Nel 1946 in Italia si svolse il referendum istituzionale per decidere se l’Italia dovesse restare una monarchia o diventare una repubblica. Il referendum aveva una grande importanza politica e un alto valore simbolico perché era il primo atto della riconquistata democrazia: per volontà delle forze antifasciste il popolo era chiamato a scegliere la forma dello Stato. Per la prima volta la decisione della forma di Stato non era imposta dall’alto, da una dinastia o da una volontà politica esterna, ma proveniva dal basso, da un voto diretto e…
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GROSSETO – 80 anni fa il Referendum da cui è nata la nostra Repubblica. Il Referendum che chiuse la pagina della Monarchia per consegnare l’Italia ad un regime democratico e repubblicano. Come ha votato il vostro Comune a quel bivio fondamentale? Il quotidiano il Post ha fatto una mappa con i Comuni d’Italia. Nel 1946 a Grosseto, il capoluogo, l’80,9% votò Repubblica, mentre solo il 19,1%. A Massa Marittima, città medaglia d’argento per la Resistenza…
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Nel dicembre prossimo compirà 102 anni, ma il montesino Silvano Mazzetti conserva una memoria incredibilmente lucida. Ricorda perfettamente il 2 giugno 1946, giorno in cui gli italiani furono chiamati a scegliere tra Repubblica e Monarchia e a eleggere la prima Assemblea Costituente. "Il seggio elettorale era a Ranocchio, oggi San Giacomo Maggiore", racconta Mazzetti. "In paese c’era molta tensione: i partiti politici erano agguerriti e i loro rappresentanti passavano di casa in casa per convincere la gente a votare per…
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Porta a porta 2 Giugno 1946, quando gli italiani scelsero la Repubblica - 02/06/2026 St 2025/26 3 min Il 2 giugno 1946 gli italiani furono chiamati al voto per confermare la Monarchia o per eleggere una nuova forma istituzionale repubblicana. La Monarchia raccolse molti più voti rispetto alle previsioni (10.719.284). Furono le regioni del nord a bocciare i Savoia che avevano dato via libera al fascismo, alle leggi razziali, fino alla fuga a…
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Alla fine della seconda guerra mondiale e di una dittatura lunga abbastanza da incunearsi nelle singole coscienze e scendere a patti con la società e i suoi poteri, gli italiani vissero un intenso periodo di straniamento collettivo, di cui ancora oggi portiamo il segno. Alcuni avevano fatto la guerra ai fascisti. Altri a fatica si accorsero della guerra civile in corso. Molti avevano fatto quello…
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Nel referendum del 2 giugno 1946 non votarono gli italiani della provincia di Bolzano e della circoscrizione Trieste, Venezia Giulia e Zara. Urzì chiede di ricordare quella parte della comunità nazionale esclusa dal momento fondativo della Repubblica.
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La musica dell’Orchestra Sinfonica di Sanremo ha chiuso nel pomeriggio di oggi le celebrazioni cittadine per l’80° anniversario della Festa della Repubblica. Come da tradizione, il Teatro dell’Opera del Casinò ha ospitato il concerto istituzionale del 2 Giugno, appuntamento che ogni anno accompagna la ricorrenza nazionale con un momento dedicato alla cultura e alla condivisione. L’evento si è svolto al termine del programma ufficiale…
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"Bolzano e Trieste escluse dalla nascita della Repubblica, è necessario ricordalo": quel 2 giugno che per alcuni fu senza voto. Urzì riapre il caso del 1946 Il deputato di Fratelli d'Italia presenta un'interpellanza al Ministero della Cultura: "Nel giorno della festa nazionale l'Italia ricordi chi non poté scegliere tra Monarchia e Repubblica"…
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Alla celebrazione per la Festa della Repubblica svoltasi a Borgo San Martino è stato relatore l'avvocato e storico Sergio Favretto. L'oratore ha anche ricordato quali furono i risultati del referendum per la Repubblica nei singoli Comuni monferrini. Ecco una sintesi del suo intervento. Ci sono date che finiscono nei libri di storia e altre che, più silenziosamente, restano nelle cucine delle case, nei racconti dei nonni, nei ricordi…
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Un voto in linea con quello di gran parte del Meridione. L’assenza della lotta organizzata contro il fascismo consegna le masse popolari nelle braccia del centrismo di marca cattolica, impersonato dalla DC, e delle forze conservatrici. A loro supporto il populismo dell’Uomo Qualunque, il cui esponente più noto è l’on. Francesco Colitto. Le “isole rosse” di Santacroce di Magliano e di Ururi. Il voto per il referendum Fosse stato per la maggioranza degli elettori molisani al referendum del 2…
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Fosse stato per Stregna, comune delle Valli del Natisone, l'Italia sarebbe rimasta una monarchia. Il 2 giugno del 1946 gli abitanti delle sue borgate, che all'epoca erano quasi 5 volte più numerosi di quelli attuali, si recarono in massa alle urne. Il 92 percento scelse il Re, e solo meno dell'8 % - cioè 68 persone - votarono per la Repubblica. Quello di Stregna, come anche i casi di Fanna e Claut o di Pravisdomini e Marano Lagunare, fu fra le poche, notevoli eccezioni in una regione…
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Ottant'anni fa, il referendum per la scelta fra monarchia e Repubblica. In Valle d'Aosta, vinse la Repubblica anche se l'analisi del voto rivela alcune particolarità, come emerge da un recente studio dello storico Alessandro Celi.
