BIELLA – “Situazione devastante, c’è il Far West nelle carceri. Basta slogan, basta chiacchiere”. Sembra scricchiolare il rapporto tra il sottosegretario alla Giustizia con delega alla polizia penitenziaria, Andrea Delmastro, e alcune organizzazioni sindacali del corpo. L’attacco arriva infatti da Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp (Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria).
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Si chiamava Alvaro Nuñez Sanchez. Aveva 31 anni ed era originario dell’Ecuador. Si è tolto la vita nel carcere “Lorusso e Cutugno” di Torino, impiccandosi con un lenzuolo. Aveva gravi patologie psichiatriche. E non avrebbe dovuto trovarsi lì. Dichiarato non in grado di intendere e di volere, era in attesa di essere trasferito in una Rems (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza). Ma le liste d’attesa interminabili rendevano difficile immaginare il futuro.
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Duro attacco del sindacato degli agenti della penitenziaria Osapp al sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. “La situazione è fuori controllo in tutte le carceri di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta – spiega il segretario Osapp Leo Beneduci - , il sovraffollamento è spaventoso, nel carcere di Torino a fronte di una capienza di circa 1.090 detenuti ne sono presenti 1500. Non comprendiamo come il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro attenzioni solo ed esclusivamente il…
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"Situazione devastante nel distretto delle carceri del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta così come anche nei restanti carceri della Repubblica". La denuncia arriva dal Segretario Generale dell’Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) Leo Beneduci che attacca il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove per avere attenzioni solo ed esclusivamente verso "il carcere di Biella e…
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La situazione delle carceri di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta è devastante. La denuncia arriva dal Segretario Generale dell’Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) Leo Beneduci che dichiara: “Siamo fuori controllo in tutte le carceri del distretto e italiane, peggio del Far West, il sovraffollamento è spaventoso, ad esempio, nel carcere di Torino: a fronte di una capienza di circa 1090 detenuti sono presenti circa 1500 detenuti.
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Dopo il suicidio in carcere del 31enne di origini equadoregne Fabrizio Alvaro Nunez nella sua cella del carcere – dove non avrebbe dovuto stare visto che a novembre era stato deciso il suo trasferimento in una Rems - la situazione nell’istituto penitenziario di Torino sta diventando esplosiva. E il sindacato Osapp, l’Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria, torna alla carica evidenziando che la situazione al Lorusso e Cutugno non è più gestibile per una serie di fattori.
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La salute mentale in carcere Ma che cosa ci faceva in prigione Alvaro Fabrizio Nuñez Sanchez, detenuto di 31 anni, affetto da gravi patologie psichiatriche, suicidatosi nel carcere di Lorusso e Cutugno, a Torino, lo scorso 24 marzo? Niente, assolutamente niente. Non era il posto per lui, non doveva stare lì.
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Ennesimo fatto violento all’interno del carcere di Torino. Vicente Santilli, segretario nazionale per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, racconta quanto avvenuto nelle ultime ore nella Casa circondariale di Torino. “Nella giornata di ieri, verso le 15, un detenuto italiano ristretto presso la VI Sezione del Padiglione A ha colpito con un violentissimo pugno al volto ad un agente per futili motivi.
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Domenica sera, nel carcere Lorusso e Cutugno si è consumata l’ennesima tragedia che ha rigettato un'ombra ancora più cupa sul già tormentato mondo penitenziario. Alvaro Nunez Sanchez, un 31enne ecuadoriano detenuto dall'estate scorsa per il tentato omicidio del padre, ha concluso il proprio tormento in un atto di disperazione estrema. L’aggravante è che non doveva stare in carcere, visto che doveva essere ospite di una Rems, la residenza dedicata all’esecuzione della misura di sicurezza.
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Ha chiamato suo padre, domenica scorsa. La stessa persona che ha accoltellato durante una delle sue crisi psicotiche. E poi, dopo quella chiamata, Fabrizio Alvaro Nunez Sanchez, 31 anni, detenuto affetto da una grave forma di schizofrenia, si è tolto la vita. Lo hanno trovato impiccato con un lenzuolo nella sua cella nel carcere Vallette di Torino. Ottava sezione. Ma, come riporta…
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Istigazione al suicidio è l'ipotesi di reato, ancora provvisoria, che la procura di Torino ha formulato per il caso del trentunenne che la sera del 24 marzo si è tolto la vita impiccandosi con un lenzuolo alle sbarre della propria cella. Fabrizio Alvaro Nunez Sanchez, arrestato per tentato omicidio per aver accoltellato il padre, era detenuto nel carcere Lorusso e Cutugno, del capoluogo piemontese
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Suicidi in carcere Numero totale nel 2024 Nel 2022 sono 85 i detenuti che si sono tolti la vita: sette al mese. Nel 2023 i suicidi sono stati 69: 6 al mese. Nel primo trimestre del 2024 oltre 20. Sono spesso giovani, a volte con solo pochi mesi di carcere davanti, che sentono di non avere speranza. L'assistenza psicologica è poca e la Polizia penitenziaria è sempre più in sofferenza. Sono morti sconosciuti alla società, troppe volte senza nome e storia.
