Sarà una questione tra Tadej Pogacar e Mathieu Van Der Poel, i rivali-amici che alla vigilia della Doyenne scaldano già i motori davanti a microfoni e taccuini. Le dichiarazioni di Pogacar Un anno fa l'ultima gara del Trittico delle Ardenne fu fatale per il prosieguo delle ambizioni stagionali dello sloveno, che cadde proprio nei primi chilometri e si fratturò il polso: il ritorno in tempo in vista del Tour de France 2023 sarebbe stato possibile, ma il dazio da pagare in termini di condizione…
Leggi
Non ci sono alternative: i riferimenti sono soltanto la Storia e Eddy Merckx. La Liegi-Bastogne-Liegi è la classica Monumento più vecchia, prima edizione 1892, quattro anni prima della Roubaix (e della nascita della Gazzetta dello Sport). Con il Giro di Lombardia è la più dura: i Muri in pavé delle Fiandre, brevi e arcigni come rampe di garage, qui diventano salite anche di 4 chilometri, dove conta meno l’esplosività e più la resistenza ad altissima…
Leggi
LIEGI (Belgio) – «Ci proverò, ma sarà difficile. Non ho il terreno giusto – dice Van der Poel – e davanti questa volta c’è Pogacar, che è davvero forte in questo tipo di gare. Penso che la stagione sia già stata molto buona e penso che le gare passate fossero le più adatte a me, ma sono qui per provare a vincere». Il campione del mondo risponde quasi annoiato alle domande che lo speaker deve necessariamente fargli, altrimenti come la scalda la poca gente accorsa sotto al palco? Piove a sprazzi e a sprazzi…
Leggi
La Liegi-Bastogne-Liegi è l'ultima delle classiche monumento primaverili ma per tradizione e impegno richiesto resta tra le più ambite e l'edizione in programma domani, la n.110, non fa eccezione. Assenze pesanti, come quella di Remco Evenepoel e Wout Van Aert, causate dalla tante e drammatiche cadute nelle corse dell'ultimo mese, hanno in parte ridotto il tasso tecnico del gruppo, dove resta elevato lo stato di allerta per i rischi in agguato anche domani, complice pure un meteo che non si preannuncia favorevole.
Leggi
