Il colosso dell'e-commerce e del cloud computing ha finalmente svelato i dettagli tecnici dietro il blackout digitale che lo scorso 20 ottobre ha mandato in tilt una porzione considerevole di internet. Amazon ha pubblicato un rapporto dettagliato che spiega come un semplice bug nel software di automazione abbia innescato una reazione a catena, lasciando milioni di utenti senza accesso ai loro servizi preferiti per diverse ore.
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Una dettagliata analisi pubblicata da Amazon Web Services, a cui si appoggiano centinaia di altri servizi online, ha confermato che l’interruzione dei servizi in corso dal 19 al 20 ottobre non è stata causata da un guasto hardware o da un attacco esterno, bensì da un errore software che ha innescato una serie di guasti a catena in sistemi critici dell’azienda. All’origine del disservizio c'è stata una cosiddetta race condition - una "concorrenza interna" fra i sistemi - latente…
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Lunedì scorso migliaia di servizi web sono andati offline per alcune ore in seguito a un problema tecnico avvenuto all’interno di un data center di Amazon. Un evento che mette in luce quanto dipendiamo sempre di più dal cloud, ormai vera e propria infrastruttura critica mondiale. Con Pierguido Iezzi e Martina Pennisi
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«Sarebbe fantastico se il mio letto non fosse bloccato in una posizione inclinata a causa di un blackout di Aws». E ancora: «A quanto pare, quando la mia connessione Internet va giù, anche il mio letto decide di scioperare. Un blackout, e boom—nessun cambio di posizione del sonno disponibile, nemmeno con comandi manuali». O peggio ancora: «Il mio materasso è bloccato alla temperatura massima e sembra una sauna, non posso abbassarlo né spegnerlo».
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La casa smart è una gran bella cosa... finché mezza internet non va offline e ti fa perdere il sonno - non metaforicamente, ma letteralmente perché non riesci a regolare il tuo letto intelligente. È quello che è successo lunedì a migliaia di proprietari dei letti di Eight Sleep, che permettono di regolare la temperatura del materasso e l’inclinazione/conformazione della rete, ma solo se collegati a internet.
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Contrariamente a quanto riportato nella prima versione di questo articolo, Intesa San Paolo non è stata interessata dal down di Amazon Web Services. Come chiarito dall'ufficio stampa, la banca non si avvale di questo fornitore di servizi digitali. Lunedì decisamente fin troppo nero e immeritato per milioni di utenti in tutto il mondo: diversi portali e applicazioni risultano irraggiungibili o estremamente lenti.
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Un blackout dei servizi AWS nella notte del 20 ottobre ha avuto conseguenze piuttosto insolite: centinaia di proprietari dei letti intelligenti Eight Sleep Pod, dal costo di oltre 2.000 dollari, si sono ritrovati nel cuore della notte su materassi bollenti o bloccati in posizione verticale. L'episodio ha evidenziato uno dei limiti più discussi della smart home moderna: la totale dipendenza dal cloud.
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In un mondo sempre più connesso e digitale, i servizi cloud rappresentano l’infrastruttura invisibile su cui poggia gran parte della nostra vita quotidiana. Tra questi, Amazon Web Services — meglio noto come AWS — è il colosso silenzioso che alimenta tutto: dai social network alle piattaforme di streaming, dai servizi bancari alle app di consegna cibo. Un pilastro talmente fondamentale per l'economia web che un suo malfunzionamento può mandare in tilt interi settori economici, aziende e perfino le nostre abitudini.
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Sospiro di sollievo per milioni di utenti: dopo il crash di diverse ore, Amazon Web Services e le sue app tornano a regime Un problema tecnico di Aws (Amazon web services) nella giornata di ieri ha mandato in “down” per diverse ore molte delle app più popolari al mondo, tra cui Snapchat, Duolingo, Fortnite, Canva, Alexa, Zoom e Roblox. I disservizi sono stati registrati a livello globale a partire dalle 8 italiane.
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Ieri un black out di parte dell’infrastruttura di cloud computing di Amazon ha causato l’interruzione di app e siti web in tutto il mondo, con ripercussioni su utenti, consumatori e aziende. Amazon Web Services ha dichiarato che il guasto, iniziato nelle prime ore del mattino, è stato risolto in serata. In particolare, Aws ha dichiarato di aver riscontrato “segni significativi di ripresa”, sottolineando che “la maggior parte delle richieste dovrebbe ora andare a buon fine”, mentre…
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Il 20 ottobre 2025 un problema ad Amazon Web Services (AWS) ha provocato disagi in buona parte del mondo occidentale, e non solo. In un attimo sono saltati social media come Snapchat, videogiochi come Fortnite, app di messaggi criptati come Signal, AI come Alexa e Perplexity, app di pagamenti online come PayPal, banche come Lloyds e persino siti governativi come quello dell’agenzia fiscale britannica HMRC.
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E quindi ieri è stato il giorno che gli italiani hanno scoperto che il meraviglioso cloud è solo il computer di qualcun altro. Bene, meglio tardi che mai. Il guaio è che non è quella la sola cosa che hanno scoperto. Il down di Amazon Web Services Spiego: per quasi tutto lunedì, ci sono stati grossi problemi con il cloud di Amazon, cioè Amazon Web Services. Amazon Web Services Getting Back to Normal After Massive Outage Guarda questo video su YouTube The Verge, che ha tanti pregi ma resta…
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Lunedì 20 ottobre si è verificato un colossale down della piattaforma AWS (Amazon Web Services), inconveniente che ha reso molti siti e servizi irraggiungibili. L’inconveniente si è protratto per diverse ore e AWS ha infine riferito di avere risolto il problema principale che ha causato il disagio, evidenziando che in alcuni casi potrebbe essere necessario attendere ancora per risolvere i problemi (“Potrebbe esserci una latenza aggiuntiva e alcuni servizi potrebbero avere un arretrato di lavoro da smaltire…
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Il servizio cloud di Amazon.com, Amazon Web Services (Aws), è tornato stamattina alla normalità. Lo ha dichiarato la stessa azienda Usa, dopo un’interruzione internet che ha causato disordini globali a migliaia di siti tra cui alcune delle app più popolari del web come Snapchat e Reddit
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Una giornata nera per Amazon Web Services, lunedì 20 ottobre è andata in tilt provocando una reazione a catena che ha sospeso contemporaneamente piattaforme di gaming (come Clash Royale e Roblox), servizi di design (come Canva) e altre applicazioni e piattaforme, fra cui alcune di criptovalute. Dopo ore di interruzioni e malfunzionamenti, il servizio di cloud computing di Amazon, si è progressivamente rimesso a funzionare.
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