Michela Murgia ci ha lasciato un anno fa, il 10 agosto: aveva 51 anni. Se n’è andata come ha vissuto: scegliendo. «Tutti dobbiamo morire. Il corpo muore. Non è nemmeno una cosa solenne. È la verità di ciascuno», scrive nell’autobiografia postuma curata per Mondadori da Beppe Cottafavi e Alessandro Giammei, intitolata, non a caso, Ricordatemi come vi pare. Perché ci sono tante Michela Murgia quante le persone che l’hanno conosciuta, anche senza averla mai incontrata.
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Inaugurato a Roma l’11 luglio 2024, su un muro della sede del Municipio V, in via di Torre Annunziata, il murale dedicato a Michela Murgia realizzato dalla street-artist Laika. “Ricordatemi come vi pare” c’è scritto,...
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A un anno dalla morte di Michele Murgia, il ricordo in piazza a Roma: "Ci ha insegnato a non stare zitte" In piazza per ricordare Michela Murgia, a un anno dalla sua morte, per portarne avanti l'eredità culturale, morale e politica. Il collettivo Purple square, nato all'indomani del funerale della scrittrice e intellettuale, si è riunito in piazza San Cosimato a Roma, per leggere alcuni passi dei suoi libri e ricordarne la…
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Un momento per ricordare Michela Murgia, a un anno dalla sua morte, per portarne avanti l'eredità culturale, morale e politica. Il collettivo Purple square, nato all'indomani del funerale della scrittrice e intellettuale, si è riunito in piazza San Cosimato a Roma, per leggere alcuni passi dei suoi libri e ricordarne la grandezza. "Ci ha insegnato tanto e oggi proviamo a portarne avanti il pensiero.
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Un anno senza Michela Murgia nel mondo della cultura italiana. Tanti i messaggi di cordoglio, tra i quali è spuntato quello struggente e intenso dell’amico e scrittore Roberto Saviano. “È tutto ancora qui, nulla è passato, nulla è stato elaborato. Vivo nella scissione geometrica tra la mente che sa cosa è accaduto e il corpo che continua ad attendere il suo ritorno, patendo il ritardo. Un anno senza Michela.
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Le immagini in diretta da piazza San Cosimato, uno dei luoghi di Roma che Michel Murgia preferiva: a un anno dalla scomparsa, è stata organizzata una piccola cerimonia di commemorazione in suo ricordo. Il raduno è stato organizzato dall'associazione «Purple square» nata dopo la morte della scrittrice.
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Il 10 agosto 2023 moriva a Roma la scrittrice sarda Michela Murgia. Aveva 51 anni. Lasciava un vuoto molto importante nel mondo intellettuale e culturale italiano, che ancora non è stato colmato. Le sue parole risuonano ancora. A lei sono stati dedicati murales, libri, podcast, articoli di giornale, trasmissioni televisive. Geppi Cucciari, durante “Splendida Cornice“, l’aveva ricordata citando le sue parole: “Ora è come se la mia voce riverberasse una eco che continua a risuonare, anche se io non sto più…
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“Ho avuto fortuna perché il mio tipo di lavoro mi permette un’introspezione e delle pause in cui posso guardare me stessa dall’esterno e in cui capisco che il tempo che sto vivendo è probabilmente il tempo migliore della mia vita. Io oggi le dico: questo è il tempo migliore della mia vita. Visto da fuori non lo è: ho il cancro, ho il tempo contato, come tutti del resto, ma io ho il conto più breve.
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“Io ci parlo sempre con lei, sorrido con lei e a volte ci litigo anche. È rimasta parte integrante del mio vivere”. È passato un anno dalla morte di Michela Murgia, ma il suo ricordo è più vivo che mai in chi ha imparato ad apprezzarla da lontano e in chi l’ha conosciuta e l’ha amata. Proprio come mamma Costanza, che a La Nuova Sardegna affida alcune riflessioni sulla figlia, scomparsa a 51 anni dopo una brutta malattia.
