Cronache dall'inferno che è diventato per alcune ore il Nepal alle prese con una improvvisa rivolta giovanile. Filippo Reggiani, informatico di Parma, era arrivato nel paese asiatico il 1 settembre assieme alla figlia 11enne e ai due genitori. Le proteste, che hanno portato alle dimissioni del primo ministro, erano iniziate in modo spontaneo, dopo che il governo aveva deciso di bloccare i social network
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Nepal: i giovani manifestanti ripuliscono strade e palazzi distrutti dopo le proteste A Kathmandu l'imponente operazione di pulizia dopo le devastazioni nei giorni delle proteste anti-corruzione che hanno portato alle dimissioni del Primo Ministro K. P. Sharma Oli. Centinaia di giovani si sono radunati presso l'ufficio del Dipartimento dei Trasporti del Nepal per rimuovere macerie, mobili rotti e vetri rotti
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L'ex presidente della Corte Suprema del Nepal, Sushila Karki, 73 anni, è stato indicato per guidare la transizione dopo le dimissioni del primo ministro Sharma Oli a seguito delle gravi rivolte nel Paese. Lo ha dichiarato all'Afp un rappresentante delle proteste. "Mentre parlo, il nome di Sushila Karki è in cima alla lista di coloro che vengono presi in considerazione per guidare il governo ad interim", ha detto una fonte che ha partecipato ai colloqui con l'esercito.
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Nepal, amministratore apostolico Bogati: “Rivolte dopo repressione governo” “Le misure repressive del governo hanno aumentato la tensione”, così l’Amministratore apostolico Bogati, sulle proteste in Nepal. Servizio di Rita Salerno
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Dopo Bangladesh e Sri Lanka è la volta del Nepal, terzo paese della regione a defenestrare il proprio governo. Il sistema politico nepalese, formalizzato con la Costituzione del 2015, è il risultato finale di un turbolento processo di transizione partito dall’abolizione della monarchia nel 2008 dopo una decennale guerra civile con in sottofondo insurrezioni di stampo maoiste. Il sistema è multipartitico, la competizione accesa, il trasformismo anche, viste le…
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KATHMANDU. Nel cuore della capitale nepalese, il giorno dopo, il fermento del cambiamento ha lasciato spazio all’insicurezza del futuro. Poche le persone in strada, tutte con occhi vitrei, spaventati. L’esercito ha preso il potere nel corso della notte tra martedì e mercoledì, segnando la fine di un caos che ha avuto vita breve ma estremamente intensa, con risvolti terribili. I nepalesi si sono s…
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Le manifestazioni guidate dalla Generazione Z contro corruzione e nepotismo hanno provocato almeno 23 morti e centinaia di feriti. In fiamme edifici istituzionali, ministri dimissionari e coprifuoco imposto dall’esercito mentre la crisi politica si aggrava.Da venerdì scorso il Nepal è travolto dalle...
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Dopo 48 ore in cui l’ondata delle proteste ha di fatto spazzato via l’intera classe politica che ha amministrato il Nepal dalla rivoluzione democratica del 2008, mercoledì 10 settembre il Paese sembra aver intrapreso un processo di graduale normalizzazione. A «imporre» la calma è stato l’esercito, che dalle 22 di martedì 9 settembre ha «preso in mano la situazione», pattugliando le strade di Kathmandu e ordinando all’intera popolazione nepalese – trenta milioni di abitanti – di seguire l’ordine di…
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Il tetto del mondo è in fiamme. Lunedì e martedì la capitale nepalese, Khatmandu, e le città di Itahari, Biringar e Bharatpur sono state inondate da maree di manifestanti che hanno protestato contro la corruzione, il nepotismo della classe dirigente e l’autoritarismo del governo. La reazione della polizia ha provocato 26 morti e più di 600 feriti causando la risposta dei manifestanti che hanno preso d’assalto i palazzi del governo e le case di diversi politici tra cui quella del premier, Khajda Prasad Sharma…
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