Primarie nel centrosinistra, quei gazebo che potrebbero sorprendere i notabili Nel Pd cresce il fronte critico, ma Schlein e Conte difendono le consultazioni di piazza Erano il simbolo della partecipazione popolare, il momento in cui la base decideva. Oggi le primarie nel centrosinistra sono diventate un tema divisivo. Nel Partito Democratico cresce il numero di dirigenti e osservatori che ne mettono in dubbio l’utilità, ritenendole causa di fratture più che di unità.
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«Prodi? Ce l’aveva con Conte questa volta». Dalle parti di Elly Schlein, le dichiarazioni in tv del Professore sull’inopportunità di precipitare i tempi delle primarie di coalizione per individuare il leader, provocano un senso di sollievo. «Prodi le primarie le ha fatte e sa che il progetto, l’idea di Paese, deve venire prima della chiamata agli elettori — osservano parlamentari vicinissimi alla segretaria del Pd —.
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La premessa è che quasi 2 italiani su 3 (61,9%) non desiderano oggi elezioni anticipate, nel centrodestra si supera il 90 per cento tra gli elettori di Fratelli d'Italia e Forza Italia. Tra i sostenitori delle opposizioni la percentuale è più bassa, ma emerge la sensazione di non sentirsi ancora pronti. Lo rivela un sondaggio condotto da Alessandra Ghisleri per La Stampa,…
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– Onorevole Francesco Silvestri, dopo tanta enfasi sulla Costituzione da 5 Stelle e fronte del No, non sarebbe doveroso istituzionalizzare con un voto parlamentare la crisi politica determinata dal referendum? “Il governo Meloni in questo momento non ha una crisi parlamentare interna. Quindi sarebbe un passaggio a vuoto. A ogni modo il 9 aprile Meloni sarà in Aula e le sbatteremo in faccia tutti i suoi fallimenti.
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ROMA Erano un totem sono diventate un tabù. Erano celebrate come il «bagno di democrazia», come l’acme della partecipazione, come il simbolo della democrazia finalmente nelle mani del popolo delle sinistre e non dei tinelli di partito. E invece le primarie adesso tutti le vogliono abolire o rimandare o smitizzare o - a dispetto del famoso motto veltroniano: «Non s’interrompe un’emozione», ed era diretto contro le pubblicità che spaccavano i film nelle tivvù berlusconiane - come minimo interrompere.
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Una buona maggioranza degli italiani, quasi 2 su 3 (61,9%), non desidera oggi elezioni anticipate. Tra le file della maggioranza questa indicazione registra forti polarizzazioni, soprattutto in Forza Italia (90,2%) e Fratelli d’Italia (92,7%), dove la percentuale supera il tetto del 90%. Anche tra le opposizioni emerge una certa reticenza ad “andare alle urne”, come si dice in gergo, non così marcata come tra i partiti di governo ma comunque…
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Gli chiedi di primarie e dintorni, e il vicepresidente dei 5Stelle Stefano Patuanelli scuote la testa: “Fatico davvero a capire la dinamica di certe notizie. Per mesi dal Pd hanno detto di volerle, e ora che ne parliamo noi…”. Secondo Romano Prodi Giuseppe Conte ha sbagliato ad aprire ai gazebo: “Non capisco la mossa, farle …
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Paura di votare: parafrasando un romanzo di successo di Erica Jong, Elly Schlein torna a tenere banco con la fobia che attanaglia da tempo la sinistra italiana. Il timore della scelta degli elettori. A stanare la segretaria dem un'intervista rilasciata da Gianfranco Pasquino, professore emerito di Scienza Politica
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I vedovi di Giuseppe Conte non sono strutturati come una corrente del Pd. Ma poco ci manca. Conoscono pregi e difetti dell'avvocato di Volturara Appula, già due volte presidente del Consiglio e alla guida del secondo azionista della coalizione di centrosinistra. Quando sentono parlare di lui - a parte qualcuno che mourinhanamente risponde: "Per me Conte è solo Antonio" - si alzano sull'attenti. Per loro "Giuseppi" è sì trasformista e camaleontico ma è l'unico in grado di…
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Ancor prima del programma condiviso (che pure è fondamentale) serve lealtà. Un’agenda di governo progressista deve partire dalle necessità reali delle persone: il Paese deve tornare a essere competitivo sul piano della produzione, va fatta una seria politica salariale, calmierati gli affitti e occorre una svolta sul piano sanitario. Meno fondi agli armamenti, più risorse per gli investimenti. Sulla Difesa, si troverà un accordo col Pd.
