Il rapporto sulla competitività dell’Unione europea di Mario Draghi è stato accolto con entusiastico furore dalla stragrande maggioranza dell’informazione e della politica italiana, salvo qualche eccezione, con poca capacità critica rispetto a un programma, che se attuato, ci porterebbe verso un modello di economia e di società pianificata dall’alto, tutto il contrario rispetto allo spirito dei padri fondatori della comunità europea.
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Non viviamo una crisi, ma una policrisi 25 SET Riproduzione riservata Altri articoli in Lettere al direttore di Giuseppe Belleri- Gentile Direttore,Mario Draghi nel suo recente rapporto sulla competitività dell'Unione ha usato toni drammatici ed insolitamente enfatici, lontani dall'aplomb distaccato e razionale del grande banchiere. Il tema sanitario è stato toccato solo in relazione allo sviluppo dell'industria farmaceutica raccogliendo il consenso dell'associazione continentale che raggruppa le principali aziende del settore.
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Mario Draghi ha presentato all'Unione Europea il proprio report per aumentare la competitività e ridurre il gap esistente con Cina e Stati Uniti Torinese, classe 1987, giornalista pubblicista con la voglia di raccontare quello che accade nel mondo e la fortuna di riuscire a farlo. Tra le mie passioni ci sono il cinema, lo sport e tutto ciò che è inerente al mondo dei motori e alle continue evoluzioni tecnologiche (e sostenibili) dei mezzi a…
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Negli ultimi giorni i media hanno molto valutato il Rapporto di Mario Draghi sul futuro della “competitività europea”, un rapporto che pone in evidenza la necessità di rafforzare la debole “produttività” dell’Europa, rispetto alla maggiore produttività degli Stati Uniti e della Cina, indicando, a questo proposito, le misure che l’Unione Europea dovrebbe adottare, per porre le premesse di una futura ripresa.
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Debito o non debito, questo è il dilemma. Le reazioni al rapporto Draghi, vuoi nelle capitali europee vuoi sulla stampa internazionale, esplicite o implicite che siano, ruotano intorno a questa scelta. Le obiezioni a ulteriore debito comune per finanziare le raccomandazioni del rapporto, dopo il debito fatto dall’Ue per rispondere alla pandemia, sono due. La prima è di …
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Se si pensava che il ritorno di Mario Draghi facesse piacere a tutti, allora ci si sbagliava di grosso. E non parliamo di un ritorno sulla scena politica nostrana, ma del suo impegno per risollevare l’economia europea con il nuovo piano sulla competitività. Ebbene, a quanto pare le sue mosse non sono gradite a tutti e c’è chi sta già cercando di ostacolarne l’attuazione. Vediamo di chi si tratta. Non tutti sono convinti Il famoso e ambizioso piano competitività presentato da Draghi non ha…
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Ci sono almeno un paio di indizi che spingono a pensare di essere in un momento delicato. Il primo: Mario Draghi presenta il suo rapporto sulla competitività, 393 pagine fitte di dati e spunti per un’Europa che torni a essere concorrenziale con Stati Uniti e Cina. Ma i commenti alla fine si incentrano quasi tutti sulla sua proposta di trovare 800 miliardi di investimenti l’anno per rilanciare il Vecchio Continente.
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Il rapporto sulla competitività dell'Unione Alcuni giorni fa il presidente Draghi ha presentato il suo Rapporto sulla competitività europea, alla presenza della Presidente della Commissione von der Leyen che gli aveva commissionato il lavoro un anno prima. L’obiettivo dichiarato del piano Draghi è delineare una nuova strategia industriale per l’Europa, che consenta di aumentare la produttività e, in ultima analisi, continuare a finanziare “il nostro modello sociale”.
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Rapporto Draghi: documento attuabile o carta da macero? Il Rapporto Draghi è un documento teologico-monetario che risponde a una domanda tecnica o ha l’ambizione di entrare nelle nostre vite, seppur in modo strisciante? Il Cameo di Ruggeri. Zafferano è nato e si è sviluppato con una linea editoriale chiara: muoversi nel mondo giornalistico in punta di piedi, con un linguaggio elegante, ma senza sudditanze, né verso il potere, né verso i lettori.
