Da domani partono le nuove regole per contraddittorio preventivo e accertamento con adesione (adesione ai Pvc compresa). Le nuove disposizioni trovano applicazione per gli «atti emessi dal 30 aprile 2024»: previsione non certo immune da problematiche. Si ricorderà che il concetto di «atto emesso» ha già avuto una sua rilevanza a proposito della famosa “scissione decadenziale” degli atti impositivi di cui all’articolo 157 del Dl 34/2020.
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Il decreto delegato sull’accertamento tributario (Dlgs 13/2024) ha reintrodotto la facoltà di adesione ai Pvc emessi da domani, 30 aprile (si veda l’articolo in alto): una possibilità già ampiamente sperimentata dal 2008 al 2014. Rispetto alla precedente edizione prevista dall’articolo 5-bis del Dlgs 218/1997 (abrogato dalla legge 190/2014), l’istituto è stato inserito nel nuovo articolo 5-quater dello stesso decreto, ma con alcune novità.
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I nuovi avvisi di recupero dei crediti d’imposta non spettanti o inesistenti, emessi a partire da domani, 30 aprile, ai sensi dell’articolo 38-bis, Dpr 600/1973, sono riscuotibili per intero, anche in caso di proposizione del ricorso. Per tali atti, inoltre, non è ammesso il pagamento attraverso la compensazione nel modello F24. Sarà infine possibile la presentazione dell’istanza di accertamento con adesione, ma senza poter beneficiare delle ordinarie regole di rateizzazione.
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Il nuovo obbligo del contraddittorio preventivo prima di un accertamento fiscale è escluso per 14 tipi di atti dell’Agenzia delle Entrate: eccoli tutti. Pronto il decreto MEF che elenca gli atti esclusi dal contraddittorio preventivo obbligatorio, introdotto dalla Riforma dello Statuto del contribuente (DLgs 219/2023) e dell’Accertamento tributario (DLgs 1/2024). Vediamo in dettaglio. Quali atti sono esclusi dal contradditorio Riforma Fiscale: le nuove garanzie per i contribuenti 18 Gennaio 2024 Il…
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Tutto pronto per l’entrata in vigore del prossimo 30 aprile dello schema d’atto che anticipa i contenuti del contraddittorio, previsto dall’art. 6-bis della l. n. 212/2000 sulla base del decreto delegato n. 219/2023 per l’attuazione della riforma fiscale. Con il decreto del vice- ministro dell’economia e delle finanze, Maurizio Leo, dello scorso 24 aprile, vengono infatti individuati per quali tipologie di atti non si dovrà adottare tale schema, con la conseguenza che per tutto quanto non previsto dal decreto, invece vi sarà l’obbligatorietà.
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Da ruoli e cartelle di pagamento agli atti di controllo formale delle dichiarazioni. Dagli accertamenti parziali e dagli atti di recupero che scaturiscono dall’incrocio dei dati agli inviti al pagamento del contributo unificato. L’elenco degli atti esclusi dal nuovo contraddittorio preventivo è pronto. A stilare la lista che comprende complessivamente quattordici tipologie di avvisi, recuperi e accertamenti che sfuggono al confronto preventivo tra Fisco e contribuenti è il decreto firmato il 24 aprile...
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La nebbia si dissipa attorno alla riforma fiscale in Thailandia Alcuni aspetti della riforma fiscale che tocca svizzeri e svizzere residenti in Thailandia dal primo gennaio 2024 erano avvolti nell'ombra. Negli ultimi mesi, le autorità hanno fornito spiegazioni, in particolare per quel che riguarda la tassazione delle persone pensionate. 9 minuti “La riforma ha un impatto sui versamenti del secondo o terzo pilastro?”, “la convenzione sulla doppia imposizione è stata modificata?”, “se si dimostra che si…
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