La vittoria della destra di Karol Nawrocki è l’espressione della debolezza della prospettiva europeista, tecnocratica e liberista offerta all’Europa dell’Est. Che sceglie candidati nazionalisti o populisti in reazione alle illusioni del post-1989 Con sorpresa dei commentatori sia in Polonia che all’estero, il candidato del primo ministro Donald Tusk, il liberale Rafał Trzaskowski, uomo molto istruito e rispettato a livello internazionale, non è diventato il presidente della Polonia.
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Il solito, grazie. La vittoria alle elezioni presidenziali polacche di Karol Nawrocki, candidato indipendente sostenuto dal partito di estrema destra Diritto e giustizia – Pis conferma un dato: nei paesi di vecchia influenza sovietica il mix di populismo, autoritarismo e nazionalismo ha sempre un grande fascino sulla popolazione. Semisconosciuto, neofita della politica, Narowcki si aggiunge alla lista di capi di Stato o di governo espressi da partiti di stampo illiberale.
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La «sindrome di Gorbaciov» è stata fatale a Donald Tusk. Nel 2023, l’arrivo al potere del leader di Piattaforma Civica, dopo otto anni di governo illiberale ed antieuropeo del PiS, era stato salutato in tutta l’Ue come il grande ritorno di Varsavia nel concerto d’Europa. E in verità, la politica estera ha quasi interamente occupato l’agenda del premier polacco, protagonista delle nuove dinamiche europee, segnate dal rigenerato triangolo…
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Min lettura Il risultato delle elezioni presidenziali polacche indica ancora una volta un paese spaccato a metà. Ha vinto Karol Nawrocki, candidato dal partito conservatore e sovranista Diritto e Giustizia (PiS). Succederà al presidente uscente Andrzej Duda che terminerà l’incarico il 6 agosto. Nawrocki ha sconfitto con il 50,9% dei voti il candidato liberaldemocratico Rafal Trzaskowski, espressione del partito di maggioranza al governo Coalizione Civica, che si è fermato al 49,%.
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Tusk perde in Polonia: Nawrocki guida la svolta sovranista filo-Usa. Intanto, il vento sovranista soffia su più Stati europei, mentre l’Italia cerca equilibrio tra sovranismo e integrazione L’immagine del premier polacco ed ex presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, che poche settimane fa insieme a Emmanuel Macron, Keir Starmer e Friedrich Merz viaggiava sul treno diretto a Kiev per incontrare il presidente ucraino Volodymyr Zelensky…
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Un braccio di ferro si installa ai vertici della Polonia. Ieri, il candidato europeista sconfitto alle presidenziali, Rafał Trzaskowski, è tornato nel suo ufficio al municipio di Varsavia. Il nazionalista Karol Nawrocki si prepara a prendere le redini della presidenza, mentre il filo-occidentale Donald Tusk dovrà ora resistere per altri due anni: tanto manca alla fine naturale della legislatura. NUOVA FASE Prima tappa di questa nuova fase sarà l’11 giugno, quando si voterà la fiducia…
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Le presidenziali polacche vinte dal nazionalista Karol Nawrocki proiettano una grande incognita sul futuro della politica europea: come cambiano le destre più estremiste e a chi spetta il compito di indirizzarne l’evoluzione, contenendone l’istinto di sfondamento e guidando la normalizzazione o correndo all’inseguimento sui temi più sensibili a partire dalla guerra d’Ucraina. In Polonia la difesa di Kiev e la nuova resistenza allo storico dominatore russo sono entrate in conflitto con il sentimento anti-immigrati inasprito…
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Di Giuseppe Gagliano – Quando Donald Tusk ha annunciato pubblicamente l’intenzione di chiedere un voto di fiducia al Parlamento, non si è trattato soltanto di una manovra parlamentare. È stata una dichiarazione di guerra istituzionale. Una sfida lanciata al tempo stesso all’opposizione interna, a Karol Nawrocki, il nuovo presidente eletto, e indirettamente all’Europa, che guarda attonita il riemergere della frattura polacca tra sovranismo e integrazione…
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Si tratta di un colpo molto duro in Europa all’immagine di un Paese che alle elezioni politiche soltanto due anni fa sembrava aver voltato definitivamente pagina ed essersi affidato, in politica estera e in tema di diritti civili, a una modernità più simile a quella dei Paesi europei occidentali. La Polonia si consegna così alla paralisi politica interna che si rifletterà inevitabilmente anche sulla capacità di manovra soprattutto sullo scacchiere continentale e all’interno dell’Unione europea.
