Quando ero direttrice di giornale, la mia assistente aveva sostituito il mio nome sul cellulare con quello di Miranda, diventato icona nel 2006. Non c’era cattiveria: in tante eravamo Miranda, lo spietato e splendente personaggio di Meryl Streep de Il diavolo veste Prada poiché in quegli anni la direttrice della rivista fashion Runway rendeva bene come era vista, e come doveva vivere, una donna che combatteva per farsi strada in un mondo non proprio accogliente.
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Vent’anni dopo, Miranda Priestly torna in un mondo che non le obbedisce più. Il diavolo veste Prada 2 racconta la crisi dell’editoria tra algoritmi e scandali: trama, cast e recensione del sequel con Meryl Streep e Anne Hathaway
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