Il caso della telefonata fake in cui è inciampata Giorgia Meloni, e con lei la sicurezza nazionale, non è finito. Anzi, emergono nuove dirette responsabilità nella catena di comando diplomatica e politica. Non tutto si è chiuso infatti con le dimissioni di Francesco Talò, consigliere diplomatico della premier, che risulta in parte responsabile, in parte capro espiatorio di una sequenza di errori,…
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È stata incentrata sulla telefonata fake dei due comici russi alla premier Giorgia Meloni, a quanto si apprende, l'audizione al Copasir del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. La seduta del comitato è durata circa un'ora e mezza. .
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Di Monica Guerzoni Telefonata fake alla premier, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio in audizione. I sospetti della premier dopo le domande sul nazionalismo ucraino Quasi due ore per raccontare al Copasir i tempi e i modi della trappola politico-diplomatica in cui è caduta Giorgia Meloni. Il tema è l’ormai celebre telefonata-scherzo, che poi tanto scherzosa non era, dei due comici e propagandisti russi Vovan e Lexus
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Il collettivo TA499, noto anche come duo comico Vovan e Lexus, è riconosciuto come threat actor professionista e ha recentemente attirato l'attenzione in Italia per la telefonata fake alla Premier Giorgia Meloni. Nonostante le loro attività possano apparire goliardiche, le loro manovre hanno serie ripercussioni sulla reputazione e la credibilità delle persone e istituzioni colpite
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Patrizia Scurti è la segretaria personale di Giorgia Meloni, considerata dalla Premier come un’esperta impeccabile e da lei definita, nel libro Io sono Giorgia, addirittura la “sua padrona”. Tuttavia, anche una professionista inattaccabile come lei è incappata in un errore critico: è stato suo, infatti, il beneplacito per passare la telefonata scherzo da parte dei due burloni russi alla Presidente del Consiglio.
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Alfredo Mantovano considera chiusa la questione dello scherzo telefonico che due comici russi avevano fatto a Giorgia Meloni, soprattutto a seguito delle " dimissioni del consigliere diplomatico Talò che con dignità si è fatto carico della responsabilità dell'accaduto ". Il suo addio dalla struttura di Palazzo Chigi era già stato annunciato proprio dal presidente del Consiglio in occasione della conferenza stampa che presentava la riforma del premierato e il Piano Mattei.
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Vorrei spendere qualche parola in difesa dell’ambasciatore Francesco Maria Talò, anche se non ne ha certo bisogno, costretto alle dimissioni dall’incarico di Consigliere diplomatico di Palazzo Chigi, dopo la nota vicenda della “finta” telefonata da parte di due “comici” russi, nella quale è cascata il nostro Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Non so quali responsabilità abbia avuto realmente Talò nella gestione della telefonata, ma so che le sue dimissioni…
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«Provenzano dice che il piano Mattei è un bluff? Sono pronto a illustrarglielo davanti ad un caffè se ha voglia di ascoltare». Lo ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ospite del Caffè della domenica di Maria Latella a Radio 24 . «Il primo effetto concreto dell’incontro alla Farnesina dello scorso 23 luglio è stata la risposta da parte degli Emirati, con un primo contributo al fondo per l’Africa pari a 100 milioni di dollari, è un segnale che…
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C'è scherzo e scherzo. Lo sa bene la nostra premier Giorgia Meloni, suo malgrado. Lo scherzo, nella nostra cultura, ha radici lontane, dalla tradizione latina (“iocus”) e ancor prima dai Fescennini, che potevano ...
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"Prima di tutto il contesto: sappiamo la priorità attribuita all'Africa dal governo Meloni, è un impegno che si traduce in un enorme sforzo, portato avanti ovviamente soprattutto dall'ufficio del consigliere diplomatico, ci crediamo perchè pensiamo che sia urgente affrontare insieme le tante sfide e le opportunità che vengono dall'Africa: l'immigrazione, l'energia, il cambiamento climatico, la sicurezza e l'instabilità.
