Militanti da tutta la Sardegna si sono ritrovati ieri mattina a Macomer per protestare contro le inaccettabili condizioni di vita all’interno della struttura che, in provincia di Nuoro, ospita 48 migranti. Una parte dei quali, dopo la rivolta che la scorsa settimana ha reso inagibile una parte dell’edificio a seguito dell’incendio appiccato dai migranti ai materassi delle camere, è stata trasferita a Roma nel Cpr di Ponte Galeria
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Da Milano riparte il movimento per la chiusura di tutti i Cpr italiani. Il messaggio che questa manifestazione manda al resto del paese e al governo Meloni è sintetizzato nello striscione d’apertura: «No Cpr, no lager di Stato, né a Milano né altrove, né in Libia né in Albania». Attorno alla rete Mai Più Lager – No ai Cpr che ha promosso la manifestazione milanese si sono aggregate realtà storiche della attivismo antirazzista e nuovi collettivi.
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Il corteo aperto dallo striscione "No cpr no lager di Stato" Alcune migliaia di persone stanno partecipando a Milano alla marcia per chiedere la chiusura dei Cpr, i centri di permanenza e rimpatrio. Il corteo è aperto dallo striscione ‘No cpr no lager di stato né a Milano né altrove né in Libia né in Albania’. “Ho trovato nei cpr una situazione di degrado, sofferenza ed abbandono non rilevabile in altri contesti nel Paese anche di detenzione o lavoro in carcere e la denuncia che la rete…
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Un corteo pacifico, da piazza Tricolore al Cpr di via Corelli a Milano, per chiederne la chiusura. Milleduecento manifestanti hanno marciato oggi pomeriggio per tre chilometri per protestare contro le strutture di permanenza e rimpatrio di tutta Italia. In testa lo striscione “No Cpr, no lager di Stato, né a Milano né altrove né in Libia né in Albania”. La manifestazione è stata…
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Migranti, a Milano in migliaia per chiedere chiusura dei Cpr 06 aprile 2024 Alcune migliaia di persone stanno partecipando a Milano alla marcia per chiedere la chiusura dei Cpr, i centri di permanenza e rimpatrio. Il corteo è aperto dallo striscione ‘No cpr no lager di stato né a Milano né altrove né in Libia né in Albania’. “Ho trovato nei cpr una situazione di degrado, sofferenza ed abbandono non rilevabile in altri contesti nel Paese anche di detenzione o lavoro in carcere e la denuncia che la rete…
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È partito da piazza Tricolore a Milano il corteo organizzato dalla rete ‘Mai più lager, no ai Cpr’ per chiedere la chiusura di tutti i centri di permanenza per i rimpatri. Sul furgone che ha aperto il corteo, un’immagine che ritrae la premier Giorgia Meloni, il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi con i volti imbrattati di vernice rossa a rappresentare il sangue.
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«No Cpr, no lager di Stato». Dietro a un lungo striscione giallo, in 500 stanno manifestando a Milano contro le strutture di permanenza e rimpatrio. Il corteo, partito sabato pomeriggio da piazza Tricolore, non a caso è intenzionato a raggiungere il Cpr milanese di via Corelli. All’iniziativa, convocata dalla «Rete No Cpr» hanno aderito numerose sigle della sinistra, pacifiste e di associazioni impegnate sui temi dell’immigrazione e…
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Milano – Chiudere subito i Cpr. È la richiesta che arriva dai circa 500 manifestanti che si sono dati appuntamento in piazza Tricolore a Milano, per chiedere una nuova politica dei flussi migratori che non costringa chi scappa dalla guerra a essere trattenuto fino a 18 mesi negli ex Cie perché non in regola con i documenti di soggiorno. Missing CaptionMissing Credit Tante le bandiere e le sigle che prendono parte alla richiesta di chiudere strutture “inumane”, come ha dimostrato…
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Chiudere i Cpr. È la richiesta del corteo partito sabato pomeriggio da piazza Tricolore, a Milano, a cui partecipano diversi partiti e anche alcuni consiglieri comunali. L'obiettivo: una nuova politica dei flussi migratori che non costringa chi scappa dalle guerre a essere trattenuto nei Cpr fino a 18 mesi, perché non in regola col permesso di soggiorno. Al corteo hanno preso parte alcune migliaia di persone.
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“Basta lager di Stato né a Milano né in Albania”. Lo dicono le attiviste e gli attivisti della Rete Mai più Lager No ai Cpr che questo pomeriggio sono scesi in piazza a Milano per chiedere la chiusura dei Cpr. Una manifestazione nazionale alla quale hanno aderito realtà da tutta Italia, dal mondo dell’associazionismo ai sindacati autonomi e confederale. “Il commissariamento del Cpr di Milano è la prova che non è possibile…
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Un centinaio di manifestanti, controllati da una imponente presenza delle forze dell'ordine, hanno dato vita stamattina ad una azione contro il Cpr a Macomer, del quale si chiede la chiusura immediata. «Tutti i Cpr devono essere chiusi - urlano a turno i manifestanti - cominciamo da quello di Macomer». Con slogan e striscioni, i rappresentanti di diversi movimenti politici hanno presenziato alla manifestazione annunciata da tempo dall'assemblea Non Cpr Sardegna
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Luoghi violenti o luoghi necessari? Si terrà domani, 6 aprile, la manifestazione nazionale per chiedere la chiusura di tutti i Cpr. Partenza alle 15 da piazza del Tricolore. Strutture "irriformabili" secondo i promotori del corteo, tra cui Maruzio Acerbo segretario nazionale del Prc, e Stefano Galieni, responsabile immigrazione del partito. A organizzare la manifestazione la rete 'Mai più lager, no ai Cpr', alla quale Rifondazione Comunista ha aderito sin dal 2018.
