È allarme cannabis light sul sito del governo italiano. Il sistema nazionale di allerta rapida per le droghe del dipartimento Antidroga di palazzo Chigi ha segnalato, con un'allerta ai centri collaborativi del sistema, «un grave episodio, avvenuto nei giorni scorsi, legato al consumo di prodotti contenenti cannabis a basso contenuto di Thc (c.d. cannabis 'light') e un pericoloso cannabinoide sintetico denominato Mdmb-pinaca».
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Il Sistema Nazionale di Allerta Rapida per le Droghe del Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze, Presidenza del Consiglio dei ministri ha segnalato con un’allerta ai centri collaborativi del Sistema un grave episodio, avvenuto nei giorni scorsi, legato al consumo di prodotti contenenti cannabis a basso contenuto di THC (c.d. cannabis “light”) e un pericoloso cannabinoide sintetico denominato MDMB-PINACA.
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Notizia 13:02 DONA ORA "Rappresaglia di Stato. Non trovo altre parole per descrivere ciò che sta accadendo in queste ore nel nostro Paese. Da tutta Italia ci arrivano decine di segnalazioni: imprenditori, produttori, proprietari di negozi di cannabis light stanno subendo visite delle forze dell'ordine, sequestri e denunce per spaccio. Colpevoli di continuare a vendere un prodotto privo di effetti psicoattivi che questo Governo ha deciso di equiparare, per…
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La guerra del governo Meloni alla cannabis light si inasprisce. In soli 4 giorni, da martedì 9 dicembre, le associazioni degli imprenditori hanno ricevuto una valanga di segnalazioni, contando circa 60 sequestri. Ogni volta che le forze dell’ordine portano via la canapa ai proprietari, in procura giunge l’esposto con l’ipotesi di reato: detenzione di stupefacenti. Gli imprenditori rischiano fino a 20 anni di galera.
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L'arresto è effetto delle nuove norme dei mesi scorsi che hanno portato ad una stretta sia sulla coltivazione che sulla vendita di quella che era stata ribattezzata "cannabis legale", ossia senza Thc. Nell'imputazione si parla di "infiorescenze di marijuana" in modo generico, senza chiarire se siano state effettuate eventuali analisi sulla presenza di principi attivi ascolta articolo "La vicenda suscita particolare allarme, perché si tratterebbe del primo arresto del…
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La ricostruzione della difesa ha convinto il giudice, che non ha disposto alcuna misura cautelare nonostante la richiesta del pubblico ministero di imporre all’indagato l’obbligo di firma Il titolare di due negozi di cannabis light in provincia di Brescia è stato arrestato dalla Polizia con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio dopo il sequestro di 19 barattoli contenenti circa due chilogrammi di infiorescenze
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A finire nei guai è Nicolò Savoldelli, titolare di "Honest Cannabis Store" di Sirmione e Desenzano. Si tratta del primo arresto del genere. Il giudice di Brescia non ha disposto alcuna misura cautelare, mentre il pm chiedeva l'obbligo di firma. L'indagato è tornato libero in attesa della prima udienza del processo, attesa a marzo Il titolare di due negozi di cannabis light "Honest Cannabis Store" di Sirmione e Desenzano del Garda, Nicolò…
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Desenzano del Garda, Sirmione. Nicolò Savoldelli, gestore dei negozi di cannabis light “Honest Cannabis Store” è finito agli arresti domiciliari con l’accusa di detenzione di sostanze destinate allo spaccio. All’interno dei due punti vendita, infatti, la Polizia avrebbetrovato 19 contenitori con circa due chilogrammi di infiorescenze di marijuana. L’arresto, eseguito giovedì su ordine della Procura di Brescia, è una delle prime conseguenze delle norme introdotte negli ultimi mesi…
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Il titolare di due negozi di cannabis light in provincia di Brescia è stato arrestato e messo ai domiciliari con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio per "19 barattoli" che aveva nei due esercizi commerciali "contenenti" circa 2 kg di "infiorescenze di marijuana". Un arresto eseguito dalla Polizia e disposto dal pm di Brescia che, come spiegato dalla difesa, è effetto delle nuove norme dei mesi scorsi, previste nel decreto sicurezza, che hanno…
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Il presidente Fini: “Governo convochi con urgenza tavolo di filiera. A rischio 3mila imprese e più di 20mila posti di lavoro” Atto miope e inaccettabile il ritiro dell’emendamento Gelmetti sulla liceità del fiore di canapa industriale a basso livello di THC. Non verrà così discusso, in occasione della legge di Bilancio, un testo chiaro e pragmatico, che avrebbe ristabilito finalmente un quadro normativo certo sulla piena legalità della commercializzazione del fiore di canapa, privo di…
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In un Paese irrigidito, che ha paura persino della propria ombra, può succedere – anzi succede – che chi vende o cede una semplice pianta o i suoi derivati, pur privi di qualsiasi effetto stupefacente, venga trattato alla stregua di Pablo Escobar. Così l’innocuo diventa crimine e criminali diventano cittadini, imprenditori, produttori che quella foglia l’hanno coltivata, venduta e acquistata seguendo le leggi dello stesso Stato che ora li condanna.
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Il Dl 48/2025, concepito per introdurre un giro di vite radicale sulla filiera della cosiddetta cannabis light o erba legale, inciampa nel suo primo e più robusto ostacolo. Un arresto che non è tecnico né marginale: la Gip del Tribunale di Brindisi ha sospeso l’articolo 18 e rimesso l’intero impianto alla Corte Costituzionale, spalancando una controversia che trascende la singola vicenda…
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