In questi giorni stiamo assistendo a tante trasmissioni, articoli, eventi che in qualche modo rievocano la tragica morte e la figura di Pasolini mettendo in evidenza la carica profetica di molte sue affermazioni. Per la verità ho la sensazione che alcune iniziative abbiano un significato risarcitorio nei confronti di un intellettuale tanto celebrato da morto, quanto perseguitato e dileggiato in vita, perché metteva a nudo con la sua opera poetica e cinematografica i…
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"Pasolini segna ancora", a Roma un torneo di calcio per ricordarlo a 50 anni dalla morte 1 novembre 2025 Un quadrangolare di calcio fra attori, cantanti, scrittori e consiglieri comunali. Roma ricorda Pier Paolo Pasolini a 50 anni esatti dalla morte di uno dei più importanti intellettuali italiani. Regista, scrittore, poeta, drammaturgo ma anche grande appassionato di calcio. In Pasolini convivevano l'altissima produzione culturale e l'hobby per lo sport…
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A 50 anni dalla morte di Pasolini c’è un mistero sulla torre di Chia: era casa sua o no? Martedì 4 novembre è fissata l'udienza davanti al Commissario per gli usi civici per il giudizio di secondo grado: il Dominio pubblico dell'Università di Chia sostiene che la proprietà sia sua e che il terreno sarebbe destinato a usi agropastorali ROMA – Appoggiata su un fiume e abbracciata agli alberi. Si snoda tra corridoi di vetro e pareti rocciose, ai piedi della torre…
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Pasolini, Ninetto Davoli: "Ricordare i 50 anni dalla morte? Meglio portare le sue opere nelle scuole" 1 novembre 2025 Sono passati 50 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini, assassinato nella notte tra il 1° e il 2 novembre 1975 a Ostia. "Non sono molto d'accordo con il ricordare la morte di Pier Paolo. I 50 anni della morte. Io penso che una persona bisogna avercela dentro. Vedere i suoi film, leggere i suoi scritti.
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Nella notte tra tutti i santi e tutti i defunti, Pierpaolo Pasolini andò a cercar la brutta morte, e la trovò, 50 anni fa. Un tempo si diceva che molti fascisti a Salò, e prima di loro nell’altra guerra gli arditi al fronte, e poi i falangisti, andassero “a cercar la bella morte”; una morte eroica, in battaglia, degno e precoce coronamento di una vita. A cercar la bella morte diventò pure il titolo di un romanzo autobiografico di Carlo Mazzantini sulla sua esperienza nella Repubblica sociale.
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Ostia, notte tra l’1 e il 2 novembre. È la stessa notte in cui, esattamente cinquant’anni fa, si spegneva la voce di Pier Paolo Pasolini. Ed è qui che debutta in Prima Nazionale PPP – Amore e Lotta, nuova produzione 2025 firmata Officine Jonike Arti, scritta da Katia Colica e diretta da Matteo Tarasco, regista di respiro internazionale capace di restituire alla scena la densità umana e politica della parola poetica.
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Ha intercettato i primissimi segnali di quella mutazione antropologica che avrebbe condotto alla «mercificazione della società». Ha adottato la dimensione rurale e la lingua madre, àncora di salvezza che riporta tutti all'essenza. Ha intuito un altro mondo possibile, più giusto e autentico. Diverso e alternativo al consumismo, alle disuguaglianze, all'omologazione. Ha scritto, recitato, sceneggiato, urlato il proprio sogno.
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Cinquant'anni dalla morte del regista e scrittore. Intervista allo storico del cinema Brunetta: "Un uomo-orchestra che ha lasciato un patrimonio ancora fecondante e ha allargato la sua influenza a livello mondiale"
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È la notte tra il 1° e il 2 novembre 1975, l'Alfa Romeo 2000 GT Veloce di Pier Paolo Pasolini si ferma in uno spazio sterrato nei pressi dell'Idroscalo di Ostia. Alla guida, come stabilito dalla giustizia italiana, c'è Pino Pelosi, un diciassettenne, un "ragazzo di vita" abbordato dallo scrittore in viale Luigi Einaudi, di fronte alla Stazione Termini. Per motivi ancora non del tutto chiariti, scatta una feroce colluttazione tra i due.
