"Emergenza umanitaria senza precedenti", "Situazione esplosiva", "Totale collasso istituzionale": Così è ormai descritta la crisi che attanaglia Haiti, Paese raffigurato come una nave alla deriva senza comandante. In questo scenario tragico, in cui metà della popolazione non riesce ad alimentarsi degnamente e ha nell'emigrazione l'unica speranza, opera da 25 anni Fondazione Avsi, una organizzazione della società civile con quartier generale a Milano
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Lo scorso primo marzo il Responsible Statecraft1, rivista online del Quincy Institute, istituto di ricerca e analisi geopolitica statunitense, titolava “20 years after the US ousted Haiti’s president” (Dal colpo di stato al caos: 20 anni dopo la deposizione del presidente di Haiti da parte degli Stati Uniti). La stessa testata, tornando sull’argomento a una settimana di distanza2, definiva la crisi come la “…conseguenza prevedibile di 14 anni di sostegno degli Stati Uniti a regimi antidemocratici collegati al partito PHTK3 …
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Accusato di uno dei peggiori eccidi nelle bidonville di Port-au-Prince, Jimmy Chérizier oggi guida un’alleanza di nove bande armate. E rifiuta il “piano di pace” patrocinato dagli Usa. «È il nostro popolo a dover scegliere i propri leader»
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