Dalla nostra inviata L'incendio nell'appartamento della madre, lui che bivaccava nel cortiletto di casa, i rumori a notte fonda «che sembrava un terremoto». «Alla fine è arrivato a uccidere», è il dolore della sorella ventiquattrenne Awa, studentessa di Ingegneria a Bergamo. A Suisio, dove abitava, Moussa Sangare non è certo ricordato come un coinquilino pacifico. «Avevamo paura…
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Moussa Sangare sparisce dalle telecamere pedalando come un razzo sulla sua bicicletta. L’ultima lo riprende all’1.05 a Chignolo d’Isola, mentre Sharon Verzeni è a terra, in via Castegnate a Terno d’Isola, accoltellata alle 0.50, e i soccorritori tentano l’impossibile. Salvarla. Lui scompare dai radar e trovarlo diventa fondamentale per le indagini, ma resta in zona. A Suisio, dove è cresciuto e abita, si vede ancora in giro.
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Per Sergio Ruocco è la prima giornata da uomo libero. Sollevato dal peso dei sussurri di paese, dalle congetture sulla morte della compagna Sharon Verzeni, «da quegli sguardi che mi sentivo addosso e facevano male». Moussa Sangare ha confessato l’omicidio, a uccidere la donna è stato proprio quello sconosciuto che Ruocco, con fiducia incrollabile nei confronti della compagna, ha sempre immaginato come possibile…
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"Perché, perché, perché?". Sharon Verzeni si sarebbe rivolta così a Moussa Sangare mentre veniva accoltellata a morte in via Castegnate a Terno d’Isola. L'uomo, 31enne, che ha confessato l'omicidio della barista 33enne compiuto nella notte tra 29 e 30 luglio, a quanto si apprende ha riferito parole e dettagli agli inquirenti durante l'interrogatorio nella caserma del comando provinciale dei carabinieri di Bergamo
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Che l'omicidio di Sharon Verzeni a opera di Moussa Sangare non fosse frutto di un "raptus violento" ormai lo stanno riconoscendo in molti. Il 31enne italiano con origini africane ha confessato alle forze dell'ordine di essere il killer della barista. Il ragazzo, a detta di chi lo conosceva bene e viveva accanto a lui, da tempo destava preoccupazione. Sono numerosi gli episodi di violenza che lo hanno visto come protagonista.
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Moussa Sangare, il 31enne che ha confessato di aver ucciso Sharon Verzeni la notte tra il 29 e 30 luglio a Terno d'Isola, agli inquirenti ha detto di essere uscito con «il feeling» di accoltellare qualcuno. Così si sarebbe espresso durante l'interrogatorio dell'altra notte con un linguaggio da rapper, spiegando che quella sera, contrariamente al solito, con gli amici non aveva fumato hashish o bevuto birra
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Moussa Sangare è stato arrestato la notte scorsa per l'omicidio di Sharon Verzeni. Il racconto dei due testimoni che hanno contribuito all'identificazione del 31enne: "Era strano, ci ha fissati a lungo"
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No, Sharon Verzeni non è stata uccisa "senza motivo" Le prime indagini dopo l'omicidio (foto LaPresse) Dopo giorni di ipotesi e ricerche, ecco la svolta: "Ho ucciso io Sharon Vezeni, l'ho fatto senza motivo". La confessione shock arriva dal cosiddetto "uomo in bicicletta", ripreso quella notte da una telecamera proprio nelle vicinanze del luogo dove la ragazza è stata accoltellata. Il carnefice è un 31enne, nato e cresciuto a Milano, ma da una famiglia africana.
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Orrore alle Mauritius dove una giovane professoressa universitaria di 29 anni è stata uccisa durante una vacanza da un uomo che avrebbe conosciuto su un’app di incontri. La donna era partita dalla Russia e avrebbe iniziato a chattare online con uno sconosciuto. Secondo la stampa nazionale, la 29enne aveva deciso di incontrare l’uomo con il quale scambiava messaggi ogni giorno e così i due avevano fissato un appuntamento in spiaggia.
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