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Al riscontro odierno delle sue profezie (che possono altresì leggersi in termini di una puntuale delineazione della degenerazione morale, il cui inizio, seguendo quel medesimo filo rosso verso il passato, può essere riconosciuto nell’omicidio Matteotti, quale estinzione di ogni speranza democratica), chi affronta l’universo pasoliniano ha oggi la facoltà di pensare, come del resto accade da anni, pur senza attestazioni giudiziarie, che Pasolini sia stato ammazzato perché aveva ragione.
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A dieci anni esatti dall’uscita di “Diario segreto di Pasolini” di Gianluca Costantini ed Elettra Stamboulis, è uscita una nuova edizione per l’Altreconomica. Un modo per celebrare il cinquantenario della morte dello scrittore, poeta, regista, sceneggiatore, considerato uno dei maggiori intellettuali italiani del Novecento, avvenuta il 2 novembre 1975. «Sicuramente le date contano – afferma Stamboulis –.
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In occasione del 50esimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini che ricorre domani 2 novembre, Piotta pubblica "Ecchime", un sentito omaggio a uno degli intellettuali più influenti del Novecento italiano. Il singolo vede la partecipazione del friulano Davide Toffolo, voce e fondatore dei Tre Allegri Ragazzi Morti, nonché autore della graphic novel tradotta in 5 lingue dedicata alla parola e al pensiero di Pasolini.
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Cinquant’anni dopo la sua morte, il network LaC rende omaggio a Pier Paolo Pasolini con articoli, approfondimenti e speciali Tv. L’appuntamento culminerà il 2 novembre con una giornata intera di memorie e approfondimenti dedicati alla figura e all’eredità del grande intellettuale. La "lunga strada di sabbia" che Pier Paolo Pasolini percorse nel 1959 non è un semplice viaggio, ma un “etnografico…
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Paolo Desogus, Maitre de conférences alla Sorbonne Université di Parigi, è autore del volume, ultimo di una serie, In difesa dell’umano. Pasolini tra passione e ideologia (La Nave di Teseo, 2025) che domani pomeriggio alle ore 17 viene presentato alla libreria “Il Catalogo“ di via Castelfidardo a Pesaro. A dialogare con l’autore ci sarà il poeta e scrittore pesarese Gianni D’Elia. E non poteva essere diversamente, perché D’Elia non solo viene ringraziato da Desogus fra i colleghi e i compagni che…
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Nella notte tra il 1˚ e il 2 novembre 1975, all’Idroscalo di Ostia, Pier Paolo Pasolini viene massacrato. Ma dietro quel corpo abbandonato sulla terra battuta non c’è solo un delitto. Si nasconde un mistero che attraversa la storia d’Italia e che, a mezzo secolo di distanza, continua a sfuggire alla verità ufficiale. Il fermo del minorenne Giuseppe Pelosi, la sua mezza confessione, il processo, la condanna: tutto sembra risolversi in una rappresentazione di…
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Nuovo spettacolo di e con Maila Ermini alla Baracca sabato 8 novembre alle 21.15, a 50 anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini. Il teatro di Casale si è già più volte occupato di Pasolini, col dramma Non ci capiamo, il dialogo immaginato con Carla Lonzi, e con varie letture delle sue opere. Staolta si tratta di un dialogo diretto e crudo, con strane intromissioni testuali per un’intervista impossibile, a 50 anni dal suo assassinio.
