La Cina convoca l’ambasciatore filippino. La convocazione è arrivata dopo le dichiarazioni del presidente filippino Ferdinand Marcos Jr. sulla vittoria di Lai Ching-te alle elezioni presidenziali di Taiwan. La Cina convoca l’ambasciatore delle Filippine La Cina ha convocato l’ambasciatore filippino dopo che il presidente Ferdinand Marcos Jr. si è congratulato con Lai Ching-te per aver vinto le elezioni presidenziali taiwanesi.
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La Cina ha convocato l'ambasciatore delle Filippine a Pechino per comunicare con forza la sua protesta per le dichiarazioni del presidente filippino Ferdinand Marcos, che ha salutato l'elezioni di Lai Ching-te come nuovo presidente di Taiwan, augurandosi di poter lavorare presto insieme a lui."Le osservazioni del presidente Marcos - ha detto Mao Ning, portavoce del ministero degli Esteri di Pechino - costituiscono una grave violazione del principio di una sola Cina e del comunicato…
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Diventa sempre più difficile capire l’evoluzione della politica estera Usa. Facciamo qualche esempio. Dopo la grande vittoria degli indipendentisti nelle recenti elezioni politiche di Taiwan, il segretario di Stato Antony Blinken ha subito fatto i complimenti al vincitore William Lai. Il monito di Biden Tutto bene, dunque? Per niente. Il presidente Joe Biden lo ha tallonato chiarendo che gli Stati Uniti non appoggiano affatto l’indipendenza dell’isola.
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L'esito del voto di Taiwan apre nuovi scenari di tensione tra Cina e Stati Uniti? È presto per capire quale piega prenderanno le relazioni fra le due superpotenze, alla luce dei rapporti che si sono incrinati negli ultimi anni. La conferma di un terzo storico mandato consecutivo del Partito progressista democratico (DPP), ora nelle mani di William Lai, fa tuttavia già intravedere le prime reazioni di Pechino
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«Dialogo? Praticamente impossibile. Pechino non si fida di Lai Ching-te», Chieh Chung, esperto di difesa del National Policy Foundation di Taipei, traccia i futuri scenari sullo Stretto di Taiwan in un'intervista con La Stampa. Che tipo di reazione si aspetta da parte di Pechino dopo la vittoria di Lai alle presidenziali di sabato?Non si fidano di Lai, da qui all'insediamento del 20 maggio faranno senz'altro qualcosa.
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La visita avviene a pochi giorni dalle elezioni presidenziali nell'isola Una delegazione statunitense, guidata dall’ex consigliere per la sicurezza nazionale Stephen Hadley, ha incontrato il neoeletto presidente di Taiwan Lai Ching-te. La visita avviene a pochi giorni dalle elezioni presidenziali nell’isola. Durante l’incontro, Lai ha dichiarato che la democrazia e la libertà sono il “valore fondamentale” e la “base della partnership a lungo termine tra Taiwan e gli Stati Uniti”.
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Pechino passa al contrattacco e protesta con Usa e Giappone per le rapide congratulazioni inviate sabato a William Lai, vincitore a Taiwan delle elezioni presidenziali. L'isola considerata ribelle "fa ancora parte della 'Unica Cina'" a dispetto del voto che ha premiato il candidato del Partito democratico progressista (Dpp), su posizioni autonomiste.
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La Cina esprime "totale opposizione contro qualsiasi interazione tra gli Stati Uniti e Taiwan". E' quanto ha commentato la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, in merito alla visita in corso a Taipei dalle delegazione americana non ufficiale composta da ex alti funzionari, a due giorni dalle elezioni presidenziali dell'isola che hanno visto vincere William Lai, il candidato del Partito democratico progressista
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Roma, 15 gen. – La portavoce del ministero cinese degli Esteri Mao Ning ha affermato la “ferma opposizione” di Pechino “a qualsiasi scambio ufficiale tra Stati Uniti e Taiwan con qualsiasi pretesto”. Lo riporta il Global Times su X dopo l’incontro tra una delegazione non ufficiale americana, la presidente uscente di Taiwan, Tsai Ing-wen, e il presidente eletto, Lai Ching-te. “Le elezioni regionali di Taiwan sono un affare interno della Cina”, ha sottolineato Mao.
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