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I circa 300mila voti che hanno deciso con un margine strettissimo, 51-49, il ballottaggio presidenziale di domenica, possono significare molto anche per l'Ue e le sue strategie politiche di cui oggi la Polonia è un perno. E mettono in difficoltà Tusk che, fino alla fine del suo mandato di governo tra due anni e mezzo, troverà un vero e proprio contropotere nella presidenza
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La freddezza con la quale il blocco euro-atlantico ha accolto la vittoria del nazionalista Karol Nawrocki al ballottaggio delle Presidenziali in Polonia spiega meglio di qualsiasi altra cosa la preoccupazione degli alleati per il futuro del Paese dell’Est Europa. Perché la conferma di un esponente del partito Diritto e Giustizia (Pis) come prima carica dello Stato rischia di aprire una crisi di governo che potrebbe…
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In Polonia, il popolo ha votato. E ha scelto. Con un’affluenza che ha superato il 72,8%, Karol Nawrocki è stato eletto presidente della Repubblica. Ma non appena le urne hanno dato il loro responso, si è alzato il sipario sulla solita recita: la demonizzazione dell’avversario politico. È il copione
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Per i polacchi Bruxelles è peggio di Mosca. È questa, in estrema sintesi, l’analisi delle presidenziali che, a Varsavia, hanno visto vincere il candidato indipendente, ma sostenuto dai conservatori del PiS, Karol Nawrocki. Con uno scarto di circa 369mila voti, su oltre 20 milioni totali, il nuovo Capo dello Stato ha battuto Rafał Trzaskowski, riformista e sindaco uscente di Varsavia. Le percentuali delle preferenze…
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Si tratta di un duro colpo per il governo liberale ed europeista di Donald Tusk: il candidato ultranazionalista Karol Nawrocki ha vinto il secondo turno delle elezioni presidenziali in Polonia con il 50,9% dei voti, contro il rivale centrista Rafal Trzaskowski. Sebbene i suoi poteri costituzionali siano limitati, il Capo dello Stato ha la facoltà di porre il veto alle leggi di iniziativa governativa, soprattutto in tema di riforme sociali.
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Le recenti elezioni presidenziali polacche, vinte da Karol Nawrocki, candidato civico sostenuto da Diritto e Giustizia, non sono state una semplice sfida tra programmi elettorali, bensì un confronto tra due visioni opposte della Polonia: quella popolare e quella delle élite. È in questo scontro che si è manifestata la posta in gioco reale — il mandato a governare e lo stato del patto sociale — che non riguarda solo un paese, ma una buona parte dell’Europa.
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Affluenza record per il secondo turno delle elezioni presidenziali in Polonia. Gli elettori polacchi hanno scelto Karol Nawrocki, sovranista, candidato del partito Diritto e Giustizia (PiS) del presidente uscente Andrzej Duda, sconfitto Rafal Trzaskowski, sindaco europeista di Varsavia che era il candidato della coalizione di governo di Donald Tusk. Una vittoria sul filo per quasi il 51% contro poco più del 49%.
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Bruxelles – A due giorni dalla cocente sconfitta del candidato governativo Rafal Trzaskowski nel ballottaggio contro il nazionalista Karol Nawrocki, il primo ministro polacco Donald Tusk rompe il silenzio e annuncia una mossa politica ad alto rischio: chiederà un voto di fiducia in parlamento per consolidare il fragile equilibrio della sua coalizione. È la risposta a quella che Tusk stesso ha definito “una fase cruciale” per il futuro del Paese…
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Sassolini di Lehner Il popolo polacco ha ribadito che alla Presidenza della Repubblica può andare soltanto uno che ami, rispetti ed onori la terra patria, quand’anche leale alleata o unita ad altre nazioni. Basta dare uno sguardo alla storia della Polonia, per comprendere attraverso quale idea-forza abbia potuto resistere e non sia stata cancellata. Occupazioni svedesi, quindi prussiane, austriache, russe, invasioni e spartizioni fra Terzo Reich ed Urss nel 1939, bestiale dominio nazista sino al 1945 (oltre…
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Il primo ministro polacco, Donald Tusk, ha dichiarato che chiederà un voto di fiducia in parlamento dopo le elezione presidenziali di domenica, che hanno visto il nazionalista Karol Nawrocki vincere con il 50,89% dei voti, contro il 49,11% ottenuto dal rivale liberale Rafal Trzaskowski, attuale sindaco di Varsavia e vicino al governo europeista guidato da Tusk. «Voglio che tutti vedano, compresi i nostri oppositori, in patria e…
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Un altro outsider della politica, privo di esperienza, mai eletto prima nemmeno a livello locale, ribalta le previsioni elettorali e si aggiudica per un soffio, con il 50.9%, la presidenza della Polonia contro il sindaco di Varsavia Rafal Trzaskowski al 49.1%. Karol Nawrocki, 42 anni, ridà slancio al fronte ultraconservatore polacco fermato nel 2023, dopo otto anni di potere, dalla vittoria del premier centrista ed europeista Donald Tusk.
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ANSA Il risultato del ballottaggio presidenziale in Polonia può essere letto come la prima grande vittoria in Europa per le forze vicine a Donald Trump da quando quest’ultimo è tornato alla Casa Bianca. Karol Nawrocki incarna un nazionalismo affine a quello “Maga”, contrapposto al liberalismo pro-europeo del suo rivale Rafał Trzaskowski, battuto con uno scarto minimo in un voto che ha portato alle urne ben il 71% degli elettori.
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