Come sarà l’Europa senza la presenza militare e politica degli Stati Uniti? Gli europei farebbero bene a prepararsi a questa eventualità, perché non c’è più alcun dubbio che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump voglia porre fine all’alleanza nordatlantica e sia ben avviato a farlo. L’unica domanda che rimane è se ritirerà formalmente gli Stati Uniti dalla Nato o se semplicemente la svuoterà di significato attraverso l’incuria e il disprezzo.
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C’è una frase di Donald Trump che suona come l’ennesima provocazione, ma che nasconde invece una grande verità: gli alleati non hanno aiutato abbastanza gli Stati Uniti. Parole che, nelle intenzioni del 45° presidente di quel paese, mostrano la sua visione del mondo, fatta di rapporti muscolari, sospetto, debiti, contributi e percentuali. Se però si prende sul serio quella frase, se la si rovescia come un guanto, allora può rivelare una verità più inquietante e tragica.
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Pochi giorni a Washington non possono che servire a farsi un’idea di massima dello stato del dibattito di politica estera e in particolare delle relazioni con l’Europa. Eppure una serie di incontri con funzionari della Delegazione Ue presso gli Stati Uniti e l’ambasciata italiana, nonché con esperti di think tank con diverso orientamento di politica estera come il Center for American Progress (di dichiarata vocazione progressista), l’Atlantic Council e il German Marshall Fund…
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C’è un’immagine di qualche giorno fa che rende bene la difficoltà di raccapezzarsi di fronte a una realtà internazionale in continuo mutamento. È quella del primo ministro mentre interviene all’assemblea di Federalberghi e apprende che Teheran ha nuovamente chiuso lo stretto di Hormuz. Meloni è interdetta. Reagisce in diretta e scandisce: ormai bisogna impegnarsi «ogni minuto» per tenere dritta la barra, in un mondo dove «l’instabilità è la nuova normalità».
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Per decenni l’Italia, come gran parte dell’Europa, ha vissuto dentro una certezza considerata intoccabile: la protezione americana. Era il fondamento implicito della nostra politica estera, della nostra postura militare, perfino della nostra pigrizia strategica. Ora quella certezza si sta sgretolando. Non con un atto formale, non con una dichiarazione solenne, ma attraverso una serie di segnali politici che indicano tutti la stessa direzione: gli Stati Uniti, sotto la guida di Trump, non considerano più la NATO come un vincolo storico da…
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Un sentimento critico verso Washington, che sembra avere assunto oggi una nuova intensità anche in Occidente, dove storicamente l’alleanza atlantica e il soft power statunitense avevano costruito un consenso culturale e politico relativamente stabile. Le scelte compiute dalla presidenza di Donald Trump hanno contribuito in modo decisivo a questa trasformazione, alimentando un clima di diffidenza che si riflette oggi anche nell’opinione pubblica europea.
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Davvero Donald Trump potrebbe decidere, da solo, l’uscita degli Stati Uniti dalla Nato? Questa minaccia va presa sul serio? Quali sono le probabilità che si realizzi, e quali sarebbero le conseguenze? Un retroscena cruciale – e dimenticato – dice quanto il rischio sia considerato reale. Alla fine del 2023, quando alla Casa Bianca c’era Joe Biden, il Congresso approvò con una larga maggioranza bipartisan una legge che proibisce al presidente degli Stati Uniti proprio questo: decidere da solo l’uscita…
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