In India come altrove esistono programmi di peer support e l’obbligo di revisione medica biennale/semestrale, ma molti piloti non dichiarano problemi per non essere sospesi. Come si rompe questo circolo vizioso di stigma, timore di perdere il lavoro o il salario, e silenzio auto-imposto? Come progettare un sistema che incoraggi l’auto-segnalazione senza penalizzare la carriera? «Il problema di eludere la segnalazione di disagi mentali, esistenziali o semplicemente comportamentali è antico…
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Si fa sempre più strada l'ipotesi dell'ombra della depressione dietro allo schianto del volo Air India costato la vita a 241 persone e un solo sopravvissuto. Stando a quanto rivelato dal Telegraph, gli investigatori sull'incidente, avvenuto lo scorso 11 giugno poco dopo il decollo a Ahmedabad, stanno esaminando le cartelle cliniche del pilota, per cui si ipotizza che soffrisse di problemi di salute mentale.
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Qualcuno, dentro la cabina del Boeing 787 di Air India, ha spento i motori. Qualcun altro sempre dentro la cabina, li ha riaccesi. Ma era troppo tardi e l’aereo volava a una quota troppo bassa. In mezzo lo scambio, registrato da una delle scatole nere: «Perché hai spento i motori?», chiede un pilota. «Non l’ho fatto», risponde l’altro. Dieci secondi, tanto passa tra quando i due interruttori che controllano il flusso di carburante si…
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Subito dopo il decollo dall’aeroporto di Ahmedabad, i motori del Boeing 787 di Air India — precipitato lo scorso 12 giugno — sono stati spenti, non si sono fermati per un guasto. E quando questo è avvenuto uno dei piloti ha chiesto all’altro: «Perché li hai fermati?». Ricevendo come risposta un «non l’ho fatto». Il dettaglio si trova a pagina 14 del rapporto preliminare d’indagine che le autorità indiane hanno pubblicato nella tarda serata dell’11 luglio.
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