Nei giorni domenica 8 giugno 2025, dalle 7 alle 23 e lunedì 9 giugno, dalle 7 alle 15, si voterà per i cinque referendum popolari abrogativi ex art. 75 della Costituzione. A Empoli sono chiamati alle urne 34.962 elettori (18.286 femmine e 16.676 maschi). Le sezioni sono 42 e sono prive di barriere architettoniche per consentire l’accesso anche agli elettori non deambulanti. Si ricorda che è necessario presentarsi ai seggi muniti di un documento di identità e della tessera elettorale.
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Altre informazioni:
L’Italia sta per dare una lezione di democrazia e civiltà. I sondaggi più negativi parlano di almeno 15 milioni di votanti (30% degli aventi diritto) ai prossimi referendum. Un popolo che si recherà alle urne per manifestare la propria volontà ad accogliere chi viene in Italia per dare il proprio contributo e riconosce nel nostro Paese un luogo dove vale la pena di vivere. Un popolo che si recherà alle urne per ribadire come i lavoratori meritino di svolgere i propri compiti col massimo delle…
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Appuntamento referendario domani alle 17.30, dove la Cgil, promotore dei referendum dell’8 e 9 giugno prossimi, organizza un’assemblea pubblica per la presentazione dei cinque quesiti referendari (Stop ai licenziamenti illegittimi, Più tutele per le lavoratrici e i lavoratori delle piccole imprese, Riduzione del lavoro precario, Più sicurezza sul lavoro, Più integrazione con la cittadinanza). L’appuntamento, alle 17:30 in via Nazionale 130, nella pizzeria Piras, sarà occasione di confronto sui quesiti referendari dell'8 e 9 giugno.
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Sono quattro i referendum sui temi del lavoro, su cui i cittadini sono chiamati a pronunciarsi l'8 e il 9 di giugno. Il primo quesito riguarda il cuore del Jobs Act, il contratto a tutele crescenti, il secondo i licenziamenti individuali nelle piccole imprese, il terzo quesito sui vincoli per i contratti a tempo determinato, il quarto è sui subappalti e le responsabilità in tema di sicurezza sul lavoro.
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Rita Baviello ha poche informazioni sul Referendum. "Si tratta solo di chiacchiere e io non mi fido. Dovremmo guardare un po’ più la Germania, e prendere esempio da altre nazioni. I problemi partono tutti dalla scuola. Se uno studente esce dal percorso scolastico già preparato e già in grado di avventurarsi nel mondo del lavoro allora riuscirà ad eccellere. Ma le nostre scuole non preparano i ragazzi ad affrontare il mondo lavorativo.
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Silvia Grilli è molto informata sul Referendum. "Sono a conoscenza del Referendum e andrò a votare sicuramente. Questo Referendum è importante perché è una delle poche forme di democrazia diretta. Quando una persona va a votare per un Referendum, sa che le cose le possono cambiare direttamente. Questo Referendum restituisce dignità e certezze a tante categorie di lavoratori, sia per quanto riguarda la sicurezza sia per la garanzia dei lavoratori.
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Due giornate per votare. Domenica 8 giugno urne aperte dalle 7 alle 23 e lunedì 9 giugno i seggi saranno accessibili agli elettori dalle 7 alle 15. I cinque quesiti referendari vertono su ‘lavoro’ (i primi quattro) e cittadinanza (il quinto). La Corte Costituzionale ha ritenuto validi i quesiti referendari per i quali, nel 2024, sono state raccolte cinque milioni di firme. Primo quesito: ’Stop ai licenziamenti illegittimi’.
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Maria Giorgini, segretaria Cgil, la Cgil ha promosso i 4 quesiti sul lavoro, ci dice le ragioni del ‘Sì’ su questi quesiti? "Oggi il 92% delle assunzioni, anche nella nostra provincia, avviene con contratti precari, rendendo le persone ricattabili nel lavoro e instabili nella vita. Una precarietà anche di chi è dal 2015 a tempo indeterminato che se licenziato ingiustamente non ha diritto di scegliere se tornare nel proprio posto di lavoro.
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Questo articolo fa parte di un ciclo dedicato al referendum 2025, che ha l’obiettivo di illustrare in modo chiaro e documentato le posizioni a favore e contro i quesiti, nonché gli scenari in caso di raggiungimento del quorum. QuiFinanza mantiene una linea editoriale imparziale e si impegna a fornire un’informazione completa e obiettiva, senza sostenere alcuna posizione politica o ideologica. Sono le tutele per i lavoratori delle piccole e medie imprese il fulcro del secondo…
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Domenica 8 e lunedì 9 giugno si terranno in tutta Italia cinque referendum abrogativi. Anche a Pisa i cittadini saranno chiamati alle urne. Sul sito del Comune di Pisa è stata pubblicata una guida completa con tutte le informazioni utili su modalità e orari di voto, apertura degli uffici elettorali e contenuto dei quesiti. Ogni elettore riceverà cinque schede, una per ciascun quesito, ognuna di colore diverso.
