Il balzo del prezzo del petrolio innescato dalla guerra in Iran rischia di farsi sentire in tempi rapidissimi sul portafoglio degli italiani. La guerra in Iran e nei Paesi del Golfo, infatti, alimenta immediatamente la componente speculativa sui carburanti: benzina e gasolio potrebbero rincarare ulteriormente già nei prossimi giorni, seguendo l’impennata del greggio, superando i 2 euro al litro anche al di fuori delle autostrade.
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Le riserve energetiche che passano dallo Stretto provengono da tutta la regione del Golfo, tra le più forti al mondo dal punto di vista della produzione di petrolio. Circa 20 milioni di barili al giorno e quasi il 20% del Gnl totale, prevalentemente dal Qatar, passano ogni giorno dalle acque del canale. Solo l’Arabia Saudita, si stima, ogni giorno fa passare circa cinque milioni e mezzo di barili dal canale.
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L’escalation in Medio Oriente irrompe sui mercati finanziari in apertura di seduta questa mattina. I prezzi del petrolio sono in salita verticale mentre le Borse crollano e l’oro balza verso nuovi record. Il conflitto militare nell’area sembra destinato a durare settimane, minacciando di riaccendere l'inflazione. Il Brent, la qualità europea di greggio, è in aumento dell’8% sopra quota 78 dollari al barile mentre il greggio statunitense (WTI) è in…
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L'attacco contro l'Iran e la rappresaglia di Teheran contro i Paesi del Golfo rischiano di scatenare un vero e proprio shock sui mercati e sul commercio internazionale. Un assaggio si è già avuto in queste ore: centinaia di petroliere e navi di gas liquefatto ferme ai lati dello Stretto di Hormuz e le portacontainer commerciali dei colossi internazionali della logistica come Maesrk costrette a deviare dal Golfo hanno spinto il prezzo del petrolio e del gas.
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Anche a Wall Street indici cedono oltre l'1% in pre mercato (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 02 mar - Le Borse europee allacciano le cinture e si preparano a quello che rischia di essere un lunedi' in profondo rosso nella prima seduta di contrattazioni del mese di marzo. L'attacco di Usa e Israele all'Iran e la conseguente reazione della Repubblica islamica hanno provocato un'escalation in tutto il Medio Oriente, mettendo a rischio le catene di approvvigionamento di energia e di…
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Lunedì 2 marzo 2026 In collaborazione con il quotidiano l’Adige riceviamo e pubblichiamo il link della seguente news. Opinione ringrazia l’editore per la partnership multimediale. /// Il prezzo del petrolio vola dopo attacco in Iran: rischio salasso per fare il pieno. Link alla notizia
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Le Borse europee si avviano verso un avvio in netto calo, in scia con i listini asiatici. Sui mercati pesa la crisi in Medio Oriente, scatenata dopo l'attacco in Iran. I future dei principali listini del Vecchio continente e quelli di Wall Street sono in netta flessione. Sul fronte delle materie prime si registra un balzo del petrolio. Il Wti guadagna il 7,1% a 71,77 dollari al barile e il Brent sale del 7,5% a 78,36 dollari.
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Mercati, per saperne di più I podcast con i dati e le analisi Cosa sta accadendo alle Borse, qual è stato il fatto chiave del giorno? Appuntamento quotidiano con la redazione Finanza e Risparmio che cura il podcast quotidiano “Market mover”. Ascolta il podcast Ogni giorno alle 18 puoi avere il punto sulla chiusura delle Borse europee con il podcast automatico creato con AI Anchor La Borsa oggi in video La redazione di Radiocor cura ogni giorno - dal lunedì al venerdì - un video con i dati fondamentali della…
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Milano, 2 mar. – Alla riapertura dei mercati volano i i prezzi del petrolio, dopo l’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran, che ha portato alla morte della Guida Suprema Alì Khamenei, e le successive rappresaglie di Teheran verso i Paesi vicini. Sui mercati asiatici il future del Brent con consegna a maggio 2026, intorno alle 7 ora italiana, salgono del 7,6% a 78,41 dollari al barile, dopo aver superato gli 80 dollari alla riapertura degli scambi (venerdì aveva chiuso a poco meno di 73…
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Sui ponti di comando le radio ripetono i messaggi continuamente: rotta pericolosa, cercare rifugio dirigersi verso acque sicure. I missili e i droni che sorvolano lo stretto di Hormuz hanno, in poche ore, paralizzato i traffici marittimi in quell’area: tutti gli armatori, uno dopo l’altro, hanno ordinato alle loro navi di evitare l’attraversamento dello stretto con ripercussioni sui traffici marittimi in tutto il mondo.
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La guerra in Medio Oriente potrebbe presto far salire i prezzi di greggio, gas, carburanti e non solo. Il blocco dello Stretto di Hormuz, deciso dall’Iran, ma soprattutto l’insicurezza per il traffico marittimo tengono in ansia i mercati globali. Sono almeno 150 le petroliere bloccate al largo di Iraq, Arabia Saudita e Qatar, i principali produttori di petrolio, dopo la decisione dei pasdaran di chiudere l’accesso al Golfo Persico
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Il 28 febbraio 2026, Israele, con il sostegno degli Stati Uniti, ha lanciato un attacco preventivo contro i siti strategici e militari iraniani, provocando la morte del leader Ali Khamenei e l’immediata reazione di Teheran, che ha colpito le basi militari statunitensi e chiuso la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Al contempo, gli Stati Uniti hanno messo in campo un processo di militarizzazione, dispiegando i gruppi portaerei USS Gerald R.
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Il finale di stagione del Napoli non inciderà soltanto sulla classifica, ma anche sugli equilibri societari. Secondo quanto riportato da Tuttomercatoweb.com, a rischiare maggiormente sarebbe il direttore sportivo Giovanni Manna, arrivato due anni fa e protagonista dell’ultimo ciclo tecnico. Manna ha conquistato uno Scudetto, ma le scelte di mercato sono ora sotto esame. L’investimento complessivo per Beukema, Lucca e Lang si aggira intorno ai 90 milioni di euro…
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Gianna Pratesi, una signora di 106 anni proveniente da Chiavari, è diventata l’argomento del momento dopo la sua toccante apparizione sul famoso palco dell’Ariston durante il Festival di Sanremo. Durante questa occasione, ha raccontato il ricordo di quando espresse il suo diritto di voto per la prima volta, un momento significativo che ha segnato la sua vita e quella della Repubblica Italiana. Questa esperienza è…
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Il Napoli del futuro prende forma tra infrastrutture, eventi e certezze tecniche. Come racconta Pino Taormina su Il Mattino, Aurelio De Laurentiis ha avviato una serie di tappe decisive: dalla chiusura entro maggio dell’acquisizione del terreno per il nuovo centro sportivo, fino al sogno stadio nell’area Est, ex Q8, passando per i progetti legati al centenario e al grande evento del 1° agosto a Castel di Sangro.
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