Gli approfondimenti investigativi sono partiti nelle scorse ore: controlli nelle aziende della Piana di Sibari e del Metapontino: i fari si sono (ri)accesi sul sistema dello sfruttamento che porta sulle nostre tavole una parte della frutta: un’architettura perfetta, che permette alle aziende di risparmiare azzerando spesso i diritti. Perché l'orrore della strage di Amendolara non è solo il prodotto di una…
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Dietro la facciata istituzionale dei tavoli tecnici e lo stanziamento dei flussi finanziari regionali, pulsa il sentimento profondo di una classe amministrativa locale che si scopre unita, solidale e, al contempo, profondamente ferita. L'incontro straordinario convocato ad Amendolara a seguito della strage del 1° giugno, costata la vita a quattro giovani braccianti agricoli, ha rappresentato il momento in cui…
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La CGIL Calabria con la Segretaria Cgil Calabria Celeste Logiacco e la Flai Cgil Calabria con i componenti di Segreteria Bruno Costa e Battista Platì, in seguito al dramma di Amendolara hanno incontrato oggi pomeriggio la VI Commissione in Consiglio regionale e successivamente il presidente Occhiuto e l’assessore al Lavoro Calabrese per un confronto sul fenomeno del caporalato e dello sfruttamento lavorativo in seguito al dramma di Amendolara.
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Emergono nuovi elementi nell’inchiesta sulla strage di Amendolara, costata la vita a quattro lavoratori stranieri morti all’interno di un veicolo incendiato. Tra gli atti dell’indagine figura la testimonianza di un conoscente di uno degli arrestati, che avrebbe riferito agli investigatori una confessione ricevuta telefonicamente poche ore dopo il delitto. Le vittime sono il cittadino pakistano Waseem Khan, 29 anni, e gli afghani Amin Fazal Khogjani…
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"Rafforzare la rete dei controlli, aumentare la capacità ispettiva e consolidare la collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte nella lotta al caporalato". È questo il messaggio emerso dal vertice che si è tenuto in Prefettura a Reggio Calabria, convocato all'indomani della tragedia di Amendolara, dove quattro braccianti agricoli hanno perso la vita in una vicenda che ha riacceso i riflettori sul tema dello sfruttamento lavorativo nelle campagne del Mezzogiorno
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Strage braccianti, vertice sul caporalato a Reggio Calabria con ministro del Lavoro Reggio Calabria - La riunione nella prefettura di Reggio Calabria per discutere le misure da adottare dopo l'uccisione di quattro braccianti agricoli ad Amendolara, in provincia di Cosenza, "ha contribuito a rafforzare la sinergia già esistente tra tutte le autorità e, soprattutto, tutti coloro che hanno competenze in materia di lavoro e di vigilanza sul lavoro".
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Mentre il fumo nero del distributore IP di Amendolara raccontava al mondo l'orrore di quattro vite spezzate, gli investigatori della Squadra Mobile di Cosenza iniziavano a seguire una traccia invisibile che porta dritto a un nome: Hassan. Chi è l’uomo che il testimone chiave, Taj Mohammad Alamyar, unico sopravvissuto alla strage, descrive come un individuo di estrema brutalità? E quale ruolo ricopre davvero nell’ingranaggio…
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"Di fronte alla barbarie di Amendolara, nella quale quattro lavoratori agricoli hanno perso la vita e un quinto è sopravvissuto alle violenze subite, non bastano il cordoglio, lo sgomento o l’ennesima dichiarazione di indignazione. Esiste un tempo per il lutto. Ed esiste un tempo per le domande": inizia così la lettera di Don Giacomo Panizza. "L’Associazione Comunità Progetto Sud, ente operativo da 50anni in Calabria…
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È iniziato alle 9, nell'ospedale di Rossano a Corigliano-Rossano, l'esame autoptico sui corpi carbonizzati del pachistano Waseem Khan, di 29 anni, e degli afghani Amin Fazal Khogjani, 28 anni, Ullah Ismat Qiemi,19 anni, e Safi Iayjad, 27 anni, i quattro braccianti agricoli uccisi bruciati vivi lunedì scorso ad Amendolara. La pm di Castrovillari Roberta Bello ha conferito l'incarico di eseguire l'esame autoptico al dottor Biagio Solarino…
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Una punizione feroce per aver osato chiedere il salario che spettava loro. Una vicenda, quella di Amendolara, in Calabria, che sembra arrivare da un’altra epoca, da un altro continente, e invece è accaduta nell’Italia del 2026. Le vittime raccoglievano fragole nelle campagne del Sud. Vivevano sotto la minaccia costante di coltelli e pistole. Lavoravano senza essere pagate. Ricevevano soltanto un tetto precario e qualcosa da mangiare, come in un lager con la libera uscita
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Minuti per la lettura Il ministro dell’Interno Piantedosi cita la strage dei braccianti di Amendolara per difendere i controlli alle frontiere interne e il contrasto all’immigrazione irregolare. Poi precisa: «Non dico che siano collegati…». Al netto delle modalità di ingresso nel Paese, i due pakistani fermati risultano regolarmente presenti in Italia con permesso di soggiorno La strage dei braccianti che si è consumata ad…
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Bruciati vivi perché non volevano più vivere come animali. Ammazzati perché si erano lamentati di dividere un "buco" di casa in dieci persone. Nell'ordinanza di custodia cautelare per i due pakistani accusati di pluri omicidio volontario pluriaggravato, Safeer Ahmed e Ali Raza, 31 anni entrambi, la testimonianza chiave di un connazionale di Raza. L'uomo mette a verbale ciò che lo stesso assassino gli racconta subito dopo l'eccidio.
