«Mi adeguerò ovviamente e cercherò di essere il più possibile aderente, come spero di essere stato peraltro in passato, perché certe espressioni che io ho usato non erano mie, ho citato parole altrui». Poche ore dopo l’intervento del capo dello Stato al Csm il ministro della Giustizia Carlo Nordio arriva a Perugia per un evento pubblico. Era stato lui, tre giorni fa, ad accusare l’organo di autogoverno di usare «metodi paramafiosi nelle nomine», salvo poi…
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Nonostante la riforma sia ancora nel limbo, appesa com’è al voto del referendum del 22 e 23 marzo, gli uffici del ministero di Carlo Nordio hanno già messo mano ai decreti attuativi. “Non c’è nulla di pronto e definitivo – ha precisato Nordio, commentando la notizia pubblicata da Il Domani – Si sta lavorando a delle bozze preparatorie per non arrivare impreparati, laddove passasse il Sì”. I decreti attuativi definiscono il modo in cui le misure vengono messe concretamente in pratica: vengono…
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Al netto delle polemiche sollevate dall’intervento del ministro della Giustizia, e a prescindere o meno se siano condivisibili o meno le sue affermazioni, è necessario fare due osservazioni. Il sostituto procuratore alla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo Antonino Di Matteo sostiene che le sue antiche dichiarazioni verrebbero strumentalizzate. Dice: “A coloro i quali, in queste ore, cercano di strumentalizzare il mio pensiero, voglio precisare che, proprio perché ho sempre contrastato la degenerazione del…
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Roma, 18 feb. – La riforma della giustizia “romperà il potere delle correnti” ed “è questo che terrorizza i vertici dell’Associazione nazionale magistrati perché toglie loro il potere. Non credo proprio che vincerà il no se riusciremo a spiegare la riforma ai cittadini e soprattutto se non le sarà conferito un significato politico (…) Ma se vincesse il no sarebbe una vittoria delle procure”, non “delle opposizioni”.
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Ascolta la versione audio dell'articolo 2' di lettura English Version Translated by AI. For feedback, please contact [email protected] Mentre la premier Giorgia Meloni è tornata ad attaccare «una parte politicizzata» dei magistrati, che continua a «ostacolare ogni azione volta a contrastare l’immigrazione illegale di massa», aumenta la polemica sul referendum sulla Giustizia del prossimo marzo.
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A Otto e mezzo, Lilli Gruber apre sulla crescente tensione degli ultimi giorni, durante i quali la destra, le destre e il governo hanno alzato il tiro contro i magistrati. La campagna referendaria si sta infatti inasprendo man mano che passano i giorni. Nordio ha prima definito paramafioso il metodo del Consiglio Superiore della Magistratura e poi ha chiesto all’Associazione Nazionale dei Magistrati i nomi dei finanziatori del no.
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“Non c’è nulla di pronto e definitivo. Si sta lavorando a delle bozze preparatorie per non arrivare impreparati, laddove passasse il Sì”. Rispondendo all’Ansa, Carlo Nordio conferma il contenuto di un articolo del quotidiano Domani secondo cui al ministero della Giustizia sono già state preparate le bozze dei decreti attuativi della riforma costituzionale, che prevedono, tra l’altro, un minor numero di membri del futuro…
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A poco più di un mese dall'appuntamento con le urne per il referendum sulla riforma della magistratura i toni della campagna hanno assunto un clima da curva da stadio, alimentato anche dalla riduzione della forbice tra il 'Sì' e il 'No'.Nelle fila della maggioranza, che ha presentato la riforma, e tra i Comitati per il 'Sì', impensieriscono le ultime uscite del ministro della Giustizia, Carlo Nordio
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Il dibattito sul referendum sulla giustizia è diventato un campo simbolico. Ma i simboli, quando sostituiscono i fatti, abbassano il livello. Tant'è vero che, a guardare la competizione dall'esterno, in maniera assolutamente laica, la conclusione è paradossale: il miglior sponsor del Sì è il fronte del No, e viceversa. Chiunque apra la bocca regala argomenti all'avversario. Nessuno, però, aiuta l'elettore a capire davvero di cosa si stia parlando.