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Il consigliere diplomatico dimissionario di Palazzo Chigi: "È evidente che la gestione dell'episodio avrebbe potuto essere migliore" “L’interlocutore era interessante. Abbiamo ricevuto una mail proveniente da un indirizzo plausibile e quindi si è svolta la telefonata con i suoi normali preparativi. Nella conversazione il presidente del Consiglio ha dimostrato una perfetta coerenza tra il suo pensiero ben conosciuto e le cose che ha detto.
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Nato a La Spezia e laureato in Giurisprudenza a Roma, ha 65 anni. Era stato scelto come consigliere diplomatico da Meloni nel 2022, poco dopo l’insediamento del nuovo governo. Si è dimesso dopo la telefonata truffa orchestrata dai due comici russi Vovan e Lexus: “Ho ritenuto giusto assumermi la responsabilità”. In quarant’anni di carriera diplomatica ha ricevuto incarichi presso la Nato, l’Onu, gli Stati Uniti, Israele, il Pakistan e l’Afghanistan ascolta…
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Soltanto lo scherzetto telefonico di due guitti o qualcosa di ben più serio? «La beffa russa» a Giorgia Meloni (“Repubblica”, 2/11) finisce sulle prime pagine, e in quelle interne, ben tre sulla stessa “Repubblica”, ma con accenti molto diversi. Prima pagina anche per “Domani”: «Meloni cade nella trappola dei russi». Tre pagine sul “Corriere” (2/11) dove Fabrizio Roncone ricostruisce la vicenda ammettendo: «Storia complicata».
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Patrizia Scurti è la segretaria particolare di Giorgia Meloni. Negli anni si è guadagnata l’appellativo di «la mia padrona» (glielo ha dato la premier) e de «la sua Kissinger» (Il Foglio). Scurti, racconta oggi Repubblica, ha «autorizzato» la telefonata fake di Vovan & Lexus. I consiglieri diplomatici di Palazzo Chigi si sarebbero «fidati del suo via libera», anche se in realtà, come si è spiegato nei giorni scorsi, all’Ufficio competeva sia il primo…
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Il colpevole, ooooppps il responsabile c’è e ha già provveduto a presentare opportune dimissioni. È l’ambasciatore Francesco Talò, capo dell’Ufficio diplomatico di palazzo Chigi e del resto il primo a farsi carico dell’intera incresciosa vicenda era stato proprio lui, con tanto di comunicato. Forse le cose sono andate proprio così, forse l’ambasciatore, sul limitare della pensione, ha accettato il ruolo di capro espiatorio.
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Signori si nasce, diceva Totò. E bisogna pure dimostrarlo in certi casi. Nella conferenza stampa di oggi, Giorgia Meloni – pur rimarcando il tremendo errore della diplomazia di Palazzo Chigi sul caso dello scherzo dei due comici russi – al consigliere Francesco Talò ha riconosciuto il “gesto di responsabilità”, forse obbligato ma non così scontato, che si è assunto da responsabile dell’ufficio. Lui se ne va e il caso si chiude.
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«Questa mattina il mio consigliere diplomatico Talò ha rassegnato le dimissioni». Lo comunica la premier Giorgia Meloni dopo il caso dello scherzo subito con una telefonata fake, rispondendo alle domande dei cronisti. «Siamo tutti dispiaciuti. Questa vicenda non è stata gestita bene», ha detto la premier. Da parte del consigliere diplomatico è stato «un gesto di responsabilità. Di…
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Di Monica Guerzoni, inviata La premier a Londra evita il punto stampa, ma oggi parlerà. Tajani: non deve più accadere Giorgia Meloni si stringe nel cappottone bianco che la fascia fino ai piedi e si lascia alle spalle la pioggia battente di Bletchley Park, sede del summit sull’intelligenza artificiale organizzato dal premier britannico Rishi Sunak, senza rispondere ai giornalisti. Come ha potuto cadere nella «trappola» dei comici russi? La sicurezza e l’immagine dell’Italia sono a rischio?…
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