Sono 150 le manifestazioni in tutta la Francia che hanno visto La France Insoumise e altre componenti della gauche scendere in piazza per protestare contro il rifiuto del presidente Emmanuel Macron di scegliere un premier del Nuovo Fronte Popolare, la coalizione che e' arrivata in testa alle legislative anche se lontana da una maggioranza assoluta.
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In piazza con la bava alla bocca contro il "colpo di mano" di Emmanuel Macron, che ha nominato premier il repubblicano Michel Barnier. Proprio così, la gauche, che al secondo turno si è alleata con il presidente della Repubblica contro l'onda blu di Marine Le Pen e Bardella, oggi
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Si preannuncia un weekend di fuoco in Francia dove i movimenti studentesti hanno organizzato circa 150 manifestazioni in tutto il Paese per protestare contro il "colpo di mano" del presidente francese Emmanuel Macron e contro la scelta di Michel Barnier come nuovo primo ministro. Lo rende noto BmfTv. Su iniziativa di organizzazioni giovanili come l'Unione studentesca e l'Unione delle scuole superiori, partiranno numerosi cortei che hanno già…
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Da parte sua, il presidente del Rassemblement National (RN), Jordan Bardella, dopo la delusione delle legislative - dove il partito di estrema destra, favorito dai sondaggi, è arrivato al terzo posto - ha affermato che il RN è diventato «imprescindibile» e che «nulla si può fare senza di noi». Il riferimento è alla decisione di non votare in un primo tempo la sfiducia a Barnier: «giudicheremo il primo ministro dai fatti, non dalle sue parole», ha ribadito davanti ai giornalisti che lo seguivano durante…
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Emmanuel Macron dice ai suoi d'essere «sollevato». La Francia ha un premier dopo 51 giorni di stand by. E le destre un nuovo baricentro. Un po' agée, 73 anni. E per questo (nel cinismo della politica) considerato innocuo almeno da chi, dentro la destra neogollista, ha ambizioni presidenziali. Michel Barnier, che dei neogollisti fa parte, non fa ombra a nessuno nei Républicains. E all'insegna di quanto promesso nel discorso di insediamento in cui si è impegnato «ad agire più che parlare» (dopo che l'uscente Attal nel…
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Sembrava destinata a restare ai margini della politica francese fino al 2027, invece Marine Le Pen silenziosamente si è ripresa a suo modo lo scettro di Francia. Lo si è capito quando il 5 settembre è stato risolto il grande enigma dell'estate francese. Alla testa del governo transalpino arriva un uomo di lunga esperienza e che gode di fiducia in Europa: Michel Barnier. Il nome è arrivato un po' a sorpresa dal presidente Emmanuel Macron, dopo che erano stati bruciate le ipotesi di Bernard Cazeneuve…
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Se Emmanuel Macron sperava che la nomina a primo ministro di Michel Barnier, da lui ritenuto un uomo capace di “unire il Paese”, tranquillizzasse la sinistra francese, allora qualcosa è andato terribilmente storto. Il Nuovo Fronte Popolare (NFP), la coalizione di partiti della gauche che ha ottenuto più seggi alle elezioni legislative, pur risultando ben lontana da una maggioranza assoluta, è letteralmente in rivolta contro il presidente francese.
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Michel Barnier, ex commissario Ue a capo delle negoziazioni per la Brexit, è sbarcato a Matignon per mediare tra un presidente indebolito e un'Assemblea nazionale frammentata. Da un lato la sinistra di Mélenchon e dall'altro la destra non cooptabile al governo. Porterà a termine l'incarico affidatogli da Macron
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