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Otto mesi di attacchi continui. Con Carlo Nordio a cannoneggiare Palazzo Bachelet, che è presieduto dal presidente della Repubblica Mattarella, e i magistrati, di tutte le aree politico-culturali, sempre più compatti nella tutela dell'organo di autogoverno e via via più vicini al loro vicepresidente, Fabio Pinelli, avvocato, veneto di formazione e quindi anche vicino al Guardasigilli, oltre che …
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Non è più il tempo del sussurro, del dubbio educato o del “non si può dire”. Quando un Ministro della Giustizia in carica e un magistrato simbolo della lotta alle mafie convergono, pur da trincee ideologiche opposte, su un’unica, devastante parola ‒ “sistema” ‒ l’Italia ha il dovere morale di fermarsi. Carlo Nordio e Nino Di Matteo non sono improvvisamente “impazziti”. Non sono eretici in cerca di visibilità.
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True Alessandro Sallusti Di Matteo rinnega le critiche alle correnti Nino Di Matteo (Imagoeconomica) Non solo parlò di «metodo para-mafioso»: a ottobre si dimise dal sindacato delle toghe contestando le «logiche di opportunità politica». Ora invita a non «strumentalizzare».Immaginate la seguente scena. Un disgraziato finisce sotto inchiesta, il pm lo interroga e gli chiede conto del contenuto di una certa intercettazione e lui risponde piccato: «Ma come si permette? Lei sta strumentalizzando le mie parole».
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Mentre il clima da campagna elettorale per il referendum sulla magistratura è sempre più avvelenato, c’è chi continua a lavorare in silenzio nelle stanze del ministero della Giustizia. Scommettendo sulla vittoria del Sì, sono pronti i testi che daranno davvero le gambe alla riforma: secondo fonti autorevoli di Domani, infatti, decreti attuativi sono sostanzialmente chiusi e riposano nei cassetti dei sottosegretari Andrea Delmastro e Andrea Ostellari, del viceministro…
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ROMA "Non c'è nulla di pronto e definitivo. Si sta lavorando a delle bozze preparatorie per non arrivare impreparati, laddove passasse il Sì. Su queste bozze è apertissimo e auspicabile il dialogo, se vincesse appunto il Sì, per trovare la maggior convergenza possibile tra magistratura, avvocatura e mondo accademico". Così all'ANSA il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, in merito alla notizia - pubblicata oggi sul Domani - secondo cui sarebbero già pronti i testi dei decreti…
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ROMA – Convoca a Palazzo Chigi Antonio Tajani e Matteo Salvini. E inevitabilmente Giorgia Meloni finisce per ragionare degli scogli che ha di fronte il governo. In particolare, della prova più complessa delle prossime settimane: il referendum sulla giustizia. Perché i sondaggi, anche quelli riservati, segnalano una crescita costante del fronte del No. E perché anche dal punto di vista della comun…
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Il ministero della giustizia invita l’Associazione nazionale magistrati a rivelare quello che non sa, cioè i finanziatori della campagna del No. Il ministro della giustizia sostiene che il Consiglio superiore della magistratura opera con metodo «para-mafioso». In precedenza ancora il ministro Nordio aveva manifestato il suo «massimo disprezzo» per Aldo Policastro, procuratore Generale di Napoli, aggiungendo che non gli stringerebbe la mano.
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Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha sostenuto che la riforma costituzionale sconfiggerà il sistema “paramafioso” delle correnti al Csm. Parole che offendono la memoria dei tanti magistrati uccisi, alcuni dei quali credevano nell’associazionismo, per migliorare da dentro la magistratura. Tra le toghe antiterrorismo, ricordiamo Emilio Alessandrini, ucciso a Milano da Prima Linea il 29 …
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Leggi su Il Fatto Quotidiano l'articolo in edicola "Referendum, l’ex ministro Bonafede: “Nordio lancia messaggi devastanti. In pericolo la base della democrazia”" pubblicato il 17 Febbraio 2026 a firma di Luca De Carolis
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Bonelli (Avs): "Liste di proscrizioni contro magistrati di Nordio sono una roba da regime" 16 febbraio 2026 "L'unico obiettivo della destra e del governo è quello di colpire i magistrati che hanno dato la vita per difendere l'Italia dal terrorismo e dalla mafia. Ecco le liste di proscrizione del Ministero della Giustizia sono un fatto indecente e estremamente preoccupante. Per me è una roba da regime" così il deputato Bonelli di Avs.
