Andrea Nicastro è in viaggio verso il confine siriano e racconta le prime sensazioni che arrivano dalle sue fonti di informazione accreditate: prima fra tutte l'intenzione dei ribelli di mantenere in piedi le istituzioni siriane per permettere al Paese di andare avanti e, in secondo luogo, la nuova costituzione. Sono i segnali dati più volte, dopo la presa di Aleppo da parte dei miliziani, anche alle minoranze che sono state rassicurate.
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I ribelli siriani hanno annunciato di aver rilasciato tutti coloro che sono stati “ingiustamente detenuti” sotto il presidente Bashar al-Assad. In precedenza i ribelli avevano reso noto di aver fatto irruzione nel famigerato carcere militare di Damasco, annunciando su Telegram la “fine dell’era della tirannia nella prigione di Sednaya”. Alcuni video postati sui social mostrano la gioia dei detenuti in fuga e il caos in una sezione…
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Quando salì al potere come presidente, in molti avevano nutrito la speranza che segnasse una discontinuità con i trent'anni di governo del padre La caduta del governo del presidente siriano Bashar Assad segna la fine di un periodo, durato 14 anni, per mantenere il potere mentre il Paese si sgretolava sotto i colpi di una guerra civile. Quando Assad nel 2000 salì al potere come presidente della Siria, in molti avevano nutrito la speranza che segnasse una discontinuità con i trent’anni di…
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I ribelli hanno annunciato la caduta del «tiranno» Bashar al-Assad sugli schermi della televisione pubblica siriana. In precedenza i gruppi armati islamici avevano preso il controllo dell'emittente radiotelevisiva statale a Damasco
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SITUAZIONE SUL CAMPO In un’offensiva lampo durata appena due settimane, le forze ribelli a guida islamica hanno conquistato Damasco, segnando una svolta drammatica nella guerra civile siriana. L’esercito regolare e le forze di sicurezza hanno abbandonato le loro posizioni, incluso l’aeroporto internazionale della capitale. Hezbollah ha ritirato i propri combattenti dai dintorni di Damasco e da Homs, dove continuano intensi scontri.
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I ribelli jihadisti sono entrati nel palazzo presidenziale a Damasco al grido di "Dio è il più grande". Lo hanno raccontato testimoni oculari alla Dpa, mentre video che circolano sui social nostrano le immagini degli insorti all'interno del cortile del palazzo di Bashar al Assad, fuggito nella notte verso una destinazione sconosciuta. I ribelli sarebbero entrati nel pa…
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I ribelli jihadisti sono entrati nella notte a Damasco, neanche dieci giorni dopo l'inizio di un'offensiva inarrestabile nel corso della quale hanno preso il controllo di Aleppo, Hama e Homs. Bashar al Assad, presidente da 24 anni, ha lasciato il Paese per una destinazione sconosciuta, ha riferito l'Osservatorio siriano per i diritti umani, citando ufficiali dell'esercito siriano. "Il tiranno è fuggito" e Damasco "è liberata", hanno annunciato gli insorti…
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Festeggiamenti a Damasco dopo che i ribelli hanno dichiarato di essere entrati nella capitale siriana dopo la loro avanzata attraverso il Paese. Durante le celebrazioni si sono uditi anche degli spari. In un video trasmesso dalla tv pubblica siriana, i ribelli che nella notte hanno preso il potere, hanno annunciato la caduta di Bashar al-Assad, dichiarando la Siria ‘libera dalla tirannia dopo 50 anni’.
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La gente festeggia in piazza la notizia secondo cui il presidente Bashar Assad avrebbe lasciato il Paese e sarebbe diretto verso una località sconosciuta. I ribelli siriani hanno annunciato di essere entrati a Damasco, dopo un'avanzata attraverso il Paese che non ha incontrato quasi resistenza.
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“Dopo 50 anni di oppressione sotto il partito Baath al potere e 13 anni di crimini, tirannia e sfollamento, annunciamo la fine di questa epoca buia e l’inizio di una nuova era per la Siria”, hanno concluso i ribelli. Hanno poi lanciato un appello “per tornare nella Siria libera” ai compatrioti sfollati all’estero a causa del conflitto iniziato nel 2011 con la violenta repressione delle manifestazioni pro-democrazia, che ha provocato mezzo milione di morti e ha diviso il Paese in zone di influenza, con belligeranti sostenuti da…
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La strada è sempre la stessa, i centodieci chilometri che separano Beirut da Damasco. Il metodo anche. Tutte le volte si sale su un’auto normale, per non dare nell’occhio, ed evitare di essere riconoscibili come giornalisti, meno che mai lasciare intuire quale è la destinazione finale. Il Libano, in quei giorni di undici anni fa, è tutto un brulicare di gente, traffico e clacson impazziti. Di là, le strade in cui ogni metro nasconde un’insidia.
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Il suo regime si è sgretolato senza nemmeno resistere. È bastata una fiammata, un’offensiva partita da Idlib. E nell’arco di dieci giorni, di quel sistema di potere non è rimasto niente. Un esercito in ritirata, un Paese in rivolta, fazioni ribelli da nord, da est, da sud. Un assedio soffocante che ha puntato dritto verso Damasco. E lui, Bashar al-Assad, è rimasto solo. Braccato dalle milizie e isolato dal resto del mondo, anche da…
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" Bashar al-Assad non si trova da nessuna parte a Damasco ". È giallo sul presidente siriano, che fonti di Damasco danno per certo nella Capitale, ormai assediata, del Paese. Tuttavia, la Cnn riporta notizie provenienti da fonti secretate secondo le quali al-Assad non sarebbe in Siria, il che aimenta ulteriormente il giallo di una sua possibile partenza all'estero per evitare l'assalto dei ribelli.
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ROMA (ITALPRESS) – Secondo una serie di fonti giornalistiche americane, le truppe ribelli siriane sarebbero ormai giunte alle porte di Damasco e il presidente Bashar al Assad, sarebbe in fuga, nonostante il suo ufficio abbia provato a smentire le voci, affermando che si trova ancora a Damasco. Secondo Bloomberg il rais sarebbe a Teheran, pronto a trattare anche per un esilio sicuro. Nel frattempo gli insorti sono entrati nella prigione di Homs
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Già nascosto a Mosca, in partenza o già partito per Teheran, ancora a Damasco o in volo su un jet privato per Doha, destinato a finire come Gheddafi o Saddam Hussein. Mentre i ribelli avanzano su Damasco e il regime si sgretola, la domanda inevitabilmente rimbalza. Dov’è finito Bashar? Risposte certe, nessuna. Ipotesi, tante. A scrivere che il presidente siriano si trova a Mosca con la famiglia e che gli sia stato consigliato di lasciare…
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