L’articolo 10 del Trattato sull’Unione europea afferma che “il funzionamento dell’Unione si fonda sulla democrazia rappresentativa”. È un principio che, sulla carta, dovrebbe costituire l’identità politica del progetto europeo. Tuttavia, l’architettura istituzionale dell’UE continua a produrre una democrazia incompleta: il Parlamento europeo – rappresentanza diretta dei cittadini – non dispone di poteri pieni su bilancio, risorse proprie e difesa comune.
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In Europa torna l’incubo della leva obbligatoria: un annuncio riaccende il dibattito sulla difesa e fa tremare molte famiglie. Nel cuore dell’Europa il concetto di “leva obbligatoria” è tornato all’ordine del giorno. Dopo anni di eserciti professionali e di contingenti ridotti, il tema di un possibile richiamo di massa dei giovani è di nuovo sul tavolo, alimentato da scenari di sicurezza sempre più incerti e da…
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“Chi fu il primo che inventò le spaventose armi? Da quel momento furono stragi, guerre. Si aprì la via più breve alla crudele morte. Tuttavia il misero non ne ha colpa. Siamo noi che usiamo malamente ciò che ci fu dato per difenderci dalle feroci belve” (Tibullo; Elegie). Questo dovrebbe comparire all’ingresso del Parlamento Europeo. Quel parlamento che ha approvato la produzione europea di armi spaventose come quelle all’uranio impoverito e quelle al fosforo bianco
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A Vladimir Putin non si può rimproverare un difetto: l'assenza di chiarezza. Lo Zar tra un colloquio e l'altro ha un solo obiettivo: chiedere a Trump di scegliere tra La Russia e l'Europa, dividere il destino degli Stati Uniti da quello dell'Occidente collettivo. Il minuetto che sta ballando con The Donald mira ad allargare la distanza tra le due sponde dell'Atlantico e a terremotare la Nato. Putin pretende dal profeta del Make America Great Again, dal leader del sovranismo mondiale di abbandonare le alleanze storiche e i valori di libertà e di democrazia su cui…
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La recente esitazione dell’UE riguardo a un prestito garantito da riparazioni per l’Ucraina rivela qualcosa di più profondo e inquietante: un fastidioso divario tra capacità e volontà. Questa riluttanza a usare il potere economico riflette un disagio più profondo riguardo all’uso della forza militare, dimostrando ancora una volta come le capacità dell’Unione stiano crescendo, ma che essa rimanga lenta nell’utilizzare gli strumenti a sua disposizione.
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Sono sempre di più i Paesi europei che si muovono verso la reintroduzione del servizio di leva militare. Dopo le recenti iniziative intraprese dalla Germania e dalla Francia, anche l’Italia sembrerebbe guardare in questa direzione, come ha affermato il ministro Crosetto ascolta articolo C’è chi ha reintrodotto il servizio militare obbligatorio, come la Croazia, e chi lo farà su base volontaria, come la Francia; c’è chi sottoporrà i maschi diciottenni a una visita medica obbligatoria e a un…
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Il dibattito sulla difesa in Europa si concentra ora su una domanda schietta: quante persone possono combattere, se necessario? La guerra in corso in Ucraina , iniziata dopo l'invasione del paese vicino da parte della Russia nel 2022, ha reso chiaro che la guerra moderna è un gioco di numeri e che l'Europa, nella sua forma attuale, non ha le risorse per vincere. I governi sono ora alla ricerca del modo più rapido ed economico per aumentare il loro personale militare e adattarsi a un mondo in cui la deterrenza…
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Gli esiti elettorali mostrano che "chi la pensa in un certo modo" prevale e impone una folle corsa agli armamenti. Lasciamo solo "loro" a gestire le forze armate? Ho scritto sulla leva obbligatoria, auspicando un esercito europeo che utilizzi razionalmente i miliardi spesi in difesa dall’Ue, già molti di più di quelli spesi dalla Russia. Nell’attesa che gli eserciti siano smantellati, mentre ancora ci sono…
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L’Europa riscopre la leva come si riscoprono i vecchi rimedi della nonna: quando la casa brucia e non si sa più a che santo votarsi. Il continente più anziano del mondo, quello che già spende montagne di miliardi per la Difesa senza cavarne granché in termini di deterrenza, oggi ripropone il servizio militare come se bastasse un ritorno al passato per affrontare un presente molto più complicato. Dietro i proclami, però, si nascondono paure, calcoli politici e un certo dilettantismo strategico.
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