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Si infiamma la campagna elettorale in vista del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo. Dopo il caso Gratteri, a gettare benzina sul fuoco è stato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, che in un'intervista ha citato il magistrato Nino Di Matteo che aveva definito il sistema correntizio un meccanismo «para-mafioso». Un affondo che Nordio ha rivendicato: «Non è mica mio quel giudizio. Fossi matto.
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È bastata una parola, «para-mafioso», pronunciata dal ministro della Giustizia Carlo Nordio per scatenare l’ennesima tempesta perfetta. Il guardasigilli, in un’intervista, ha osato definire così il sistema di controllo instaurato sul Csm da parte delle correnti Anm. Apriti cielo: le toghe hanno subito contrattaccato. E nel farlo, hanno citato nuovamente Giovanni Falcone a sproposito. Il sindacato dei magistrati ha risposto con un comunicato che sembrava scritto col fuoco, parlando di offesa profonda e…
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Non ci sta il magistrato antimafia Nino Di Matteo a vedere utilizzate le sue parole come argomento a favore del 'sì' al referendum sulla riforma della Giustizia. "A coloro i quali, in queste ore, cercano di strumentalizzare il mio pensiero, voglio precisare che, proprio perché ho sempre contrastato la degenerazione del sistema di autogoverno per le improprie ingerenze di correnti e cordate, oggi ho le mani ancora più libere nel denunciare che questa…
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Lunedì 16 febbraio 2026 (Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) – /// Paramafiosa è la destra italiana. L’insulto del ministro Nordio va rimandato al mittente. Non solo perché due eroi dell’antimafia come Falcone e Borsellino facevano parte di correnti dell’ANM come tanti altri martiri. Non solo perché sostengono il NO anche magistrati che non aderiscono a…
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All'indomani della citazione da parte del ministro Carlo Nordio, sul fatto che l'applicazione del metodo correntizio all'interno del Csm è simile al metodo mafioso, il pm Nino di Matteo, cui spetta il copyright di quell'accostamento, si iscrive al partito di quanti non potendo rinnegare le loro stesse parole, le
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Il 15 settembre del 2019, il pm Nino Di Matteo presentò la sua candidatura al Consiglio superiore della magistratura in streaming. Nel corso di quella presentazione, pronunciò parole contro «la degenerazione del correntismo»; parole che sono state riprese - quasi 7 anni più tardi - dal ministro della Giustizia, Nordio, nell'ambito della campagna per il sì alla riforma voluta dal governo Meloni e approvata dal parlamento.
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True Giacomo Amadori Nordio: «Csm para-mafioso». Ira di Pd e Anm, ma lo diceva pure il pm Nino Di Matteo play icon content.jwplatform.com Bufera per le parole del ministro. Però gli ultrà del No dimenticano che perfino la toga (oggi contro la Riforma) paragonò il sistema correntizio alla criminalità organizzata.Clicca qui per guardare il video dell'intervento del pm Nino Di Matteo all'assemblea dell'Anm del 2019.
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«Chiediamo a Giorgia Meloni di prendere le distanze dal ministro Nordio che ha parlato di sistema “paramafioso” in merito alla magistratura, offendendo la memoria di Borsellino Falcone e Livatino»: la leader del Pd Elly Schlein, a margine dell’incontro promosso dal Pd a Bari per il no, ha attaccato il presidente del Consiglio invitandola a smarcarsi dal Guardasigilli. Poi una battuta sulla politica estera di Palazzo Chigi…
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