L’arcivescovo e i sacerdoti pellegrini ad Assisi. In preghiera davanti alle spoglie di Francesco Non ci sono parole per descrivere l'emozione vissuta dal clero leccese guidato dall'arcivescovo Angelo Raffaele Panzetta, pellegrino ad Assisi. Al mattino presto una trentina di sacerdoti sono partiti da Lecce per giungere nel primo pomeriggio nella città del Serafico Padre, patrono d'Italia, San Francesco.
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ASSISI. La città è avvolta da un sole gentile di fine inverno. Le strade strette e le piazze sembrano più piccole di quanto siano, perché su di esse si riversa un fiume di persone: pellegrini da ogni angolo del mondo, da ogni continente, spinti dal bisogno di incontrare qualcosa che trascenda il visibile. «Assisi è microscopica – commenta una donna mentre si incammina verso il Sacro Convento - eppure il mondo intero la conosce…
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Nel quadro delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, l’ostensione delle sue spoglie presso la Basilica papale di San Francesco in Assisi si configura come evento di alta densità teologica. Non semplice memoria storica, ma gesto ecclesiale che rende visibile la radicalità della sequela Christi vissuta dal Poverello: spogliazione, minorità, fraternità universale.
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Assisi Nei Fioretti di Ugolino da Brunforte arrivati dal Trecento sino a noi, si racconta di come, un giorno, San Francesco fu interpellato «quasi proverbiando» da frate Maffeo da Marignano e gli pose una questione di non poco conto. «Perché a te tutto il mondo viene dirieto (...)? Tu non sei bello uomo del corpo, tu non sei di grande scienza, tu non sei nobile, onde dunque a te che tutto il mondo ti venga dietro?».
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Edoardo Giribaldi – Città del Vaticano La libertà che non possiede, ma si affida. Che non domina, ma serve. San Francesco ha incarnato questa indipendenza dalla “logica del mondo”, e farla propria non significa rifugiarsi nel passato con “sguardo nostalgico”, ma affrontare con fermezza le sfide del presente. È questa la chiave di lettura offerta dal cardinale Ángel Fernández Artime, pro-prefetto del Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica…
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Dopo la diffusione delle prime immagini cresce l'interesse per l'ostensione della spoglie di San Francesco ad Assisi. Tanti i pellegrini che cercando di venire di persona. I numeri sono già capogiro, i posti rimasti a disposizione pochi e intanto sono arrivati media da tutto il mondo. di Valentina Antonelli, riprese di Sergio Gisti, montaggio di Paolo Canestri, con le interviste ad Andrea Rossi, addetto stampa del Sacro Convento di Assisi, Andrea Cova, coordinatore editoriale della Rivista San Fracnesco.
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(Foto Sacro Convento di San Francesco) “È proprio vero che san Francesco vive! Migliaia di persone, in un clima di raccoglimento ma anche di gioia, hanno varcato le porte della basilica per venerare i resti mortali di san Francesco e sentirlo sussurrare nel loro cuore una parola di bene che sostiene e fa crescere. Un segno tangibile di questa gioia composta e…
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Una prima domenica di Quaresima che Assisi farà difficoltà a dimenticare. La cittadina umbra è abituata da sempre alle invasioni di pellegrini. Quella avvenuta ieri, però, ha un sapore particolare perché legata alla prima ostensione pubblica e prolungata dei resti di San Francesco. Un evento straordinario che cade nell'anno dell'800esimo anniversario della sua morte e che si prolungherà per un mese, fino al 22 marzo.
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Ostensione, invasione prevista ma raramente vista. E sarà così per un mese, dalle 7.30 nei feriali alle 19; dalle 7 nei fine settimana. Tantissima gente, si parla di 20mila persone nell’arco della sola giornata ieri, per la prima ostensione pubblica e prolungata delle spoglie mortali di San Francesco a ottocento anni dalla morte. C’è chi si è messo in fila all’alba per attendere il proprio turno (l’accesso alla Basilica inferiore dove è presente la teca con i resti mortali del Santo è consentito solo…
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In occasione dell'ottavo centenario della morte di San Francesco di Assisi, Italia Nostra sezione di Andria con il contributo della BCC Banca di Andria e la collaborazione della parrocchia di Santa...
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“L’ostensione rientra tra le tante iniziative che vogliono testimoniare come il Santo di Assisi sia ancora oggi un dono per tutti”, ha dichiarato fra Giulio Cesareo, direttore dell’ufficio comunicazione del Sacro Convento di Assisi. Il gesto è stato benedetto da Papa Leone XIV, ma già Papa Francesco lo aveva incoraggiato nel 2023
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Ad Assisi folla all'esposizione delle spoglie di San Francesco 22 febbraio 2026 Le ossa di San Francesco d'Assisi sono state esposte al pubblico per la prima volta oggi, a coronamento di una saga lunga 800 anni sulle sue spoglie mortali . Quasi 400.000 persone si sono registrate in anticipo per vedere i frammenti ossei, conservati in una teca di plexiglass antiproiettile nella Basilica inferiore di San Francesco, nella città umbra resa famosa dal frate medievale.
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Assisi, migliaia dall'alba in coda per pregare davanti alle spoglie di San Francesco Giornata storica ad Assisi per la venerazione delle spoglie di San Francesco, esposte per la prima volta al pubblico nella teca collocata davanti all'altare della Basilica Inferiore a lui dedicata. Dalle prime ore del mattino, già dalle 5, i pellegrini hanno iniziato ad arrivare, racconta fra Giulio Cesareo, direttore dell'ufficio comunicazioni del Sacro Convento che ha accompagnato i…
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Di monsignor Felice Accrocca Cifre da record, non c’è che dire: l’ostensione di quel che resta del corpo di san Francesco d’Assisi ha fatto sì che — finora, perché i numeri potrebbero crescere ancora — rispondessero all’appello 370mila persone, mentre 416 volontari hanno deciso di donare una parte più o meno lunga del loro tempo per consentire (affiancando i frati) che l’evento possa svolgersi nel migliore dei modi.
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«Ho fatto un sogno - disse un giorno Francesco-. Ho visto una gallina piccola e nera, che teneva sotto le sue ali molti pulcini. I pulcini siete voi, i miei frati. La gallina piccola e nera sono io». Visto da vicino, il corpo di san Francesco è davvero piccolo. Ieri è stato estumulato — si dice così: insomma, tolto dall’urna — e offerto allo sguardo dei fedeli, sotto gli affreschi di Giotto e degli altri maestri.
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