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La procura di Torino ha aperto un’inchiesta per istigazione al suicidio in merito alla morte di Alvaro Fabrizio Nuñez Sanchez, il trentunenne che domenica si è impiccato in cella al Lorusso e Cutugno. Il fascicolo, al momento senza indagati, è affidato al pubblico ministero Valeria Sottosanti. L’uomo, in carcere per avere tentato di uccidere il padre lo scorso agosto, era affetto da gravissimi problemi psichici.
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L'Aquila. Sicurezza nelle prigioni, tanti agenti aggrediti. Di Giacomo, sindacato di polizia penitenziaria: 'Situazione delle carceri insostenibili. Un suicidio ogni tre giorni, diciotto poliziotti in ... Leggi tutta la notizia
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"Ventisette suicidi in soli 3 mesi nelle carceri italiane, ma il Governo resta a guardare". Lo dichiara Leo Beneduci, segretario generale dell'Osapp (Organizzazione sindacale autonoma Polizia penitenziaria). "Che ci sia qualcosa di profondamente sbagliato nell’attuale andamento del sistema penitenziario - spiega - è sotto gli occhi di tutti e, qualora non bastassero le centinaia di aggressioni subite ogni mese dal personale di Polizia penitenziaria, come l’accresciuto uso di…
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“Fermiamo i suicidi in carcere”. Oggi si è tenuta nell’atrio del tribunale di Termini Imerese una manifestazione organizzata dalla camera penale di denuncia sui suicidi in carcere. Sono stati letti i nomi dei 25 carcerati che si sono tolti la vita dall’inizio del 2024. Hanno preso parte alla manifestazione l’avvocato Vincenzo Pillitteri presidente della camera penale di Termini Imerese, il procuratore Capo Ambrogio Cartosio e il presidente del consiglio dell’ordine Giuseppe Muffoletto.
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Il gravissimo episodio del sequestro di un agente di polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Sollicciano, al quale un detenuto ha puntato alla gola un punteruolo, si aggiunge alle oltre 30 aggressioni a personale penitenziario avvenute nelle ultime 48 ore in numerosi istituti a riprova che la gravissima situazione di emergenza ha raggiunto livelli intollerabili. Non vogliamo aspettare la vittima sul lavoro anche in carcere come purtroppo accade nel Paese in tanti posti di lavoro.
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Min lettura Il 2024 nelle carceri italiane è iniziato con la storia drammatica di Matteo Concetti, un ragazzo di ventitre anni che si è tolto la vita nei primi giorni di gennaio nell’istituto di Ancona Montacuto. La madre, a cui il ragazzo aveva manifestato le sue intenzioni, aveva chiesto alle istituzioni di intervenire perché il figlio non fosse riportato nella cella di isolamento in cui si trovava in seguito…
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«Dal ministro della Giustizia ci sono state solo parole, nessuna azione mirata. È un atteggiamento non più accettabile». La garante dei detenuti Monica Gallo non utilizza mezzi termini. E davanti all’ennesimo caso di suicidio nelle carceri italiane chiama in causa direttamente il Guardasigilli Carlo Nordio. Accusa il Governo di essere silente. Come mai? «Il 13 agosto scorso, dopo che due donne …
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L’allarme sulle condizioni dei detenuti che hanno problemi psichiatrici è stato lanciato non soltanto dalle associazioni, dai garanti e, più volte, dagli avvocati, ma anche dai magistrati. Alcuni mesi fa, al Palagiustizia di Torino, giudici e pm hanno organizzato un convegno per ribadire un concetto fondamentale: «I malati psichiatrici in carcere non dovrebbero nemmeno entrarci». Lo avevano spi…
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«Mi sento impotente. Milioni di volte mi sono chiesto come fosse possibile che con una cartella clinica del genere, mio figlio stesse in prigione. Mi hanno insegnato da bambino che la giustizia è una bilancia. Dovrebbe essere uguale per tutti, ma invece non è così. Per mio figlio non è andata così. Se non c’era posto in Rems, dovevano metterlo in una casa di cura. Non farlo morire». Non si dà pace Edmundo Nunez, 63 anni, dopo avere…
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L’ultima telefonata prima di morire l’ha fatta domenica, al padre che lo scorso agosto aveva accoltellato durante una crisi psicotica. «Papi come stai? Non preoccuparti per me. Sto bene. Sì, li faccio gli esercizi di ginnastica. Sì, studio. Però dopo che li ho fatti, gli esercizi, ho ancora tutto il giorno davanti. E dopo che ho studiato, nessuno mi fa uscire di qui. Ogni tanto mi sembra di non f…
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Fabrizio Alvaro Nunez Sanchez, di 31 anni, si è tolto la vita la scorsa notte in carcere delle Vallette. Arrestato il 26 agosto per il tentato omicidio del padre era detenuto da quella data all’istituto penitenziario Lorusso e Cutugno. Era stato dichiarato totalmente incapace di intendere e di volere, a causa dei suoi gravissimi problemi psichiatrici, dal perito nominato dalla procura. Per questo…
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Un uomo di 32 anni si è impiccato nel padiglione A del carcere di Torino. Si tratta di un cittadino proveniente dall’Ecuador. Intorno alle 20.20 di domenica sera ha realizzato un cappio rudimentale con un lenzuolo e si è legato alle sbarre della finestra della cella. A dare la notizia è l’Osapp, il sindacato autonomo di polizia penitenziaria. «A Torino la situazione è fuori controllo, peggio dell’inferno.
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