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L'ultimo sondaggio dà il leader M5S avanti di 20 punti in caso di primarie. C'è chi invoca il «federatore». E Silvia Salis spera nell'incoronazione diretta Aldo Rosati 04 aprile 2026 C’è una bandiera blu in arrivo per Elly Schlein. Come quella che in Formula 1 avverte i piloti che stanno per essere doppiati. L’avvertenza è la stessa: faccia passare il concorrente. Un segnale eloquente: nell’ultimo sondaggio di Piazza Pulita (Eumetra) sul gradimento degli elettori…
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Romano Prodi, che di primarie se ne intende — furono battezzate la prima volta nel 2005, con lui che le vinse diventando candidato presidente del Consiglio per l’Unione — dice di non capire bene la ratio del passo in avanti di Giuseppe Conte: «Ha fatto questa mossa (parlarne subito dopo la vittoria referendaria del no, ndr) che non può che mettere più in crisi questa gara strana delle primarie an…
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Abbiamo vissuto appassionanti giornate di mobilitazione popolare a difesa della Costituzione: per l’indipendenza e l’autonomia della magistratura e, in particolare per i più giovani, accorati da Gaza, per l’articolo 2 (i diritti inviolabili dell’uomo) e l’articolo 11 (il ripudio della guerra). In misura non trascurabile, soprattutto dalle periferie ancor più abbandonate, la sorprendente partecipazione al voto è arrivata anche per dire un No contro il governo Meloni.
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Caro Aldo,la Bindi auspica che Bersani possa fare il futuro premier, nel caso che il campo largo vincesse le elezioni 2027. Ricordo che i 5 Stelle, in un confronto con Bersani alla tv, lo misero in serie difficoltà tanto da umiliarlo. Come potrebbe Bersani fare il premier con i 5 Stelle, dopo l’umiliazione subita? Cosa ne pensa? Caro Annibale, le cose sono molto cambiate rispetto al tempo dello streaming.
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BOLOGNA – “Il campo progressista deve darsi cinque punti cardine che segnino il perimetro, definire quali sono le nostre cinque priorità e secondo me non è così difficile: la salute pubblica, la pace, la crescita attraverso politiche industriali, la sicurezza, la spinta verso politiche di autoproduzione energetica e rafforzamento delle rinnovabili sul modello spagnolo”. Il governatore dell’Emili…
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Le forze politiche generalmente considerate il nucleo del cosiddetto “campo largo” sono Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra. Come vedremo più avanti, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle sono quelli che più chiaramente hanno mostrato apertura verso le primarie, mentre Alleanza Verdi-Sinistra ha espresso alcune perplessità sull’opportunità di organizzarle nell’immediato.
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Prima le idee sviluppate dagli attivisti del M5S, nel percorso Nova 2.0. Poi, terminata verso giugno la fase più frutto del lavoro del partito, il M5S sarà pronto ad aprirsi al tavolo della coalizione assieme a Pd, Avs, +Europa e socialisti, Italia viva. Questo è il cronoprogramma indicativo del Movimento per le prossime Politiche. Ai rossoverdi che insistono per aprire subito il cantiere program…
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Conte e la convivenza impossibile con i riformisti del Pd. Tra le tante domande che affollano i pensieri degli strateghi del campo largo, in ottica primarie del centrosinistra, c'è anche quella sulla possibile coabitazione tra l'ex premier e l'ala liberal dei dem. Tanto che, dietro le quinte, complice il sospetto sulla voglia di un "repulisti" da parte di Elly Schlein in vista delle politiche, c'è chi tratteggia scenari sul possibile battesimo di una "cosa…
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“I miei rapporti personali contano zero. Non possiamo scegliere a tavolino il federatore, per me contano le primarie. Lavorerò perché Casa riformista abbia un candidato o una candidata. Se Silvia Salis si candidasse la voterei volentieri, ma lei è contraria alle primarie. Se ci fosse un ballottaggio tra Conte e Schlein voterei Schlein”. Lo dice il leader di Italia viva Matteo Renzi a Otto e mezzo su La7
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L’azzardo di Conte, il giorno della vittoria del No, nel chiedere le primarie subito, è stato un errore grossolano che ha seminato diffidenza dentro il campo largo. Un’uscita fuori luogo che ha depotenziato il buon esito del cammino, lungo e scosceso, del centrosinistra che verrà. Le legittime ambizioni del due volte premier non sono da confondere con sgarbi verso famiglie allargate in fase di difficile composizione.
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Sarebbe un errore credere che la vittoria del referendum sulla riforma della giustizia abbia come per incanto risolto i problemi della coalizione di centro sinistra che sono molti, gravi e di difficile soluzione. Non è così che la Meloni può rallegrarsi, anche se risponde a verità secondo l'antico detto secondo il quale "Aver compagni al duol scema la pena." Si comincia dalla designazione di colui che, in teoria, dovrebbe prendere il posto della Presidente del Consiglio, tenuto da Giorgia Meloni in tutto il…
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