Contrordine: il palazzo di viale Papiniano 48 deve essere sequestrato. Il tribunale del Riesame infatti, su ricorso dei pm, ha disposto il sequestro preventivo del cantiere, dopo che il gip non aveva convalidato il provvedimento d'urgenza di novembre della Procura. Se per il gip Sonia Mancini il costruttore e il direttore dei lavori, indagati in una delle molte inchieste sull'urbanistica per abuso edilizio e lottizzazione abusiva, avevano agito "in buona fede", per il giudici del Riesame…
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È stato disposto dal Tribunale del Riesame di Milano il sequestro preventivo di un cantiere in centro a Milano, quello del progetto immobiliare in viale Papiniano 48, finito al centro di una delle indagini sull’urbanistica. Sequestro che era stato deciso d’urgenza dai pm lo scorso novembre, ma poi non convalidato dal gip. In questa tranche …
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Prima no, poi sì, adesso di nuovo no: stavolta a escludere che il privato costruttore possa invocare l’argomento della «buona fede» nei rapporti con il Comune, rispetto alla complicazione di parametri urbanistici contestati negli ultimi mesi dalla Procura, è il Tribunale del Riesame di Milano, che accoglie l’appello con il quale le pm Luisa Baima Bollone e Giovanna Cavalleri chiedevano di riformare il provvedimento con…
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– Per la Procura il cantiere andava sequestrato perché sussistevano gli estremi della “lottizzazione abusiva”, il gip aveva, invece, rigettato l’istanza delle pm Luisa Baima Bollone e Giovanna Cavalleri non riconoscendo alcuna “colpa“ del costruttore che comunque si era sempre interfacciato con la pubblica amministrazione. Ora il Riesame accoglie l’appello della Procura…
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Di nuovo un sequestro preventivo per il cantiere di viale Papiniano 48 perché “non c’è la buona fede” dei costruttori. Lo ha stabilito il Tribunale del Riesame di Milano dando di fatto ragione alla procura milanese, che aveva già messo i sigilli alla torre di otto piani in zona San Vittore in via d’urgenza lo scorso novembre per abusi edilizi. Ma il provvedimento non era stato poi convalidato dal…
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Il nuovo cambio di rotta nelle inchieste sull'urbanistica si concretizza nel tardo pomeriggio. Quando la polizia giudiziaria arriva in via Papinano, per sigillare il cantiere al civico 48. Sequestrato, a metà novembre. Poi dissequestrato dal giudice per le indagini preliminari, che riconosceva la "buona fede" dei costruttori di fronte a "prassi comunali altalenanti". Ora altri giudici, quelli del Riesame, hanno accolto il ricorso della procura e rimesso i sigilli.
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È un cortocircuito infinito. Nel pieno della bufera giudiziaria sui presunti abusi edilizi, «per la prima volta nel 2024» e poi successivamente la giunta comunale ha «recepito le tesi della Procura» e approvato un'interpretazione più restrittiva delle norme urbanistiche. Per la demolizione e ricostruzione di edifici superiori a 25 metri, stop alla famosa «super Scia» contestata dai pm e sì all'iter del piano attuativo, più lungo e con maggiore esborso a carico degli operatori.
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La «macchina è ripartita», dice l’assessora all’Urbanistica Anna Scavuzzo. Ma non tutti i costruttori hanno gradito la marcia ingranata da Palazzo Marino. Tant’è che, da quando il Comune ha deciso di adeguare le norme edilizie alle indicazioni della procura, sono arrivati 70 ricorsi al Tar. Gli operatori del settore, dunque, si ribellano a una normativa decisamente più stringente di quella in v…
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