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Quanto era povera l'Italia nel 1946. Dopo la guerra erano rimasti così pochi soldi che il verbale ufficiale di proclamazione dei risultati del referendum repubblica-monarchia fu dattiloscritto su un foglio di carta a quadretti. Come quelli che si usavano a scuola. E se era povera l'Italia, figurarsi il Veneto e la provincia di Vicenza che in quel 2 giugno di 80 anni fa andava alle urne per decidere se ridare fiducia al re o diventare una democrazia…
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Inviaci la tua segnalazione, ti ricontattiamo noi. POLITICA | VALLECAMONICA Repubblica o monarchia, la valle si divise a metà Per il referendum su repubblica o monarchia del 2 giugno 1946, la valle Camonica si divise a metà: 17 paesi preferirono la repubblica, 15 avrebbero tenuto il re
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Snodo fondamentale della storia italiana, al referendum del 2 giugno 1946 non parteciparono gli abitanti delle terre ancora oggetto di trattative diplomatiche, ossia Trieste, Venezia Giulia, Zara e Alto Adige, che non comprendeva Bassa Atesina-Oltradige, ancora aggregati al Trentino dal 1927. Oltre ai motivi giuridico diplomatici pesò la questione delle opzioni: larghi strati dalla popolazione di lingua tedesca e ladina, pur avendo optato per la Germania nazista, non erano emigrati ma ancora non avevano…
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Il due giugno in provincia di Latina andarono a votare 115.531 tra uomini e donne. L'84,48% degli aventi diritto. I voti validi furono 108.704. Rileggere oggi quei risultati, 80 anni dopo, ai uta a capire molte cose di quel periodo ma anche molto di questa provincia e dei suoi abitanti. Vinse la Repubblica, e vinse nettamente con 59 mila 673 voti, ovvero il 54,89% dei consensi. Perse la Monarchia che ha raccolto oltre 10 mila voti in meno e si fermò al 45,11%.
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Indietro di 80 anni, quel 2 giugno, quello da cui la storia repubblicana dell'Italia ebbe inizio, non fu propriamente una festa. Non solo un esito tutt'altro che scontato, ma anche una scelta - quella del referendum - che rischiava di dividere la politica del Paese appena uscito dalla guerra. Lo ricorda Marco Odorizzi, presidente della fondazione De Gasperi: lo statista trentino, dice, fu il principale fautore della scelta referendaria.
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Home Cronaca 2 giugno, ottant’anni dopo: i ricordi di una famiglia livornese tra Monarchia e Repubblica Cronaca 2 giugno, ottant’anni dopo: i ricordi di una famiglia livornese tra Monarchia e Repubblica Livorno 2 giugno 2026 2 giugno, ottant’anni dopo: i ricordi di una famiglia livornese tra Monarchia e Repubblica A ottant’anni dal referendum istituzionale del 2 giugno 1946, un lettore affida alla memoria familiare una riflessione che intreccia storia nazionale…
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Ottant'anni fa il Referendum: in Ciociaria e all'ombra dell'abbazia i cittadini scelsero il Re con punte del 96% a Villa Santa Lucia, i Savoia oltre il 90% in ben nove comuni. San Donato Val di Comino, con l'82%, guidò invece i centri dove prevalse la Repubblica. A Morolo la sfida finì in perfetta parità. Ecco la mappa del voto Il 2 giugno 1946 è una delle date che hanno cambiato la storia d'Italia.
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"È la tarda mattinata del 2 giugno 1946: mio padre Aldo dopo 7 anni di guerra e prigionia torna finalmente a casa, abbraccia i parenti e corre a votare" La toccante storia di Aldo Farinati raccontata dal figlio Paolo: "Arriva a Rovereto nella tarda mattinata proprio del 2 giugno 1946, esattamente 80 anni fa: riabbraccia dopo sei anni e mezzo la madre…
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Lo storico Ernesto Billò la definì "una sorpresa-ma-non-troppo". Nel referendum del 2 giugno 1946 a Mondovì vinse la monarchia con circa 150 voti di vantaggio: 6.297, il 51%, contro 6.049, il 49%. «Sotto un cielo imbronciato si votò senza incidenti - scriveva Billò nel secondo volume di "Cento e più anni a Mondovì" - e l'esito, a lungo incerto in sede nazionale, riservò a Mondovì la sorpresa-ma-non-troppo di una leggera maggioranza alla monarchia».
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Ottant’anni fa l’Italia del Referendum, chiamata il 2 e 3 giugno 1946 a scegliere tra Repubblica o monarchia, era un Paese ancora diviso per lungo. Dove Nord e Sud erano separati come da una netta frattura. La stessa che si ritrova in quei voti: fortemente «mazziniani» da Roma in su, e ancora fedeli a casa Savoia nelle regioni meridionali. Stringendo l’obiettivo sul Veneto, il dato è alla fine confermato a favore della Repubblica da…
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Ottanta anni fa Verona diventava una città della nuova Repubblica italiana. Al referendum del 2 giugno 1946 sulla forma istituzionale dello Stato si recarono alle urne 364.544 cittadini in tutta la provincia, il 90,58% della popolazione. Per la prima volta nella storia nel Paese votarono anche le donne: 204.494 elettori scelsero la Repubblica (61,26%) mentre 129.332 indicarono la Monarchia (38,74%).
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TORINO – Il 2 e 3 giugno 1946 gli italiani furono chiamati a una delle consultazioni più importanti della storia nazionale: scegliere attraverso un referendum se mantenere la Monarchia dei Savoia o dare vita alla Repubblica. Per la prima volta votarono anche le donne, in un Paese che usciva devastato dalla Seconda guerra mondiale e dal ventennio fascista. A livello nazionale la Repubblica prevalse con 12,7 milioni di voti, pari al 54,27%, contro i 10,7 milioni ottenuti dalla…
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