Io mi domando e dico: quale funzione giornalistica assolve mandare in onda e dare in pasto a popolo e Paese uno come Filippo Turetta mentre spiega in tribunale tutti i dettagli di come ha concepito e messo a punto il femminicidio della povera Giulia Cecchettin? Ancora: quale funzione assolve andare a intervistare la sorridente nonna di Giulia, la pittrice e scrittrice che ci racconta la rava e la fava della morta, o far sapere all'Italia intera, che Elena, sorella di Giulia, non va al processo perché sono mesi che fa incubi? A…
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Seguire i casi di cronaca nera è una perdita di tempo. A partire da Caino non ci sono state serie novità e non c'è molto da imparare. Ma il sistema giudiziario penale si trova da sempre confrontato con un problema forse insolubile: in che misura i delinquenti sono responsabili? In che misura quel disgraziato di Filippo Turetta, che tante prove ha dato del suo disturbo mentale, è veramente colpevole…
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La "lista di cose da fare" scritta da Filippo Turetta nel memoriale consegnato alla Corte d'Assise di Venezia: il giovane reo confesso dell'omicidio di Giulia Cecchettin spiega punto per punto cosa e perché aveva annotato prima di uccidere la sua ex fidanzata.
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«Salve, chiamo da Vigonovo e dal balcone di casa mia ho appena assistito a una scena di un ragazzo che picchiava una ragazza, però se ne stanno andando in questo momento, è una Punto mi sembra, non riesco a capire. Sono saliti in macchina e se ne sono andati». È la trascrizione della telefonata al 112 - rispose la centrale di Chioggia - con la quale la sera dell'11 novembre, alle 23.18, un residente di Vigonovo diede il primo…
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Giulia Cecchettin scappa, Filippo Turetta la raggiunge e la colpisce con il coltello. Poi corre a recuperare la macchina, carica sui sedili posteriori la ragazza ferita e se ne va. Sono le immagini che arrivano da una telecamera nascosta – una prospettiva diversa rispetto a quella dei filmati noti da un anno – posizionata nella zona industriale di Fossò, area in cui la 22enne morirà poco dopo. È stato…
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«Salve, chiamo da Vigonovo e dal balcone di casa mia ho appena assistito a una scena di un ragazzo che picchiava una ragazza, però se ne stanno andando in questo momento. È una Punto mi sembra, non riesco a capire. Sono saliti in macchina e se ne sono andati». La voce non è agitata, ma preoccupata. È quella del residente che ha assistito nel buio della notte dell’11 novembre 2023 alla prima…
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Secondi: questo il tempo infinito e sfuggente, allo stesso tempo, in cui Giulia Cecchettin ha tentato per un’ultima volta di rincorrere la vita scappando dall’auto di Filippo Turetta che già aveva tentato di ucciderla a Vigonovo ma che poi ha portato a termine la sua opera di annientamento a Fossò, con l’ultima aggressione. Il video dell'aggressione Le lacrime di Filippo Turetta in aula La reazione del padre di Giulia Cecchettin Il video…
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Omicidio di Giulia Cecchettin, spunta un video dell'aggressione di Filippo Turetta. Le immagini sono state riprese dalla telecamera di sorveglianza di una fabbrica. Il video è stato mostrato durante la trasmissione "Pomeriggio Cinque" e documenta il tentativo di fuga della ragazza uccisa a novembre 2023 con 75 coltellate. Lei prova a scappare, ma l'ex fidanzato la raggiunge e la blocca a terra. Secondo quanto riportato dalla trasmissione alle 23.41.22, Filippo Turetta si…
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«Salve, chiamo da Vigonovo e dal balcone di casa mia ho appena assistito a una scena di un ragazzo che picchiava una ragazza, però se ne stanno andando in questo momento, è una Punto mi sembra, non riesco a capire. Sono saliti in macchina e se ne sono andati». La trascrizione È la trascrizione della telefonata al 112 - rispose la centrale di Chioggia - con la quale la sera dell'11 novembre, alle 23.18, un…
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"Salve, chiamo da Vigonovo e dal balcone di casa mia ho appena assistito a una scena di un ragazzo che picchiava una ragazza, però se ne stanno andando in questo momento, è una Punto mi sembra, non riesco a capire. Sono saliti in macchina e se ne sono andati". È la trascrizione della telefonata al 112 - rispose la centrale di Chioggia - con la quale la sera dell'11 novembre, alle 23.18, un residente di Vigonovo diede il primo l'allarme sull'aggressione che Giulia Cechettin…
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Gli ultimi attimi di vita di Giulia Cecchettin. La chiamata del testimone del primo litigio. Sono due i contenuti inediti andati in onda oggi, 28 ottobre, a Pomeriggio Cinque. Si tratta di un video e una registrazione divulgati dal programma della conduttrice Myrta Merlino. Nel video si vede l'ultima fase dell'aggressione perpetrata da Filippo Turetta nei…
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Faceva parte della sua cerchia più ristretta di amicizie, Francesca Quintabà. «Filippo Turetta era il mio migliore amico e adesso non riesco nemmeno più a guardarlo. Quando lo vedo in televisione, cambio immediatamente canale, perché il solo suono della sua voce mi provoca rabbia, fastidio, dolore. Il processo lo sto seguendo poco: non per disinteresse, ma come forma di “autotutela”. E lo stesso …
