Nel panorama politico europeo sempre più segnato da governi conservatori e da un ritorno alla logica dei blocchi geopolitici, il premier spagnolo Pedro Sánchez continua a rappresentare un caso anomalo. La sua netta posizione sulla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran ha contribuito a rafforzare questa immagine: quella di un leader pacifista che rivendica autonomia strategica e che interpreta sentimenti diffusi nella società spagnola.
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Il presidente del Consiglio spagnolo, Pedro Sanchez, ha rifiutato di concedere supporto operativo agli USA nelle basi militari di Morón e Rota, dove erano schierati aerei statunitensi KC-135. Una scelta netta, arrivata all’indomani dell’attacco americano ed israeliano all’Iran, e che ha portato alla dura reazione di Trump che ha minacciato la Spagna di rappresaglie commerciali. Di fronte al chiaro discorso di Sanchez, che ha ritirato fuori il “no alla guerra”…
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C’è un riflesso condizionato che nella sinistra italiana non passa mai di moda: la ricerca del santo straniero da venerare. Un modello estero, un faro morale, possibilmente progressista e possibilmente non italiano. Perché l’erba del vicino, si sa, è sempre più rossa. In queste ore nei corridoi della gauche sembra di sentire una specie di rosario laico: “San Pedro, ruega por nosotros”. Il Santo del momento è naturalmente Pedro Sánchez, premier spagnolo, elevato agli altari come patrono…
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“L'anima giusta non conosce il perché”. Eckhart lo scrisse per i mistici. Non immaginava che sarebbe servito per capire un premier spagnolo. E per capire perché tutti gli altri no. La politica che conosciamo nasce dopo il sondaggio. Prima si misura l'umore, poi si prende posizione, poi si trova un linguaggio che finga convinzione. È un teatro in cui tutti recitano sé stessi. Poi ogni tanto c'è qualcuno che rompe la sequenza.
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Il leader della sinistra europea avrebbe potuto pronunciare a Roma il discorso che ha dato a Madrid? Il sospetto è che il Pd non agevolerebbe in nessun modo la sua ipotetica leadership Pedro Sànchez leader del Pd e premier del governo italiano. Che manda a ramengo non una, nè due ma tre volte il super Trump. Lo zittisce, lo annulla, lo capovolge. Senza nascondersi anzi presentandosi “a testa alta” davanti al suo Paese e spiegando il disastro in cui ci sta ficcando l’alleato di…
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