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Una bocciatura senza appello, quella di un accademico a un altro accademico peraltro, quella di Mario Calderini a Mario Draghi. Oggetto del giudizio severo il recente Report sulla competitività europea che l’ex-presidente della Bce ha presentato la scorsa settimana a Ursula Von Der Layen, la quale glielo aveva commissionato. Un Rapporto che aveva preoccupato alcuni esponenti del mondo dell’impegno socio-ambientale, temendo che la Commissione possa ora frenare sul Green Deal e sull’agenda della transizione ecologica in…
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Il rapporto Draghi ci ha fornito un quadro completo ed esauriente dei grandi progressi che l’Unione Europea deve compiere per ritornare a ricoprire il dovuto ruolo nel mondo o, semplicemente, per sopravvivere. Il quadro è tecnicamente ineccepibile e completo nel suggerire gli interventi e gli investimenti necessari per competere con Cina e Stati Uniti. Da parte di molti politici e commentatori si è immediatamente obiettato che tutto questo, comportando un volume di spesa dell’ordine di 750-800 miliardi di Euro all’anno, troverà ostacoli difficili…
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In prima fila, i due presidenti di Confindustria Bergamo e Brescia, due città che – ha ricordato Giovanni Ricuperati, timoniera di Confindustria Bergamo – si collocano rispettivamente al secondo e al primo posto nella classifica “dei 170 territori ad alta densità manifatturiera; se fossimo una sola provincia saremmo primi in Italia in metallurgia, macchinari, prodotti in metallo, gomma, plastica, e secondi in chimica, tessile, mezzi…
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Intervista all’economista Mario Pianta sulle molte ombre del piano presentato da Mario Draghi. Gli investimenti con il debito europeo dovrebbero costruire una diversa traiettoria di sviluppo. Da Valori.it Più investimenti, finanziati con debito pubblico europeo, ma senza cambiare la logica di mercato e le scelte delle imprese che sono alla radice del lungo ristagno dell’Europa. Il piano «per la competitività» dell’Europa proposto dall’ex presidente della Banca centrale europea ed ex…
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A fare la differenza nella perdita di competitività del sistema economico e industriale europeo negli ultimi 20 anni è un unico settore: la tecnologia. «Se togliamo il segmento high-tech dal resto dell’economia Usa, vediamo che la produttività è analoga a quella europea. Anzi, negli ultimi dieci anni la produttività europea è stata un po’ superiore». Mario Draghi, ospite d’onore al convegno del parco…
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Il pesante indebitamento di molti dei 27 Paesi Membri rende necessario, secondo il Raporto Draghi, reperire gli 800 milioni di euro all’anno necessari per massimizzare la competitività dell’Europa, solo ricorrendo al Debito Comune Ue, seguendo l’esempio del modello di finanziamento del NextGenerationEU. Questa proposta richiama Donato Menichella, primo a ricorrere al debito pubblico per investimenti, al fine di ampliare lo spazio realmente disponibile nel bilancio statale.
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L’ex presidente della Banca centrale europea ed ex premier Mario Draghi, ospite giovedì 19 settembre al parco scientifico Kilometro Rosso, non fa sconti sulla gravità della situazione. La ritirata dell’industria non è un’ipotesi teorica. La perdita di terreno rispetto a Cina e Stati Uniti nemmeno. Ma le strade per invertire la rotta ci sono e l’economista Draghi le ha tracciate nel Rapporto sulla competitività presentato una decina di giorni fa e fatto proprio sulla carta dalla Commissione europea, von der Leyen bis, nelle lettere…
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Bruxelles – Basta lacci e laccetti, eccesso di burocrazia e di legislazione. Se si vuole ripartire sul serio, in nome di quella competitività richiesta da Mario Draghi, bisogna permettere alle imprese europee di fare impresa e ai governi di fare affari. L’orientamento politico è quello di un’Unione europea che guarda al rapporto Draghi come l’opportunità di riscrivere le regole del gioco. Venti stati sottoscrivono un documento non ufficiale, un ‘non-paper‘, per…
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Global Cities Il Programma Global Cities dell’ISPI promuove analisi e iniziative sul ruolo che le Global Cities esercitano a livello globale e regionale, sulla loro interazione con gli Stati e gli altri attori internazionali e su specifici obiettivi perseguiti anche mediante la loro azione in network (dalla lotta al climate change all’implementazione dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite). Particolare attenzione viene riservata all’impatto delle Global Cities e dei crescenti fenomeni di urbanizzazione sui flussi…
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Mario Draghi ha presentato il suo piano per la competitività europea alla Commissione guidata da Ursula von der Leyen. Uno dei punti cardine della sua visione per un rilancio delle aziende europee nei confronti dei colossi americani è la creazione dei cosiddetti campioni continentali, grandi aziende europee che raggiungano fatturati e valore simili alle più importanti società Usa. Uno dei metodi indicati per formare questi "campioni" è la fusione tra diverse aziende.
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Il rapporto Draghi sulla competitività sta facendo discutere com’è forse normale che sia, considerato il prestigio di cui gode il suo autore. E tuttavia, ci pare che la discussione sia eccessivamente incentrata sul contenuto del rapporto medesimo e non, invece, sul contesto all’interno del quale esso si inserisce. E quando scriviamo “contesto”, intendiamo il contesto storico ed economico, il contesto normativo e il contesto politico-psicologico-sociale.
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Nel rapporto che Mario Draghi ha dedicato al futuro dell’Europa non c’è mai la parola Torino, ma il richiamo a una nuova stagione di investimenti pubblici per la rinascita della manifattura suggerisce che non c’è forse altro posto in Europa dove il testo dovrebbe essere letto e compreso. Non dunque incentivi che finiscano in un paio d’ore, ma una fase di rilancio che serva a mantenere la libertà …
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