Sono un’ex insegnante di lettere al ginnasio. Non mi sorprende il fatto che certi studenti definiscano reazionarie le proposte del ministro: quando si propone di far fatica, la soluzione non piace mai. Mi sorprende, invece quando si afferma che il latino non si studia imparando «rosa, rosae». A mio parere il latino, quello serio, è proprio questo, il resto sono chiacchiere, certamente interessanti, ma poco utili.
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«Proporre un programma di storia fondato sull’identità italiana rischia di tradursi in un’operazione pedagogicamente molto pericolosa, oltre che restituire una visione falsa della nostra storia». Andrea Giardina, storico dell’età romana, autore di un famoso manuale di storia, un curriculum da normalista ricco di incarichi internazionali, esprime un giudizio critico sulla riforma di Valditara. Pr…
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Anche Sanremo in latino: panico tra i cantanti Il presentatore Carlo Conti (foto LaPresse) La notizia che ha fatto più discutere in settimana è l'annuncio del ritorno del latino fin dalla seconda media. Ritengo che il ministro dell'Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, 64 anni, professore di Diritto romano, presentando la sua proposta di riforma della scuola sia stato fin troppo tenero. Se l'obiettivo è far rigermogliare le nostre assetate radici, l'antica lingua andrebbe imposta fin dalla scuola materna.
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Prendo la parola per fatto personale. Personale ma anche a nome di quei colleghi — Cinzia Bearzot, Giovanni Belardelli, Silvia Capuani, Elvira Migliario, Marco Pellegrini, Federico Poggianti, Adolfo Scotto di Luzio — che insieme a me (che non ero il loro Führer ma semplicemente il coordinatore del gruppo) hanno preso parte per quanto riguarda la materia «storia», all’elaborazione delle nuove «Indicazioni nazionali» per la scuola volute dal ministro Valditara.
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Il prof e il successo della canzone dance: "Insegnavo ai figli di Joe T. Vannelli, lui rimase affascinato dall’idea di un testo in latino abbinato a una base dance" “Certo che concordo con l’introduzione del latino alle Medie”. Così il professor Gianluca Cellai, in arte Kronos, autore di Magica Europa, il successo dance in lingua latina che ha fatto ballare discoteche in Italia e in Europa, difende all’Adnkronos l’importanza della lingua…
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Scuola, nel ribadire i punti nodali che affrontano tematiche nevralgiche nella formazione scolastica, il ministro Valditara rilancia i punti saldi della sua "rivoluzione gentile": a partire dal ritorno all'insegnamento del latino alle medie. Passando per il file delle risorse disposte per la digitalizzazione e l'intelligenza artificiale. E fino
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Anche lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet, come riporta Il Fatto Quotidiano, ha voluto commentare, a Radio Cusano Campus, le nuove Indicazioni Nazionali del primo ciclo annunciate nel corso della settimana appena trascorsa dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. “Il problema è l’imposizione” “La Bibbia interessa solo una parte del mondo. Il problema è l’imposizione. Anche io leggo la…
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“Più storia dell’Italia ma senza ideologia”. È il titolo dell’intervista sul Giornale con cui il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, annuncia e racconta le nuove Indicazioni Nazionali – ovvero i nuovi programmi – per il primo ciclo della scuola. Virgilio Notizie ha intervistato Christian Raimo, docente di Storia e Filosofia in un liceo di Roma, nonché giornalista e scrittore.
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Fanno discutere anche a Bergamo le nuove indicazioni sui programmi ministeriali di scuole elementari e medie anticipati dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Dal ritorno del latino alle medie (dalla seconda media, un’ora a settimana, a scelta delle famiglie) alle modifiche del programma di storia, con una maggiore attenzione alle vicende che riguardano l’Italia, l’Europa e l’Occidente, passando per il potenziamento dello studio mnemonico di poesie e testi letterari…
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