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«Ogni volta che ci vedevamo facevo tante foto a Lei o a entrambi insieme. Mi piaceva farlo ed era un'abitudine. Ci saranno almeno tra le 15mila e le 20mila foto nella galleria del mio cellulare». Un segno di un legame che non aveva voluto fosse spezzato, o forse un altro elemento di quella sensazione di «possesso» legata a una visione patriarcale. Il particolare viene rivelato da Filippo Turetta,…
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Filippo Turetta è reo confesso del femminicidio di Giulia Cecchettin. Assassino sì, ma stalker no, lascia tuttavia intendere l’imputato nel memoriale depositato al processo in corso a Venezia. «Il ricordo di certe emozioni è stato via via più chiaro anche studiando le carte, ascoltando i notiziari e riflettendo dentro di me», premette il 22enne di Torreglia nella prima delle 80 pagine scritte per un quarto a mano…
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«Ogni volta che ci vedevamo facevo tante foto a Lei o a entrambi insieme. Mi piaceva farlo ed era un'abitudine. Ci saranno almeno tra le 15mila e le 20mila foto nella galleria del mio cellulare». Un segno di un legame che non aveva voluto fosse spezzato, o forse un altro elemento di quella sensazione di «possesso» legata a una visione patriarcale. Il particolare viene rivelato da Filippo Turetta, in una delle 80 pagine del memoriale scritto a mano e al computer…
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Dal memoriale di 90 pagine che Filippo Turetta, l’assassino di Giulia Cecchettin, ha scritto in carcere, emergono nuovi dettagli. Anche temi toccati durante la seconda udienza nell’aula della Corte d’Assise di Venezia, venerdì mattina: Turetta non aveva detto tutta la verità sull'omicidio di Giulia nel primo interrogatorio con i magistrati perché – ha raccontato –temeva che i suoi genitori pensassero "che…
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Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, il reo confesso del femminicidio avrebbe scritto “io ogni volta che ci vedevamo facevo tante foto a Lei (sempre scritto in maiuscolo nel memoriale) o a entrambi insieme. Mi piaceva farlo ed era un’abitudine. Ci saranno almeno tra le 15mila e le 20mila foto nella galleria del mio cellulare” Sono emersi nuovi dettagli sul memoriale di 80 pagine scritto da Filippo Turetta in carcere: in base a quanto…
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«Io ogni volta che ci vedevamo facevo tante foto a Lei o a entrambi insieme. Mi piaceva farlo ed era un’abitudine. Ci saranno almeno tra le 15 mila e le 20 mila foto nella galleria del mio cellulare». E Giulia Cecchettin — sostiene nel suo lungo Memoriale (scritto a penna e a pc, integrato e rivisto tre volte) Filippo Turetta — «non era preoccupata o infastidita da questo». Sono le foto che poi il ventitreenne di…
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«All’inizio non sapevo se i miei genitori sarebbero venuti a trovarmi e avrebbero mantenuto i contatti dopo quello che avevo fatto e questo ovviamente mi pesava e mi metteva molto in ansia. Poi li ho visti, non è stato facile. Erano ovviamente scossi e scioccati emotivamente, non riuscivano ad accettare la cosa e a capirla razionalmente... e questo senza pensare che ci potesse essere una sorta di premeditazione...
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Filippo Turetta, che aveva promesso di “raccontare tutto e dire la verità per rendere giustizia alla memoria” di Giulia Cecchettin, appare esitante e incerto al banco degli imputati. Con voce fievole e priva di emozione, il giovane racconta a frammenti l’episodio dell’11 novembre, giorno in cui ha ucciso l’ex fidanzata. Davanti alla corte d’Assise di Venezia, abbassa spesso lo sguardo verso i giudici e evita di incrociare gli occhi di Gino Cecchettin, il padre della…
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Il drammatico racconto “Ho pensato di rapire e uccidere Giulia Cecchettin che lo voleva lasciare mentre volevo stare ancora con lei”. Così Filippo Turetta, per la prima volta, ha ricostruito il delitto nell’aula del processo a Venezia, ammettendo la premeditazione. Un delitto maturato nella mente dell’assassino già un anno prima di essere commesso. Fino all’epilogo della sera dell’11 novembre scorso con l’appuntamento al commerciale di Marghera, l’aggressione a Vigonovo nel parcheggio vicino alla casa…
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Se Filippo Turetta è apparso provato, con la voce rotta e le lacrime agli occhi, è solo perché stava pensando al suo destino. Non a quello che ha fatto a Giulia Cecchettin. Ne è convinta Ameya Gabriella Canovi, psicologa con un dottorato di ricerca nell’ambito dello studio delle emozioni e della psicologia dell’educazione alle spalle. Le telefoniamo dopo l’udienza che ha visto Turetta a testimoni…
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Una lista scritta di armi e attrezzi. E persino acquisti multipli "per maggior sicurezza". Sei ore e mezza di interrogatorio bastano e avanzano. Il presidente del Tribunale, Stefano Manduzio, annulla l’udienza del 28 ottobre e convoca il dibattimento per il 25 novembre. Pm, parti civili e difesa non hanno più nulla da chiedere a Filippo Turetta. Due o tre udienze al massimo e il 3 dicembre sarà condannato.
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Assistere al processo a Filippo Turetta non ci dice nulla in più di quanto già sappiamo sul male, su come si origina, su come si può perseguire. La tragica e ordinaria banalità delle sue parole («Volevo tornare insieme a lei, avere un rapporto insieme») ci ricorda che, come insegna Hannah Arendt, la genesi del male spesso non è da ricercarsi nella mancanza di intelligenza, ma nell’incapacità di i…
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