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Il ricordo di Michela Murgia soffia forte come il maestrale della sua Terra. Un vuoto che nessuno è riuscito a colmare, se non con le parole che suo figlio Alessandro Giammei ha saputo trasformare in una carezza per tutti coloro che oggi sentono più che mai la sua mancanza. È stato un anno pieno di lei, direbbe il suo adorato fillu de anima, ed è stato davvero così. È vissuta e vive ancora attraverso i suoi scritti, i libri postumi e nelle immagini…
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Storytel, con Carolina Capria e Silvia Grasso, le ha reso omaggio con il podcast «Splende e splenderà»: sei episodi per ripercorrere tutti i lavori della sua vita «Chi è un intellettuale? Murgia lo era?» Inizia con questa domanda il nuovo podcast di casa Storytel firmato dal duo composto da Carolina Capria e Silvia Grasso, consolidato dopo il successo della serie dedicata a Elena Ferrante dal…
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Un anno fa, il 10 agosto del 2023, moriva a Roma Michela Murgia, scrittrice e attivista. Aveva vissuto la sua malattia, un cancro al rene, raccontandola, e aveva voluto, negli ultimi mesi di vita, rendere pubblico il suo matrimonio queer con l’attore Lorenzo Terenzi ma non solo: sui social mostrava l’affetto e i legami della sua famiglia allargata, composta dalle amiche – Chiara Valerio, Patrizia…
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A un anno dalla scomparsa di Michela Murgia, ecco perché la scrittrice e attivista non è più viva (e necessaria) che mai. È passato un anno da quando Michela Murgia non c’è più e, a costo di apparire retorico, dirò la frase più abusata e inflazionata quando una persona muore: non è vero che non c’è più, che se n’è andata, è rimasta esattamente dove sa di poterla trovare chi l’ha conosciuta, persino chi l’ha solo sfiorata.
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Il 10 agosto di un anno fa moriva a Roma Michela Murgia. La scrittrice originaria di Cabras, dove era nata nel 1972, ha vinto i premi Campiello, Dessì e SuperMondello con “Accabadora”. Da sempre si è impegnata per abbattere il muro del patriarcato e sviluppare il concetto di famiglia “queer”. Nel suo primo libro, “Il mondo deve sapere”, aveva raccontato le vicissitudini degli operatori di telemarketing che lavoravano in un call center facendo emergere stati di sfruttamento economico e manipolazione psicologica.
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Oggi è difficile scrivere di lei pensando che non ci sia più perché, in fondo, Michela Murgia è sempre stata qui. Non se n'è mai andata. In questi 365 giorni le sue parole hanno continuato ad essere ovunque: sui muri, nei giornali, nei post sui social, alla radio. Nella mente di molti di noi, nei gesti, dentro i megafoni alle manifestazioni, nei libri, in quelli da poco usciti in libreria e in quelli che stanno per essere stampati.
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Murgia, che sapeva di avere poco tempo da vivere, aveva quasi pianificato la sua morte, non solo tra i suoi affetti personali – la sua famiglia queer – ma anche consegnando alle sue lettrici e ai suoi lettori diversi testamenti. Un’eredità di parole pensate con cura, anticipando ciò che molti avrebbero pensato in quest’anno che è passato dal 15 agosto 2023: Michela, quanto avremmo ancora bisogno di te.
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Michela Murgia e i suoi eredi social: “Lottiamo per lei” di Chiara Valerio A un anno dalla morte della scrittrice, intervistiamo alcuni attivisti del collettivo Purple Square. Le loro risposte arrivano in un linguaggio in cui tante parole finiscono con la lettera “y”. A partire da “Murgy”
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. Infanzia, Sardegna Michela Murgia racconta la sua infanzia a Cabras, il suo rapporto con la Sardegna e la lingua sarda. Ogni lingua ha dietro un mondo. Ogni domanda può avere risposte diverse, se si pensa in italiano o in sardo. Ma utilizzare la lingua del cuore ha un'intensità diversa. Cabras era un luogo di vacanze, in cui i bambini, i compagni di giochi, cambiavano sempre, ma erano lasciati molto liberi.
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Di mamma non ce n'è una sola. Esiste un filo invisibile, intessuto d’amore, che può unire le persone più della genetica. La scrittrice Michela Murgia condivide la sua esperienza di “fill’e anima”. Lo fa dal punto di vista della figlia e della “madre in spirito” che è stata. Un legame paragenitoriale che supera i confini della genitorialità tradizionale e dell'adozione come la conosciamo. Una realtà radicata in Sardegna, dove la drammaturga ha le sue origini.
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Sta facendo molto discutere, ormai da giorni, il murale a Roma dedicato a Michela Murgia, la scrittrice prematuramente scomparsa, punto di riferimento delle battaglie arcobaleno funzionali alla globalizzazione neoliberale. Il murale, dedicato alla scrittrice attivista arcobaleno scomparsa il 10 agosto del 2023, è ancora in fase di realizzazione, su progetto di Arcigay, ha spiegato il capogruppo del PD in Consiglio Comunale, Claudio Poverini.
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Il giorno della scomparsa di Michela Murgia, Teresa Ciabatti ha pubblicato su Instagram una foto della scrittrice, giovane, sorridente, accompagnata da una sola parola a fare da didascalia. «Michela». In questo anno le istantanee sono state tante, i momenti insieme, le copertine dei libri. Ciabatti, autrice anche lei e tra le penne più interessanti del panorama italiano, ricorda prima di tutto Murgia come la grande amica che era.
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