso i battenti 1.380 imprese. Le situazioni più difficoltose? Nelle province di Firenze, Prato e Siena dove la percentuale di mortalità aziendale nel settore è stata rispettivamente del -37,6%, del -34,3% e del -32,4%.
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Cresce la logistica e sulle strade contiamo (o almeno ci sembra di contare) sempre più camion, eppure, secondo la Cgia di Mestre, negli ultimi dieci anni le imprese di autotrasporto italiane sono diminuite di 19.241 unità. Stesso trend in provincia di Cremona, dove nel 2015 le imprese attive erano 509 e nel 2025 sono scese a 422: 87 in meno, vale a dire un -17,1%. Che è comunque più confortante rispetto alla media nazionale: -22,2%.
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L’ALA – “I pubblicati oggi sulla stampa sono l’atto d’accusa definitivo contro l’inerzia della Giunta Marsilio. In dieci anni l’Abruzzo ha perso un’azienda di autotrasporto su cinque, con un calo del 23,9% che supera di gran lunga la media nazionale. Ma il dato più drammatico è quello di Pescara, che registra un vero e proprio tracollo: -30,3% di imprese, quasi 180 ditte cancellate. È la fotografia di un territorio che si sta spegnendo sotto il peso di costi…
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L’Aquila. “I pubblicati oggi sulla stampa sono l’atto d’accusa definitivo contro l’inerzia della Giunta Marsilio. In dieci anni l’Abruzzo ha perso un’azienda di autotrasporto su cinque, con un calo del 23,9% che supera di gran lunga la media nazionale. Ma il dato più drammatico è quello di Pescara, che registra un vero e proprio tracollo: -30,3% di imprese, quasi 180 ditte cancellate. È la fotografia di un territorio che si sta spegnendo sotto il peso di costi…
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Le maggiori criticità in provincia di Campobasso. L’incremento dei costi energetici e dei pedaggi ha determinato un forte aumento dei costi fissi. Lo studio della Cgia di Mestre CAMPOBASSO/ISERNIA. C’è l’aumento dei pedaggi autostradali (+1,5%), ma anche del gasolio per autotrazione (+3,6%). Fattori che rischiano di aggravare ulteriormente la crisi delle piccole imprese molisane dell’autotrasporto, già provate da anni di difficoltà strutturali.
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PORTO SANT'ELPIDIO L’aumento dei costi e l’incertezza normativa mettono in difficoltà le piccole attività dell’autotrasporto: è l’allarme lanciato da Cna Fita Fermo durante il seminario sulla Manovra 2026, che ha riunito gli operatori per chiedere regole chiare e interventi urgenti. L’associazione di settore ha evitato un colpo durissimo, con la cancellazione del divieto di compensazione accise contributi, ma il settore resta sotto pressione.
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/02/2026 MESTRE – Autotrasportatori veneti in difficoltà: l’ultima indagine della Cgia rivela come in Veneto abbiano chiuso negli ultimi 10 anni duemila imprese. Le province con la morìa più alta sono Belluno e Treviso. – Intervistati PAOLO ZABEO (UFFICIO STUDI CGIA MESTRE) (Servizio di Marta Marangon) Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l’utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di…
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Tir fermi, bilanci sotto pressione e piccole imprese sull’orlo del collasso: il settore dell’autotrasporto in Veneto apre il 2026 in grave difficoltà, tra aumenti dei pedaggi autostradali, rincaro del gasolio e criticità strutturali che mettono a rischio la tenuta economica di migliaia di aziende. Secondo l’Ufficio studi della Cgia di Mestre, l’incremento dei costi fissi, stimato in diverse migliaia di euro all’anno per ogni mezzo pesante di piccole dimensioni, colpisce soprattutto le realtà più fragili, che non possono…
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Negli ultimi 10 anni, in Friuli Venezia Giulia sono scomparse 450 ditte che si occupavano di autotrasporto. E in futuro la situazione non è destinata a migliorare a causa dell’aumento dei costi fissi. A inizio anno, infatti, i pedaggi autostradali sono saliti dell1,5% e il prezzo del gasolio è cresciuto del 3,5%. Sono i dati resi noti dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, coordinato da Paolo Zabeo.
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