A questo punto, come sottolinea Falasca, si pongono due condizioni: il primo requisito da verificare è che l’infortunio presenti un collegamento con lo svolgimento dell’attività lavorativa. Non basta, infatti, che l’episodio si verifichi mentre il dipendente è in servizio: è necessario accertare l’esistenza di un rapporto di causa ed effetto tra la prestazione resa e il danno subito. Così, ad esempio, la relazione può ritenersi sussistente quando il lavoratore si infortuna…
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Gli infortuni domestici durante lo smart working valgono come quelli sul lavoro. Sentenza choc del Tribunale di Padova, sezione Lavoro, a favore di un dipendente pubblico, una donna di 60 anni che lavora per il Dipartimento giuridico dell’Università di Padova. È la prima volta in Italia che un infortunio occorso durante lo svolgimento della prestazione professionale da remoto viene riconosciuto come infortunio sul lavoro, e ammesso in quanto tale al risarcimento delle…
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Una recente decisione del Tribunale del lavoro riporta l’attenzione su un tema sempre più attuale: la tutela dei lavoratori in smart working. Il caso riguarda una dipendente dell’Università di Padova che, durante l’attività lavorativa svolta da casa, ha riportato una grave frattura al piede. L’incidente è avvenuto mentre la lavoratrice era impegnata in una riunione in videoconferenza. Alzandosi dalla postazione domestica, è caduta riportando una doppia frattura alla caviglia destra, un trauma che ha reso necessario un intervento…
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La decisione del Tribunale di Padova, che ha riconosciuto come infortunio sul lavoro la caduta domestica di una dipendente in smart working, apre un fronte delicato, ben oltre il singolo caso. La vicenda - sostenuta dal sindacato Fgu Gilda Unams e finita con l'obbligo di rimborso delle spese mediche - fotografa infatti tutte le ambiguità di un modello organizzativo che la pandemia ha di fatto imposto.
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Una dipendente dell'università di Padova si era rotta la caviglia mentre lavorava da casa durante il Covid Una dipendente di 60 anni dell’università di Padova si è vista riconoscere dall’Inail un infortunio sul lavoro patito mentre era in smart working durante il periodo Covid. La donna l’8 aprile 2022 era inciampata, fratturandosi la caviglia, mentre lavorava da casa, collegata con l’ufficio da remoto.
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L’incidente dieci minuti prima della fine del turno. La lavoratrice, dipendente dell’Università di Padova, sta partecipando a una riunione in zoom, si alza per prendere dei documenti, ma cade e si rompe la caviglia. L’Inail inizialmente non riconosce l’infortunio sul lavoro e nega il risarcimento delle spese mediche sostenute dalla lavoratrice, che ricorre, e vince il ricorso in tribunale. Per l’Italia è una prima volta.
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Una sentenza che farà sicuramente storia quella del tribunale di Padova, che ha riconosciuto l'indennizzo per infortunio sul lavoro a una dipendente che si trovava in smart working. L'episodio, che si è verificato nell'aprile del 2022, potrà sicuramente essere ripreso come modello per molte altre cause che saranno dibattute in futuro. Stando a quanto riferito, la donna, un'impiegata nell'area amministrativa della sede centrale del Consorzio Del Bo, stava…
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A una dipendente dell’università di Padova che si è rotta la caviglia mentre lavorava a casa in smart working è stato riconosciuto con una sentenza di Tribunale l'”infortunio sul lavoro“. Inizialmente, l’Inail aveva stabilito che l’infortunio fosse “indennizzabile”, ma poi ha fatto dietrofront, escludendo la natura di infortunio sul lavoro ed etichettandolo invece come “infortunio domestico”. L'infortunio della lavoratrice in smart…
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Infortunata a casa mentre era in smart working, una sessantenne padovana ha ottenuto il riconoscimento dell'infortunio sul lavoro e i conseguenti risarcimenti. La sentenza è stata emessa del Tribunale di Padova l'otto maggio scorso ma è stata resa nota in questi giorni, scrivono i quotidiani locali, dal sindacato Fgu Gilda Unams. La donna ha ottenuto il riconoscimento dell'invalidità, corrisposta al 9% in accordo con l'Inail.
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