Le braci dell'antagonismo militante bruciano in questo fine dicembre tra la chiusura del centro sociale Askatasuna nei giorni immediatamente precedenti il Natale e lo smantellamento di quella che gli investigatori hanno definito "cellula italiana dell'organizzazione Hamas". Mohammad Hannoun, ora in carcere con altre 8 persone perché considerato parte fondamentale di quella cellula, è stato per due anni a capo delle manifestazioni pro Palestina di Milano e quando è stato destinatario di fogli di via dal…
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La legalità è tornata più forte a Torino dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna. I militanti antagonisti, sin dal 15 ottobre 1996, avevano occupato lo stabile in corso Regina Margherita, comportandosi da padroni e intimidendo il quieto vivere dei cittadini. Per questo motivo il Secolo d'Italia ha deciso
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Molti abitanti del quartiere in cui si trova l’edificio di corso Regina 47 hanno protestato contro lo sgombero. Hanno ricordato che quell’edificio non era soltanto un centro organizzatore di azioni violente, ma costituiva anche un punto importante di aggregazione sociale, dove trovavano spazio iniziative culturali, proiezioni, discussioni, giochi e attività per i bambini del quartiere, servizi va…
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I militanti diAskatasuna stanno predisponendo il loro capodanno di protesta dopo lo sgombero del centro sociale torinese. Gli antagonisti hanno annunciato e preparato una manifestazione nella notte di Dan Silvestro in concomitanza con due importanti eventi di festa in programma a Torino: uno presso il Teatro Regio e l’altro all’Inalpi Arena. Per tale motivo è previsto un presidio straordinario delle Forze dell’Ordine.
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Un occhio agli scontri di una settimana fa, con i primi trenta indagati. E un altro alla manifestazione del 31 dicembre, al grido di “Aska è la mia città”: la Digos della questura di Torino lavora su due fronti e l’allerta è massima in questi giorni, viste le tensioni dopo lo sgombero del centro sociale di corso Regina Margherita 47. L’attesa per l’ultimo dell’anno è alta ma tutto dipenderà da qu…
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Fanno un deserto e lo chiamano legalità. Lo sgombero del centro sociale Askatasuna a Torino, che segue di pochi mesi quello del Leoncavallo a Milano, e i prossimi annunciati ministero dell’Interno in tutta Italia, sono il volto più visibile e cruento di un disegno di potere che ha per obiettivo non solo le città come spazi di relazioni, vita collettiva e conflitti, ma l’idea stessa di cittadinanza come dispositivo di appartenenza, partecipazione, emancipazione.
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Proseguono le indagini della Digos di Torino in relazione al corteo dello scorso 20 dicembre, promosso in solidarietà al centro sociale Askatasuna e degenerato in gravi episodi di violenza ai danni delle Forze dell’Ordine. La Questura rende noto che, allo stato attuale, sono oltre trenta i manifestanti già riconosciuti per il loro coinvolgimento diretto negli scontri: le loro condotte saranno segnalate all’Autorità Giudiziaria.
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Il caso dello sgombero del centro sociale Askatasuna, a Torino, conferma quanto sia attuale e perfino drammatica, in questo tempo che stiamo attraversando, la contrapposizione fra due possibili visioni del diritto, cui poi corrispondono due visioni del mondo tout court, radicalmente diverse l’una dall’altra: da una parte il diritto come forza, dall’altra il diritto come condivisione. Il diritto come forza: nel senso di un diritto che si concepisce solo come minaccia calata dall’alto, semplicemente funzionale a reprimere e punire…
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