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L’8 e il 9 giugno prossimi si vota su cinque quesiti referendari accomunati dall’obiettivo di rimettere la persona al centro nella disciplina del lavoro e nella disciplina della cittadinanza. I quattro quesiti sul lavoro prevedono maggiori tutele per i lavoratori dipendenti. Noi riteniamo che maggiori tutele per i lavoratori significhino maggiore motivazione, maggiori possibilità di costruire il proprio progetto di vita, un miglioramento in generale per i lavoratori e per i datori di lavoro.
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Il segretario generale della CGIL Maurizio Landini ha lanciato il suo appello prima a Bolzano e poi a Rovereto: "Andate a votare per sconfiggere lo spettro dell'astensionismo e far vincere i diritti". "Non una preferenza per qualcuno, ma per qualcosa: un voto per i diritti" - lo definisce Landini, che ha iniziato i suoi interventi con un minuto di silenzio per la morte sul lavoro dell'operaio 25enne nella zona industriale a sud di Roncone, il giovane lavorava per una ditta in subappalto
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Martedì 27 maggio, alle 16,30, presso la sala del Consiglio comunale, in Municipio a Cuneo, si terrà una conferenza stampa aperta ai giornalisti e a tutta la cittadinanza, in merito all’invito al voto in occasione del Referendum dell’8 e 9 giugno prossimi. L’iniziativa è promossa dai gruppi consiliari Cuneo per i Beni Comuni; Partito Democratico; Cuneo Mia; Cuneo Solidale e Democratica e Gruppo Misto di maggioranza.
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Il segretario generale della CGIL Maurizio Landini ha lanciato il suo appello prima a Bolzano e poi a Rovereto: "Andate a votare per sconfiggere lo spettro dell'astensionismo e far vincere i diritti". "Non una preferenza per qualcuno, ma per qualcosa: un voto per i diritti" - lo definisce Landini, che ha iniziato i suoi interventi con un minuto di silenzio per la morte sul lavoro dell'operaio 25enne nella zona industriale a sud di Roncone, il giovane lavorava per una ditta in subappalto
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È importante andare a votare l’8 e il 9 giugno per i referendum almeno per tre ragioni. Anzitutto perché il voto è un diritto che appartiene a ciascuno di noi, ma è anche un dovere civico. Così dice espressamente la nostra Costituzione. La rinuncia a decidere sui problemi comuni rende possibile a una minoranza di governare senza controllo e responsabilità. In tal caso non avremmo più un governo legittimato dal popolo, ma un governo legittimato dal vuoto, dall’assenza della partecipazione sociale.
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Scade oggi il termine per la pubblicazione delle intenzioni di voto ai referendum. La tornata elettorale è passata sotto silenzio per volontà del governo, gli appelli dei comitati alla Rai, inclusi diversi presidi sotto le sedi regionali, non sono stati raccolti e i quesiti sono stati oscurati dalla Tv pubblica. NEGLI ULTIMI GIORNI si sono affastellati i sondaggi e le interpretazioni delle rilevazioni.
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Domenica 8 e lunedì 9 giugno 2025 si vota per cinque referendum abrogativi su lavoro e cittadinanza, in concomitanza con le elezioni amministrative. I quesiti, promossi dalla CGIL e da vari movimenti civici, mirano a modificare norme centrali su licenziamenti, contratti a termine, sicurezza sul lavoro e accesso alla cittadinanza italiana. La Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibili tutti e cinque i quesiti: Quattro riguardano il lavoro, sostenuti da oltre 4 milioni di firme Uno riguarda la cittadinanza, con 637…
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Si avvicina il weekend referendario. L'8 e 9 giugno in Italia si vota su quattro quesiti sul lavoro e uno sulla cittadinanza. Il vero scoglio è il quorum del 50 più uno e il sondaggio, condotto da YouTrend in esclusiva per HuffPost, prevede una missione se non impossibile, sicuramente complicata per l'opposizione. Solo un italiano su tre è intenzionato a ritirare…
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Al di là della valenza politica che opposizione e governo attribuiscono ai referendum, qual è il contenuto effettivo di ciascuno dei quattro quesiti in materia di lavoro sul piano giuridico e su quello degli effetti pratici? E quali gli argomenti a favore e contro? Facciamo il punto. Quesito n. 1 – Disciplina generale dei licenziamenti (scheda verde) Viene integralmente abrogato il Dlgs n. 23/2015, col risultato che torna ad applicarsi a tutti la disciplina contenuta nella legge Fornero del…
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In questo nuovo Patrimoney Vittorio Eboli spiega l’impatto sui lavoratori che avranno due dei quesiti referendari che verranno votati l’8 e il 9 giugno. Più esattamente il giornalista fa chiarezza su primo e secondo quesito che riguardano i licenziamenti nelle aziende con più e meno di 15 dipendenti, il reintegro e i risarcimenti.
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Fra poche settimane andremo a votare per dei referendum il cui obiettivo è cancellare trent’anni di politiche del lavoro. Questi referendum cadono in corrispondenza quasi perfetta con il trentesimo anniversario di altri referendum, che nel 1995 cercavano di ridimensionare il ruolo dei sindacati maggiori (la «Triplice»). Ma la premessa logica, più o meno dichiarata, che portò i radicali e il centrodestra a convergere su referendum che erano partiti dai sindacati minori…
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