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A cinquant’anni dalla scomparsa, la Scuola celebra Pier Paolo Pasolini. Lo fa attraverso un programma di iniziative aperte a tutto il pubblico, dalle conferenze alle letture nel Palazzo della Carovana alle proiezioni al Cinema Arsenale, che tenteranno di indagare il pensiero, le sfaccettature artistiche e l’eredità di uno dei più importanti intellettuali italiani del ‘900. Primo appuntamento domani, cinquantenario dell’assassinio di Pasolini, nella Sala Azzurra del Palazzo della Carovana alle 21.00 con il cantautore Fabrizio Consoli che…
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Giovanni Giovannetti, Pasolini giornalista. Vita e morte di un cottimista della pagina, Effigie, Milano 2025, pp. 336, euro 29. Parlare di Pasolini, a mezzo secolo dall’assassinio, senza preconcetti? Magari partendo dai suoi scritti su giornali e riviste? Funziona, se si prende il tema per traverso. Lo dimostra l’incontro di ottobre, in Toscana. Una cosa insolita: mentre si parla di un libro, con interventi e dibattito, opere d’arte si mostrano e si formano davanti al pubblico, che vede – dal vivo e in grande formato su schermo – mentre…
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Per comprendere a fondo l’omicidio di Pasolini, dobbiamo riferirci necessariamente a Togliatti e all’amnistia che da lui prende il nome. Pensando a una riconciliazione post bellum, nelle intenzioni di Togliatti c’era quella di amnistiare fascisti di poco conto, quelli con alle spalle reati minori e non di sangue. Ma, attorniato da funzionari felloni, furono fatti rientrare nell’amnistia fascisti di primo piano, ivi inclusi quelli che si erano macchiati di reati orrendi, ivi inclusi alcuni della famigerata banda Koch
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Entrando nello spazio della mostra si è subito colpiti dall'installazione dello scenografo Giancarlo Basili. Davanti agli occhi dei visitatori c'è il corpo di Pasolini ucciso all'idroscalo di Ostia nella notte fra il primo e il due novembre del 1975. Non è però quella notte soltanto a essere raccontata in mostra. Sono gli ultimi mesi della sua vita attraverso testimonianze che quasi sempre partono da lui a partire dall'ultima intervista concessa a Furio Colombo, per il neonato inserto Tuttolibri della…
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Caro Merlo, c’è un Pasolini meno conosciuto, quello delle bellissime poesie in friulano, scritte nella sua Casarsa. In esse c’è tutto l’amore per la sua terra, quel Friuli da dove era dovuto andare via e dove era morto il fratello minore Guido, fucilato, assieme ad altri 16 partigiani dell’Osoppo, dai partigiani comunisti alle malghe di Porzus nel 1945. Andrea Lovaria È come se il 2 novembre di o…
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La Corsa di Miguel ricorda Pier Paolo Pasolini a cinquant’anni dalla sua morte. È successo venerdì mattina allo Stadio dei Marmi Pietro Mennea di Roma con una maxi staffetta delle scuole superiori organizzata con l’Università Roma Foro Italico e la collaborazione di Sport e Salute. Un grande festival dell’atletica con 42 ragazze e ragazzi a dividersi la distanza di maratona. Alle spalle della tribuna centrale, c’erano anche dieci pannelli che…
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«Salò è un mistero medievale, una sacra rappresentazione, molto enigmatica. Quindi non deve essere capito, guai se fosse capito». Così Pier Paolo Pasolini definisce Salò o le 120 giornate di Sodoma (’75), dove ogni situazione rinvia ad altro in chiave metaforica. Un composito e intenso tradimento tratto dall’opera omonima del Marchese de Sade; una spiazzante simulazione storica, dacché la Repubblica di Salò è solo un dispositivo simbolico.
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Decolonizzare e ascoltare: una curatrice svizzera racconta la Biennale di San Paolo Il team curatoriale della 36ª Biennale di San Paolo, da sinistra a destra: Keyna Eleison, Alya Sebti, Bonaventure Soh Bejeng Ndikung, Henriette Gallus, Anna Roberta Goetz e Thiago de Paula Souza. João Medeiros / Fundação Bienal de São Paulo Anna Roberta Goetz racconta a SWI swissinfo.ch l’importanza di ascoltare e dare spazio alle voci del Sud globale, in una mostra che mette in…
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