Il sole a picco. Trentaquattro gradi già alle 9 del mattino. Il palazzo di Giustizia di Crotone ribolle. Nella facciata all’entrata principale spicca il murale dedicato ai giudici Falcone e Borsellino. Martedì uno spiraglio di giustizia si era aperto proprio in quegli uffici. I giudici inquirenti di Crotone hanno messo nero su bianco una verità che era nota a tutti: la strage dei migranti di Steccato di Cutro del 26 febbraio 2023 poteva essere evitata.
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Resta in carcere Maysoon Majidi, la migrante curda iraniana arrestata dalla Guardia di finanza con l’accusa di essere la scafista di una imbarcazione che ha condotto in Italia 77 persone sbarcate in località Gabella il 31 dicembre 2023. Lo ha deciso il Tribunale di Crotone rigettando l’istanza di modifica della misura cautelare dal carcere agli …
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CROTONE – Le ragioni della difesa non hanno convinto la Corte. Non sono cambiate le condizioni ed esiste il pericolo di fuga: per questo Maysoon Majidi resta in carcere. Nulla da fare, quindi, per l’attivista curda iraniana arrestata dalla Guardia di finanza con l’accusa di essere una scafista. A deciderlo il Tribunale di Crotone che ha rigettando l’istanza di modifica della misura cautelare dal carcere agli arresti domiciliari a conclusione dell’udienza del processo svoltasi…
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I giudici del Tribunale di Crotone hanno respinto la richiesta di scarcerazione di Maysoon Majidi, la 27enne curda iraniana arrestata il 31 dicembre scorso a Crotone dalla Guardia di finanza con l’accusa di essere la scafista di una imbarcazione con a bordo 77 migranti sbarcati in località Gabella. La donna è comparsa oggi alla prima udienza del processo dopo una detenzione di 216 giorni durante i quali ha iniziato anche lo sciopero della fame per protesta contro una…
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Il Tribunale di Crotone ha deciso di mantenere in carcere Maysoon Majidi, l’attivista curda iraniana arrestata con l’accusa di essere la scafista di un’imbarcazione che ha portato in Italia 77 persone sbarcate a Gabella il 31 dicembre 2023. La decisione è stata presa alla conclusione della prima udienza del processo, durante la quale è stata rigettata l’istanza di modifica della misura cautelare dal carcere agli arresti domiciliari.
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Resta in carcere Maysoon Majidi, l'attivista curda arrestata il 31 dicembre a Crotone dalla Guardia di finanza con l'accusa di essere la scafista di una imbarcazione che ha condotto in Italia 77 persone sbarcate in località Gabella. Lo ha deciso il collegio penale del Tribunale di Crotone a conclusione della prima udienza del processo svoltasi mercoledì 24 luglio. In udienza c'era anche Maysoon, apparsa molto provata dalla carcerazione che lei ritiene ingiusta.
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Sono stati negati gli arresti domiciliari a Maysoon Majidi, l'attivista curda iraniana in carcere a Reggio Calabria perché accusata - da due testimoni che, fuori dai tribunali, hanno smentito - di essere una scafista. A renderlo noto è A buon diritto che, con il suo presidente Luigi Manconi, sta seguendo giorno dopo giorno la vicenda della donna. I magistrati hanno ritenuto credibili le testimonianze zoppicanti…
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La decisione Rigettata la richiesta di domiciliari avanzata dalla difesa e avversata dal pm. Per il giudice rimane il pericolo di fuga. L'imputata: «Accuse assurde, è un incubo» Rimangono il pericolo di fuga e le medesime condizioni che hanno determinato altre due sentenze in cui è stata respinta la richiesta di scarcerazione. Queste le motivazioni addotte dalla pm della Procura di…
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Il procedimento La presenza annunciata di associazioni e del consigliere regionale Laghi fa da sfondo all’udienza di Maysoon Majidi, iniziata stamani al tribunale di Crotone. L’attivista regista, attrice curdo-iraniana è accusata di essere una 'scafista'. Le accuse sono state mosse da tre uomini che avrebbero tentato di violentarla. Marjan Jamali, giovane donna iraniana in fuga dal suo Paese insieme al figlio di otto anni, per affrontare…
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Giustizia | Maysoon Majidi è un’artista e attivista curdo-iraniana, finita in carcere in Italia dopo l’approdo di una nave di persone migranti, richiedenti asilo e rifugiate sulle coste calabresi il 31 dicembre 2023. Un’altra richiedente asilo iraniana, Marian Jamali, è sotto processo per le stesse ragioni. Dopo otto mesi di carcere, si trova attualmente agli …
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Caro manifesto, a leggere la lettera inviata da Maysoon Majidi, detenuta nel carcere di Reggio Calabria, al Capo dello Stato viene in mente una parola: catastrofe. Così veniva chiamato l’evento che, in un’epoca e in un mondo non definiti, aveva sconvolto l’esistenza di quaranta donne. Rinchiuse in un sotterraneo, guardate a vista da tre guardie, le prigioniere avevano ormai smesso di domandarsi quale fosse la ragione di quella ingiusta detenzione.
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Giovedì 18 luglio si è tenuta, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati la conferenza stampa “Donna, vita, libertà. Il caso di Maysoon Majidi e Marjan Jamali”, volta a chiedere la libertà per le due donne iraniane arrestate per l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare sulla base di testimonianze rilasciate subito dopo lo sbarco in Italia e senza la possibilità di un controesame.
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L’attivista curdo-iraniana Mysoon Majidi, detenuta nel carcere di Reggio Calabria e accusata di essere una scafista, ha scritto e inviato stamani una lettera al presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella quale ribadisce la sua innocenza e chiede la “libertà provvisoria o una forma di detenzione alternativa” in attesa del giudizio. Lo rendono noto i deputati Marco Grimaldi (Avs) e…
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Dal Web «Vi prego di non lasciarmi sola, la vostra azione può fare la differenza tra la speranza e la disperazione, tra la libertà e la prigionia». Sono le ultime righe dell'accorata lettera-appello inviata al capo dello Stato Sergio Mattarella dall’attivista curdo-iraniana Maysoon Majidi. La ventottenne, intellettuale e registra teatrale in fuga dall’Iran per aver contestato il regime e giunta in Italia su un barcone, è stata arrestata a Crotone il 31 dicembre scorso con l’accusa d’essere una scafista
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Sono fuggite dall’Iran perchè perseguitate dal regime, si sono rifugiate in Italia per chiedere protezione ma sono state scambiate per scafiste e arrestate con l’accusa di favoreggiamento all’immigrazione clandestina: in realtà sarebbero due attiviste che lottano per i diritti civili delle donne e, in caso di rimpatrio, rischiano anche la pena di morte. Sono due casi giudiziari…
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