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Alcuni consiglieri hanno proposto che il Comune di Milano si costituisca parte civile all'eventuale processo sul Cpr di via Corelli: "Dimostrerebbe un impegno tangibile per la giustizia sociale e la difesa dei più vulnerabili".
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L'Associazione Aglietta anticipa la manifestazione di domani a Milano 'Ma più Lager - NO ai CPR' a cui ha aderito un folto numero di sigle. Nel farlo espone uno striscione a Palazzo Civico. "Dissentiamo dal mescolamento di temi e argomenti come la sezione per la Palestina all'interno del corteo. Per tale motivo non parteciperemo domani. La Palestina non può essere la linea guida di ogni questione. Il comune di Torino ha approvato da tempo l'ordine del giorno sulla non riapertura del CPR.
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Un ordine del giorno in cui si chiede al Comune di costituirsi parte civile in un eventuale processo sul Cpr di via Corelli. I promotori della richiesta sono stati i consiglieri comunale Carlo Monguzzi, Alessandro Giungi, Tommaso Gorini, Francesca Cucchiara e Enrico Fedrighini. "Invitiamo il sindaco e la giunta a prendere una posizione chiara e decisa. Questo atto non solo dimostrerebbe un impegno tangibile per la giustizia sociale e la difesa dei più vulnerabili…
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Milano – Nulla è cambiato al Centro di permanenza per il rimpatrio di Milano. Il commissariamento disposto ormai 3 mesi fa dalla procura non ha sortito effetti migliorativi, non ancora per lo meno. Se la finalità era invertire la rotta rispetto a quanto emerso dall’inchiesta, tuttora in corso, a carico dell’ultimo gestore del centro e rendere via Corelli qualcosa di più simile ad una casa di vetro, la bussola continua ad indicare la direzione sbagliata e il vetro è ancora…
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Una commissione d’inchiesta sul Cpr di via Corelli a Milano. È questa la richiesta che 27 consiglieri lombardi hanno depositato questa mattina in Regione. “Dopo il commissariamento di fine dicembre, le condizioni non sono cambiate” racconta il consigliere di Patto Civico Luca Paladini – il tema della detenzione amministrativa è un obbrobrio in termini di diritti umani”. Nei primi tre mesi di…
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«Il Cpr non è vita, vieni maltrattato e dimenticato da tutti. Devi urlare per chiedere ogni cosa. Ho visto gente sbattere la testa contro il muro solo per chiedere di accendere una sigaretta. Preferisco morire che tornare lì dentro». Nabil vive in Italia da 20 anni, è originario del Marocco, ma è cresciuto a Cremona dove ha moglie e figli. Dopo una condanna, già scontata, non è più riuscito a rinnovare il permesso di soggiorno e a inizio febbraio è finito dentro al Cpr di via Corelli a Milano
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Episodi di violenza, autolesionismo, tentativi di suicidio, reclusi che restano senza cure mediche dignitose. Nel Cpr, Centro di permanenza e rimpatrio, di via Corelli tutto è rimasto uguale. Nonostante il commissariamento di dicembre scorso. A dirlo, il consigliere regionale Luca Paladini della lista Majorino presidente, che nel Cpr c’è andato per ben due volte – a marzo e lunedì scorso – dopo l’intervento a gamba testa della Procura, la quale aveva messo sotto inchiesta l’allora…
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Immagina di essere sopravvissuto alla violenza e agli abusi dei lager libici per poi essere detenuto in condizioni disumane in Italia, senza aver commesso alcun reato, se non quello di cercare protezione o una vita migliore. È quello che può succedere alle persone straniere che finiscono nei CPR, Centri di Permanenza per il Rimpatrio, in cui vengono trattenuti, per un periodo che può durare fino a 18 mesi, coloro che sono in attesa di essere rimpatriati È la cosiddetta detenzione amministrativa, a cui si viene sottoposti spesso…
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La scelta della meta della vacanza è influenzata dalla presenza di anziani e bambini. Hanno esigenze diverse e richiedono un’attenzione particolare. La vacanza con bambini piccoli o con anziani ha bisogno di pianificazione. Il rischio è che nessuno si diverta e si ritorni a casa più stanchi e afflitti di quando si è partiti. I bambini hanno tanti bisogni da soddisfare soprattutto se molto piccoli. Gli anziani anche hanno le loro esigenze legate…
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