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È iniziato alle 9, nell’ospedale di Rossano a Corigliano-Rossano, l’esame autoptico sui corpi carbonizzati del pachistano Waseem Khan, di 29 anni, e degli afghani Amin Fazal Khogjani, 28 anni, Ullah Ismat Qiemi,19 anni, e Safi Iayjad, 27 anni, i quattro braccianti agricoli uccisi bruciati vivi lunedì scorso ad Amendolara. La pm di Castrovillari Roberta Bello ha conferito l’incarico di eseguire l’esame autoptico al dottor Biagio Solarino dell’Università di Bari
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Il nuovo racconto di Stefano Massini a Piazza Pulita su La7 prende lo spunto dall’omicidio crudele dei braccianti bruciati vivi per punizione in un’auto a Amendolara, in Calabria, parlando della tratta di esseri umani, resi schiavi nei campi agricoli italiani. leggi: Prima la rissa in casa, poi la strage dei braccianti: “Ci hanno dato fuoco per vendetta” e Contratti fasulli e braccianti sfruttati: nel mirino finiscono le aziende italiane
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Migliaia di persone sui van viaggiano all’alba, immobili ma veloci per ore, su un tratto di strada che sembra ripetersi ciclicamente all’infinito, osservando dai finestrini chilometri di costa, sterpaglia e agrumeti. È la Statale 106 , l’arteria che pompa denaro per i nuovi caporali pakistani del versante jonico. Su questo tragitto, nella piazzola di Amendolara in un distributore di benzina a metà strada, sono stati trovati i corpi carbonizzati dei quattro migranti che lavoravano come…
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Da due mesi Amin, Ullah, Safi e Waseem, tre afghani e un pachistano, tra i 19 e e 29 anni, si spaccavano la schiena per raccogliere fragole nella piana di Sibari sulla costa ionica calabrese. Ma da allora non vedevano un centesimo e quindi non potevano mandare nulla alle loro famiglie lontane. «Da mangiare sì, la casa sì, ma i soldi no», ha raccontato Taj Mohammad Alamyar, un altro pachistano che lavorava con loro.
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VILLAPIANA (CS). Al bar della piazza le domande suscitano un certo fastidio. «Mai visti. Nemmeno una volta. Abbiamo scoperto che quei quattro ragazzi abitavano qui dalla televisione». Anche la signora Elisabetta Filardi, che lavora nell’unico ristorante del paese e abita nella loro stessa via, non li conosceva: «Anche io sto in via Gramsci, quattro case più su. Ma sono fuori tutto il giorno. Esco la mattina presto, poi rientro.
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AMENDOLARA (COSENZA) – Hanno ucciso, bruciandole vive, quattro persone, provando ad ammazzare anche una quinta. «Lo hanno fatto con premeditazione e non hanno mostrato alcun senso di pentimento. Potrebbero farlo ancora». Per questo motivo il gip del tribunale di Castrovillari, Orvieto Matonti, ha confermato gli arresti di Ali Razi e Safeer Ahmed per l’omicidio di Khan Waseem, Khogyani Fazal amin,…
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Sono stati chiusi nell’auto e bruciati vivi perché si erano lamentati di avere un contratto di lavoro solo sulla carta. E perché «ci trovavamo in una condizione di schiavitù con il capo. In una casa composta da una sola stanza dormivano dieci persone». Le parole sono dell’unico sopravvissuto alla strage di Amendolara, Taj Mohammad Alamyar, dove sono morti quattro suoi compagni, tre afghani e un pachistano: Waseem Khan, Fazal Amin…
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ROMA «La macchina bruciata era la mia volevo ammazzare quelle persone». Così Alì Raza, uno dei braccianti arrestati per la strage di Amendolara, ha confessato l’orrore a un connazionale. La causa sarebbe stata una lite scoppiata all’alba dello stesso primo giugno. Le ragioni le ha invece riferite l’unico superstite del rogo dove quattro persone sono state arse vive: «Avevamo un contratto ma comunque lavoravamo in nero, in quanto il salario ci…
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Apprendo da diversi quotidiani della presenza della CGIL al Pride di Ancona con un proprio carro. Sono e non da poco finiti i tempi in cui il sindacato si occupava dei lavoratori e dei loro diritti, delle loro rivendicazioni e delle loro battaglie. L'odierno trionfo del sistema capitalistico avviene anche grazie alla desindacalizzazione del lavoro, ciò che rinsalda il processo di individualizzazione dei lavoratori e la loro…
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