Una folla oceanica ha invaso il centro di Madrid rispondendo alla chiamata del Partito Popolare spagnolo che per domenica ha indetto manifestazioni contro l'investitura di Pedro Sanchez in tutti i capoluoghi di provincia della Spagna. Decine di migliaia di dimostranti protestano in tutto il Paese dopo che il premier ad interim ha stretto accordi con gli indipendentisti catalani di Carles Puigdemont per la formazione del nuovo governo.
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Destra e sindacati in piazza per manifestare contro l'amnistia per gli indipendentisti e le concessioni proposte da Sanchez (Psoe) per tornare al governo. Dopo le proteste che nei giorni scorsi hanno interessato Barcellona, Valencia e altre città spagnole, ieri sera più di 8.000 persone (secondo fonti ufficiali del Governo) si sono date appuntamento a Madrid. La tensione è andata crescendo, finché gli agenti antisommossa della Polizia Nazionale hanno caricato contro i…
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Centinaia di manifestanti sono scesi in piazza per protestare contro l'accordo tra il Psoe e Junts che prevede l'indulto per i protagonisti della tentata secessione catalana del 2017 in cambio dell'appoggio per un nuovo governo Sanchéz PUBBLICITÀ Feroci proteste sono scoppiate in diverse città spagnole giovedì a seguito dell'accordo tra il Partito socialista spagnolo (Psoe) e i separatisti catalani di Junts per Catalunya.
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Dopo settimane di intense trattative, il PSOE e Junts per Catalunya hanno annunciato ieri l’accordo che dovrebbe garantire a Pedro Sánchez altri quattro anni alla Moncloa e inaugurare contemporaneamente una nuova stagione in cui «risolvere il conflitto storico sul futuro politico della Catalunya». Il documento firmato dai due partiti a Bruxelles (dove Carles Puigdemont risiede dal 2017) pretende disegnare un ambizioso scenario di medio-lungo periodo nel quale la tenuta dell’accordo è però…
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Era tutto scritto (e infatti a settembre su Atlantico Quotidiano l’avevamo già anticipato nei dettagli): il patto di lotta e di governo tra socialisti e nazionalisti catalani è stato annunciato ieri separatamente, ma praticamente in contemporanea, dai rispettivi portavoce. Patto col diavolo Pedro Sánchez si assicura la permanenza alla Moncloa per i prossimi quattro anni grazie ai sette voti del partito secessionista di Carles Puigdemont (Junts per Catalunya).
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